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Giovani e alcol: dichiarazione dell’assessore Jamil Sadegholvaad

La questione alcol e minimarket è in tutto e per tutto comparabile alla prostituzione in strada: c’è un evidente problema, la diffusione di alcol specie tra i minorenni, senza alcun controllo e a tutte le ore del giorno e della notte, che crea drammi (a Rimini nell’ultimo anno non sono stati rari i casi di minorenni finiti in coma etilico) e comprensibile preoccupazione sociale, cui le amministrazioni locali sono costrette a prendere provvedimenti inediti visto che la legge tutela tutti, a parte di giovani e le loro famiglie. Il risultato sono provvedimenti che, come nel caso delle ordinanze della prostituzione, rischiano di finire nel cestino perché la cosiddetta ‘punta di diritto’ non prevede evidentemente la risoluzione di un problema grave, gravissimo, che è sì questione di educazione ma anche di strumenti repressivi e di deterrenza. L’ordinanza anti alcol è uno di questi provvedimenti, creato dal Comune di Rimini utilizzando le leggi attuali, già passato indenne al Tar e ora sospeso dal Consiglio di Stato. L’amministrazione comunale di Rimini, come nel caso delle prime ordinanze anti prostituzione, però non si ferma. Al contrario, per l’anno prossimo definirà ordinanze anti alcol ancora più stringenti e incrementerà i controlli perché anche quest’anno, nonostante le numerose verifiche da parte della Polizia Municipale, troppe sono state le segnalazioni nei confronti di esercenti che non si fanno scrupolo di vendere quantità industriali di alcool anche a ragazzi minorenni”.

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