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Gionzo Renzi (FDI) inviperito per il Parco del Mare

“Le nuove migliaia di mq. di superficie di cemento sul lungomare accolte dalla Amministrazione Gnassi come manifestazioni strategiche e adattabili, non sono nuovo consumo di suolo pubblico?” La domanda retorica è del consigliere comunale di Rimini di Fratelli D’Italia Gionzo Renzi, che non smette di contestare veementemente il progetto sul Parco del Mare.

“Certamente l’Amministrazione Comunale preferiva che le manifestazioni di interesse dei privati, dopo ormai due anni dalla presentazione, non venissero a “galla” per non fare conoscere la reale cementificazione del lungomare, i cui diritti di superficie sul suolo pubblico saranno venduti ai privati. E’ incredibile, infatti, che il progetto del Sindaco Gnassi preveda addirittura di vendere letteralmente il suolo pubblico del lungomare ai privati! Roba neanche degli anni peggiori della “riminizzazione” con la cementificazione della costa!”

L’Assessore all’Urbanistica sa benissimo che quello che conta è la fase della negoziazione di quelle manifestazioni d’interesse strategiche che verrà gestita dalla Amministrazione Comunale, con gli accordi approvati dalla Giunta Comunale, e solo quando tutto sarà stato deciso, verrà interessato forse alla fine il Consiglio Comunale, per un voto scontato di una maggioranza “silenziosa” sempre agli ordini del Sindaco Gnassi.” Sbotta il consigliere di Fratelli D’Italia.

Pertanto, l’Ass. Frisoni invece di scaricare le responsabilità politiche ed amministrative sue e della Giunta Comunale sul Consiglio Comunale, sarebbe bene intervenisse nel merito delle criticità sollevate e che riguardano in particolare il primo tratto di lungomare. – prosegue a dire, e inizia con una sequela di interrogativi – Cosa c’entrano con il lungomare e come possano essere considerate strategiche le proposte di 5.700 mq. con destinazione residenziale? Come può essere considerata rigenerazione urbana o ambientale quella che prevede su tutto il lungomare una serie continua di dune di cemento armato alte quattro metri con un fronte dai 65 ai 120 metri per contenere pubblici esercizi e negozi? Come si può parlare di rinaturalizzazione del Lungomare con “colline” di cemento armato fuori terra che non consentono neanche la vista del mare e della spiaggia?”

“Dinnanzi all’aumento delle migliaia di metri cubi di cemento e del numero delle attività economiche sul lungomare, diminuiscono solo i parcheggi pubblici ( meno 164 posti auto nel primo tratto) che invece, con la pedonalizzazione del lungomare, erano gli unici che dovevano aumentare per l’accesso dei residenti e turisti, salvo quelli inventati dall’Ass. all’ultimo momento per salvare la faccia. Sarebbe necessario, inoltre, fare chiarezza sul calcolo dell’indice edificatorio per renderlo inferiore alla luce delle omissioni delle superfici dei servizi alberghieri. Dopo l’approvazione dalla Giunta delle Linee guida, dello studio di fattibilità, del progetto preliminare, ora si vuole delegare l’Arch. Paesaggista per sistemare il Progetto del Parco del Mare, anche se questo non rientra nel Bando Pubblico di assegnazione dell’incarico ( (verde pubblico, piste ciclabile e pedonali, arredo). Sarebbe utile per l’interesse della città che l’Ass. rispondesse puntualmente. Chiosa infine.

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