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Trc, le sette domande dei consiglieri di maggioranza di Riccione

La grande novità della prossima estate rivierasca interesserà il trasporto pubblico locale. I mesi più caldi vedranno infatti l’esordio del Metromare, quel Trc che per tanti lunghi anni ha fatto discutere e non poco, in tempi recenti soprattutto a Riccione, dove la sindaca Renata Tosi ha a più riprese manifestato una netta contrarietà al progetto. Partendo da questo presupposto i consiglieri di maggioranza del Comune di Riccione hanno rivolto 7 domande in merito alla gestione del trasporto rapido costiero.
Ecco il testo delle sette domande poste dai consiglieri
Prima “domanda”: a chi verrà affidata la gestione del faraonico TRC ?(chiamiamolo con il suo vero nome, TRC appunto; Metromare ci sembra poco adatto visto che il mare non lo vede nemmeno col binocolo…) 
Seconda “domanda: con quali modalità verrà affidata la gestione del TRC? Non vorremmo che, senza procedura di regolare bando, a dirigere la mega infrastruttura sia ancora Start Romagna, attualmente in stato di “prorogatio”.
“Terza domanda”: A quanto ammonteranno i costi di gestione?
“Quarta  domanda”: quanti passeggeri si ipotizza che, ogni giorno, saliranno sulle carrozze dei filobus che correranno nel budello di cemento a fianco la ferrovia?  (Otto milioni di persone all’anno? Dieci milioni? Quindici milioni? Diciotto milioni, come fino a qualche anno fa ipotizzava l’allora Presidente della Provincia di Rimini, quando parlava di 50.000 passeggeri al giorno…?)
“Quinta domanda”:  quale numero di passeggeri annui  risulta necessario per arrivare al pareggio di bilancio di gestione del TRC, per far sì che l’opera non gravi ulteriormente sulle tasche dei cittadini? (Opera, ricordiamocelo, costata più di 100 milioni di euro..)
“Sesta domanda”: qualora non si dovessero raggiungere i risultati, in numero di passeggeri, ipotizzati per arrivare al pareggio di bilancio, chi pagherebbe il debito che si creerebbe ogni anno?
“Settima domanda”: quali sono le previsioni circa la storica linea 11? Verrà cancellata o mantenuta?  Verrà rimodulata? 
Forse può apparire fastidioso ed irriverente, agli occhi di chi comanda ora il TRC, che vengano formulate queste domande, ed ancor più fastidioso dover elaborare delle risposte; tuttavia ciò si rende necessario ed urgente visto che, ad oggi (gennaio 2019) non è stato ancora presentato un “business plan”, che rechi correttamente e chiaramente tutte le voci di entrata e di uscita. 
A questo, vi si aggiunga che non sono pervenute comunicazioni circa la organizzazione del Trasporto pubblico locale, ma, soprattutto, non si sa chi gestirà il TRC, in quanto non è stato pubblicato alcun bando per la sua gestione.
Perché di una cosa, in definitiva, siamo certi: “sfregiare” il cuore di due città, aprirle letteralmente in due, con la stessa facilità e lo stesso rispetto di chi utilizza un apriscatole per aprire uno scrigno antico di monete d’oro, immaginare un’opera senza costruire fermate utili e realmente di servizio per i passeggeri, causando uno sperpero di denaro pubblico di dimensioni colossali, significa essere lontani anni luce dagli interessi delle comunità  e delle loro reali necessità. 
Siamo convinti (sperando di sbagliarci, ma sicuri, purtroppo, che questo avverrà..), che il TRC diventerà in poco tempo una voragine di debiti senza fondo, fino a quando si trasformerà in una spettrale “cattedrale nel deserto..”
Noi tutti continueremo, con quella fermezza e precisione che ci è  propria, a stare dalla parte degli interessi della città, osservando, vigilando, e denunciando alla pubblica opinione quello che ci appare “poco chiaro”.
La nostra splendida Riccione, per sempre deturpata dalla costruzione del budello di cemento, privata di 200 alberi che ne caratterizzavano le strade parallele alla ferrovia, ha il “sacrosanto” diritto di sapere. 
Perché da quanto abbiamo in questi giorni percepito,  sembra si voglia  fare intendere che il TRC sia fondamentale per il trasporto pubblico provinciale tanto per cui forse qualcuno starebbe pensando di CONCEDERLO IN GESTIONE A START ROMAGNA SENZA ALCUNA PROCEDURA DI EVIDENZA PUBBLICA.
Il testo della lettera è stato firmato dal consigliere di maggioranza Fabrizio Pullè che ha “allegato” una ulteriore serie di considerazioni: “Noi – consiglieri di maggioranza ndr – non possiamo neppure immagine di avere in esercizio un pezzo così ingombrante di trasporto pubblico, senza le regolari procedure di aggiudicazione; non ci basta, e non ci basterà mai, logicamente, sentire lodare ed ampliare inutilmente il concetto di TRC per coprire una eventuale procedura non corretta”.
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