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Giorgio Grossi: luci e ombre dell’assemblea del PD riminese

Per coloro che fino all’ultima scena vogliono vedere la neo commedia pirandelliana “Così è (se vi pare)” augurandosi però che Boccia non faccia la fine della signora Ponza, riassumo schematizzando con due indicatori di comodo, alcuni aspetti positivi e negativi dell’ultima Assemblea comunale del PD riminese. 

luci: è stata evitata la spaccatura intrinseca al voto sull’allargamento dell’Assemblea che avrebbe condizionato l’intero iter dei lavori e sancito una divisione irreversibile del PD 

ombre: alla votazione del rinvio sono stai ammessi tutti i presenti. Bene ha fatto il segretario Lazzari. Perché in caso contrario la bagarre si sarebbe aperta su questo. Nondimeno crea un precedente al quale attingere per argomentare tesi ben note. La precisazione che la modalità di voto era riservata solo a questa votazione è formalmente irrilevante. 

luci: per quanto esposto sopra possiamo affermare che la politica ha “vinto”. E il documento prospettato ad inizio seduta da parte del Circolo Euterpe ha dato una mano. Leggere differenze a parte, tre giorni al posto di otto, per fare un esempio, nulla cambiano. 

ombre: rinvio non significa che la politica vinca anche mercoledì prossimo. E’ tutto da verificare! 

luci: il segretario regionale Calvano non ha forzato su Jamil. Cosa che non pochi si aspettavano. E questo ha consentito a Boccia l’assist del rinvio. Che a monte si sia condiviso o meno il percorso, non è dato sapere…ma poco importa. 

ombre: risulta evidente che per quanto sopra accaduto, dopo il “commissariamento” dei nostri segretari locali, la stessa fine ha fatto quello regionale. Il che ci dice due cose non del tutto piacevoli da ascoltare: 1) abbiamo una situazione maledettamente complicata 2) abbiamo perso credibilità a risolverla ad ogni livello locale. Collezionando barbine figure a cominciare dagli organismi di tutela.. 

luci: il No alle primarie, per cui come Circolo ci siamo espressi ed abbiamo condotto una semestrale battaglia, rimane per ora in campo anche se molti continuano a ritenerlo uno strumento di divisione da non attuare. 

ombre: in assenza di una terza candidatura condivisa, o di altri percorsi che sottintendono la stessa cosa, le primarie ci saranno. Emma, in conformità di quanto previsto dal nostro Statuto nazionale, ha già raccolto e ufficialmente depositato le firme necessarie. 

Potrei anche finirla qui. Ma dal momento che in molti, anche al nostro interno, vedono questi tre giorni di rinvio come l’ennesima tergiversazione inutile e dannosa, dico subito che così non sarà. Ma meglio affermare così non potrà essere. 

Per gli scenari oggettivamente nuovi che ineludibilmente occorrerà mettere in campo. Proviamo a delinearli, specificando bene però che questa è “farina del mio sacco”. E il Circolo nulla c’entra. 

Boccia e prima di lui Bonaccini, a quel che mi risulta e quindi tutto da verificare, sono rispettivamente stati “mandati a quel paese” dal nostro sindaco nel momento in cui gli hanno prospettate candidature diverse da Jamil. Che per lui rimane la figura più autorevole e capace in grado di dare continuità al percorso fatto. 

Se questo fosse anche vero, certo è che Boccia non è rimasto molto intimorito ed è venuto a Rimini, anche se in modo virtuale, a contribuire alla regia della situazione. In realtà si tratta di ben altro, come ho detto prima, ma mettiamola così… la sostanza non cambia. Roma è in campo. Ufficialmente con Boccia che ha la responsabilità di questo settore. In verità Letta e Orlando sono della “partita”. E verrà chiesto ad Emma di farsi da parte. Possibile. Ma questo non risolverebbe comunque i problemi che abbiamo. Non tutti nel PD accetteranno che la Presidente del Consiglio regionale molli. Le chiederanno di rimanere con una sua lista e se lei non accetterà convergeranno in parte su Coraggiosa, in altre liste o più verosimilmente non andranno a votare. Insomma mettendo in atto lo stesso schema per cui noi le primarie proprio non le volevamo. Se vogliamo evitare questo ci sono due modi: o due liste senza simbolo, o farne una come PD e un’altra autonoma con convergenza al ballottaggio. Ammesso che ci sia ovviamente. In quest’ultimo caso, a chi affidare il simbolo? Le variabili sono una grande prateria e i pro ed i conto, da quelli locali ai nazionali, si sprecherebbero! Sulle primarie sto zitto. Perché da Bologna a Roma, passando in parte anche da Rimini tutti dicono no! Ma prima di affermarlo con sicurezza vediamo ciò che Pirandello scriverà. Prima che il sipario cali.

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