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Giulia Sarti assente al confronto tra candidati. Barboni (FI): “Scappa a gambe levate”

Nel primo confronto pubblico tra i candidati nel collegio della Camera dei deputati, la candidata grillina  Giulia Sarti scappa a gambe levate; non partecipa perché non avendo ragioni politiche per difendere la sua attività parlamentare di cinque anni buttati al vento non se la sente di giustificare la scelta di un moroso rumeno delegato da lei all’uso del proprio conto corrente.”

Non lasciano spazio all’interpretazione le parole di Antonio Barboni (Forza Italia), candidato per il centrodestra nel collegio uninominale di Rimini – Cesena del Senato, che si scaglia contro la deputata grillina coinvolta nello scandalo “Rimborsopoli”. 

“Ignavia politica, ignoranza, ingenuità, pressappochismo, fisicità che cancella il raziocinio, inesperienza, comprensione della propria insipienza politica, presa d’atto della presunzione giovanile del poter coniugare la difesa di picchiatori comunisti con la ricerca della giustizia assoluta, convinzione d’essere immune da colpe, stoltezza di fronte alla storia, cecità di fronte alla realtà? Non sapremo mai perche la campionessa grillina  pluricandidata dal comico genovese, dall’erede della casaleggio e associati, dall’accorato parolaio del nulla Di Battista, dal piccolo e mediocre  leaderino Di Maio, della sbiancheggiattatrice di ricevute di bonifici Lombardi, dal caustico anti massone Travaglio, dalla politicamente impresentabile Taverna, sia oggi relegata a eletta nel gruppo misto a disposizione servile di una maggioranza qualunque.”

Barboni punta il dito anche contro l’ex sindaco di Rimini, ora candidato nel collegio uninominale della Camera per Liberi e Uguali. “Partecipa invece  con giovanile baldanza il vetero comunista Giuseppe Chicchi, – attacca il candidato per il centro destra – campione usurato di una prassi di classe che gli permette di sputare sulla sua storia personale di estremista del sessantotto, di assessore emiliano pragmatico ma ubbidiente della tradizione staliniana, di sindaco presuntuoso e arrogante di una prassi criminogena condannata dalla storia leninista ridicolizzata dalla realtà. 

Sembra di vivere su scherzi a parte.

Oggi vista la certa sconfitta delle sinistre, ogni elettore che vuole essere rappresentato per difendere i propri legittimi interessi, deve rivolgersi a me che per storia personale e capacità, posso rappresentare senza nessuna indecisione i legittimi interessi del territorio.”

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