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Gino Scartaghiande: «L’immagine»

Dovrai darmi un nome. Tutto ciò
qui fatto non mi interessa, continuerò
ad ucciderti, a scriverti e riscriverti.
L’immagine è l’universo delle nostre fughe,
è l’escrescenza terrestre con viali d’alberi,
uomini, formiche. Io devo cullarti ancora parola
a venire, devo santificare i tuoi cimiteri
e cercarti con più ardore, te menzogna, te
falsità. Io dovrò darti e darmi pace; ti
aspetto da un momento all’altro, non so
nemmeno se mi allontano o mi avvicino;
perché farmi paura perché non farmene.

Gino Scartaghiande (Cava de’ Tirreni, 1951)

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