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Gelata sulle spiagge. Il ministero boccia la proroga al 2033. Il commento dell’avvocato Roberto Biagini

Per i concessionari di aree ricreative turistiche (stabilimenti balneari)  non sarà un fine particolarmente sereno. Il Direttore generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato una circolare inviata alle Autorità del sistema Portuale la recente sentenza del Consiglio di Stato Sezione VI, N. 7874 del 18/11/2019.

Una circolare, che questa volta lascia poco spazio ad interpretazioni. In sostanza nel segnale la sentenza del Consiglio di Stato il Ministero competente prende atto che le proroghe generalizzate sono contrarie ai principi europei, compresa l’ultima che spostava la scadenza delle attuali concessioni al 2033.

Difficile sapere, oggi, cosa succederà dopo questa nota, che di fatto mette sulle “spalle” delle amministrazioni periferiche l’onere di disapplicare la norma nazionale di proroga. Difficile anche sapere cosa succede per quelle realtà che hanno già concesso la proroga. Appare evidente, dopo questa circolare, la necessità di una legge nazionale che riordini il sistema delle concessioni in coerenza con i principi europei.

Sull’argomento interviene l’avvocato Roberto Biagini  presidente del Coordinamento Nazionale Mare Libero 

“Fondamentale presa di posizione del Direttore Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –Dipartimento per i Trasporti e la Navigazione gli Affari Generali -, Dott. Mauro Coletta, che con la nota n. 0034476 del 20.12.2019, “segnala” alle Autorità del Sistema Portuale la recente sentenza del Consiglio di Stato, Sezione VI, N. 7874 del 18/11/2019.

Con l’autorevolezza che gli deriva dal ruolo ricoperto nel Dicastero egli “scolpisce sul marmo”, in modo che riteniamo indelebile come punto di non ritorno (e non poteva essere diversamente come da tempo sosteniamo) anche per l’ Esecutivo che rappresenta in materia, i principi cardine che detta sentenza racchiude:

1)Esperimento delle selezioni pubbliche nel rilascio delle concessioni demaniali marittime conformemente ai principi comunitari derivati dalla lettura delle Direttiva n. 123/2006 (Bolkestein)”;

2) “Divieto di proroghe generalizzate ex lege dovendo la normativa nazionale ispirarsi alle regole dell’ Unione Europea sull’ indizione delle gare”;

3)Disapplicazione dell’ art. 1 comma 18, d.l. n. 194/2009,  dell’art. 34-duodecies, d.l. 179/2012, nonché dell’ art. unico comma 683, legge 30 dicembre 2018 n. 145”. In buona sostanza bocciatura senza appello delle ultime proroghe generalizzare disposte ex lege: 2015,2020,2033 !!

   4)La buona fede del concessionario, sempre da valutare caso per caso e mai generalizzata, viene temporizzata ante 26 Marzo 2010, data di recepimento delle direttiva Bolkestein nel nostro ordinamento”. In buona sostanza il Consiglio di Stato ritiene che le proroghe successive all’ attuazione della direttiva Bolkestein avvenuta con il D.lgs. n. 59 del 26 marzo 2010,  << non possano essere assistite dal principio (sopra espresso) della “buona fede” del concessionario, essendosi consumata la possibilità di aderire alla posizione “mitigativa” già a far data dal secondo rinnovo >> ;

 5)  “Obbligo per lo Stato membro in tutte le sue articolazioni e quindi anche per l’ apparto amministrativo e per i suoi funzionari, di disapplicare la norma nazionale confliggente con il Diritto dell’ Unione Europea”.

Nonostante le prime interpretazioni “balnearmente orientate” di chi per ruolo e per contratto la vuole raccontare per l’ ennesima volta diversamente dal reale, riteniamo importantissima tale nota esplicativa la quale costituirà, insieme alle pronunce della giurisprudenza costituzionale, ordinaria ed amministrativa ormai consolidatesi ai dettami del diritto euro-uniario,  la base per le prossime ed imminenti iniziative del nostro Coordinamento (diffide ai singoli enti locali, e consequenziali iniziative giudiziarie).”

Il testo della circolare 

 

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