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Quando Giulia Sarti diceva: “tutelare Marco e tutto il gruppo di Rimini”. Casalino la scarica e Di Maio: “Espulsa”

Ma cosa è successo fra Giulia Sarti e Bogdan Tibusche alias Andrea Di Girolamo? Le conversazioni fra i due sono finite sui giornali dopo che l’ex fidanzato della parlamentare le ha prodotte di fronte ai magistrati d Rimini, per difendersi dalla querela con la quale lei lo accusava di truffa e appropriazione indebita. Convincendo il pubblico ministero che l’inchiesta va archiviata. Contro questa richiesta i legali della Sarti non hanno fatto opposizione.

“Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia”. E ancora: “Me l’ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvarmi la faccia…”: così la deputata grillina a Tibusche via Telegram.

Sempre chattando, la Sarti riferisce che la richiesta di sporgere quella denuncia sarebbe arrivata dai responsabili della comunicazione del movimento, “Ilaria” (Loquenzi) e “Rocco” (Casalino). Circostanza poi negata dalla stessa deputata, nella stringata comunicazione con cui si dimette da presidente della commissione giustizia della Camera e si autosospende dal MoVimento. Da parte sua Rocco Casalino, capo della comunicazione M5S, dichiara al Messaggero: “Sarti si è coperta dietro il mio nome con l’allora compagno, se avessi saputo di questi ammanchi o di giri strani l’avrei messa fuori. Io non tutelo i parlamentari, ma il Movimento, come sanno tutti”. Poco prima delle dimissioni, la Iena Filippo Roma aveva incontrato Casalino per mostrargli i messaggi che avrebbero scagionato Bogdan. Il responsabile della comunicazione chiama la Sarti, le dice che ha di fronte Roma. Lei scoppia a piangere e poco dopo invia il comunicato con il quale annuncia le dimissioni.

Era il 13 febbraio 2018. A meno di un mese alle elezioni Le Iene fanno scoppiare la bomba Rimborsopoli, con la lista dei grillini non in regola con la restituzione di parte del loro stipendio da parlamentare, fra versamenti non effettuati oppure bonifici “con l’elastico”, cioè inviati perché apparissero e subito dopo annullati. Fra quei nomi c’è anche quello della riminese Giulia Sarti, già in parlamento da cinque anni e in corsa per la riconferma.

Andrea Di Girolamo, pseudonimo del romeno Bogdan Tibusche, aveva aiutato la Sarti da consulente informatico in una brutta storia di foto privatissime immesse sulla rete da una mano rimasta ignota; doveva essere lui a farle sparire dal web. Diventa il suo collaboratore più fidato, ha accesso ai conti correnti e fra i due nasce anche una relazione.

Quando il caso esplode, la Sarti gli legge il testo della mail che sta per inviare al capogruppo Matteo Mantero e a Luigi Di Maio: “Caro Matteo e caro Luigi, soprattutto un enorme problema per il lavoro portato avanti dal 2007. Affronto tutto quello che c’è da affrontare. E il Movimento viene prima di qualsiasi altra cosa per me. È sempre stato così. Ditemi se devo fare un post, un video o altro per sospendermi o per auto-accusarmi di coglioneria. Vi chiedo scusa anche se so che le scuse non basteranno mai e c’è solo da vergognarsi“.

Ma che fare? Sarti: “Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia. Io ho detto di no e mi piglio tutta la colpa”. Tibusche: “Denunciare me… Te l’hanno chiesto le Iene?”. Sarti: “No no, me l’ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvarmi la faccia… Cinque sono fuori ma ho detto di no. Però tesoro è finita, ora devo restituire quei 23.500 euro. Stasera ho parlato con la comunicazione. Domattina devo fare un post su Facebook, avrò lo stesso trattamento di Cecconi e Martelli”. Andrea Cecconi, deferito ai probiviri e poi espulso dal MoVimento, viene comunque eletto nel suo collegio di Pesaro battendo l’ex ministro degli Interni Marco Minniti; oggi è nel gruppo misto ma finora ha votato la fiducia al governo Conte.

Tibusche non la prende benissimo: “Io mi sparo”. Sarti: “No è inutile che fai così forza dai, si affronta. Devo firmare il foglio in cui rinuncio ad essere eletta. Cioè tutto il restituito non conta nulla?”. Tibusche: “Sono penosi mi dispiace tesoro, sono a pezzi”. Sarti: “Devo scrivere un post domattina e Ilaria lo controlla. Nei Tg è già uscito il mio nome stasera. Mi stanno tempestando. Ora bisogna capire come tutelare Marco e tutto il gruppo di Rimini. Faccio quello che mi ha detto Ilaria. Un post su Facebook domattina”.

Nella denuncia lei lo accusa però anche di aver usato i suoi soldi per fini personali. Tibusche a quel punto va in Procura e ribatte: “Facevamo il bonifico online, mandavamo la ricevuta al M5S e quindi revocavamo il bonifico. Anche se ero in Romania facevamo questa cosa entrambi in diretta”. E a sostegno della sua versione dei fatti produce tutte le conversazioni fra loro.

Giulia Sarti, da autosospesa, non fa campagna elettorale. Ciò nonostante, come Cecconi, viene rieletta in parlamento. Ma è dentro o fuori dal MoVimento? Si attende la decisione dei probiviri. Che però non sarà mai resa pubblica. Al momento della prima seduta della Camera dei Deputati, ai giornalisti che le chiedono qualcosa Giulia Sarti fa il gesto del pollice in su: tutto ok. La Sarti è stata “perdonata”. L’11 giugno 2018 viene però condannata per diffamazione verso un giornalista del Resto del Carlino. Dieci giorni dopo viene eletta presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, carica che ha ricoperto fino a ieri. Ora è Luigi Di Maio in persona ad annunciare: “Giulia Sarti verrà espulsa dal MoVimento 5 Stelle. E’ doveroso”.

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