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Giornata contro la violenza sulle donne. Ercoraggiosa Rimini: “Riflettere sul perchè di tanto astio”

Domani è la Giornata internazionale di contrasto alla violenza sulle donne.  Per Carmela Fierro, consigliera di Parità della Provincia di Rimini, “dobbiamo però cambiare e chiarirci su alcuni presupposti” come spiega nella premessa di una ampia riflessione condivisa con il gruppo di Emilia-Romagna Coraggiosa di Rimini.

“L’intervento di protezione, di messa in sicurezza è il primo e importante passo che deve necessariamente essere sostenuto e messo in sinergia con un progetto di autonomia che renda più concreta la possibilità, per donne e uomini, di uscire dalle dinamiche di violenza. E’ un percorso non breve e impegnativo ma sicuramente non può partire senza garantire la prima autonomia: l’autonomia economica e l’impegno delle donne nel mondo del lavoro a volte assente, a volte con  guadagni  minimi, a volte invisibili. Fierro spiega: “Questo è il primo passo per rendere fattivo il viaggio anche impegnativo di ristrutturazione della propria persona: il lavoro e il percorso di sostegno psicologico. Questa è la riflessione su cosa fare per rispondere alla violenza. Ma ora riflettiamo un attimo anche su perchè c’è ancora così tanto astio contro le donne. Forse perché ancora non abbiamo capito che i processi non sono neutri: i nostri comportamenti, le nostre scelte  sono l’espressione e il risultato di stereotipi, di pregiudizi, di linguaggi che dobbiamo imparare a leggere a partire dalle più semplici e apparentemente insignificanti opinioni.  Dobbiamo imparare a vedere anche le omissioni che commettiamo quando releghiamo l’argomento donna alle questioni femminili e non lo consideriamo quello che di fatto è: un problema. E’ un problema il basso tasso di occupazione femminile, è un problema la bassa natalità, la differenziazione salariale, la scarsa presenza delle donne nelle posizioni decisionali di politica e di carriera. E’ un problema non saper sostituire la parola conciliazione dei tempi con la parola condivisione dei carichi familiari. Tutto questo è un problema perché ancora strutturato su un’idea di donna e di uomo che non coincide affatto con uguaglianza per soggetti  maschili e femminili. E così leggiamo che una donna viene licenziata per reati commessi dal compagno viene fotografata davanti ad una macchina eludendo il confine tra persona e cosa viene violentata perché un uomo ricco e potente traduce l’assenso ad una cena in consenso a cancellarmi, annientarmi e stuprarmi. Ma che idea di donna vi è dietro a tutto questo e, soprattutto, che idea di uomo vi è dietro a tutto questo?In questo momento stiamo togliendo tutti i vari veli che finora hanno coperto la violenza, le disuguaglianze, le discriminazioni da cui le donne e con loro i loro figli e le loro figlie ci urlano di uscire. Uscire dai silenzi e avere il coraggio di dire che  la violenza è un problema e un sistema così com’è non è sano:  non funziona.Il sistema sano deve attivare tutti i suoi ingranaggi e metterli in funzione prendendosene cura in ogni sua componente. Diversamente sarà tutto poco credibile”.

“Il gruppo Emilia-Romagna Coraggiosa di Rimini sta lavorando alla stesura di alcuni punti programmatici, in vista delle prossime elezioni amministrative, con uno sguardo costruttivo, e critico al tempo stesso, su varie tematiche di attualità nonché su argomenti di interesse locale che riguardano il territorio riminese, in stretta sinergia con i referenti regionali della lista Coraggiosa”, aggiunge Francesca Macchitella, coordinatrice del gruppo riminese. Oggi più che mai dobbiamo inserire le politiche di genere come tema trasversale ad ogni contenuto programmatico, dal welfare alla cultura, dall’ambiente al turismo e condividere questo approccio, in particolare, con le nuove generazioni.”

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