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Giulia Sarti vota contro l’emendamento “revenge porn”, poi Di Maio sconfessa tutti

Giulia Sarti dopo lungo silenzio e ancora in attesa del giudizio dei probiviri del MoVimento 5 Stelle su suo caso, torna a scrivere sulla sua pagina Facebook per spiegare il suo voto contrario all’emendamento di Laura Boldrini sul “revenge porn”, i ricatti telematici a sfondo sessuale di cui la stessa deputata riminese è stata più volte vittima:

“Ringrazio tutti coloro che in questi giorni hanno espresso reale e sincera vicinanza nei miei riguardi – scrive la Sarti –A tal proposito, in virtù di quel che ho passato, io così come molte altre donne purtroppo, ci tengo a sottolineare che il caso in questione, cosiddetto ‘Revenge porn’, discusso in queste ore nell’ambito del Codice Rosso, non può certo risolversi attraverso l’approvazione di un mero emendamento.  Al contrario, la materia è talmente delicata da richiedere un ampio dibattito non solo parlamentare, bensì giuridico-sociale, volto dapprima a coinvolgere esperti, vittime, famiglie, analisti, giuristi e tutte le varie articolazioni dello Stato competenti come la Polizia postale e delle comunicazioni. È un tema importantissimo, una sua seria regolamentazione non può rischiare di nascere monca”.

Fioccano i commenti, la maggior parte favorevoli: “Vai Giulia. Sempre a testa alta!!!!!!!”, “Cara Giulia sei stata molto coraggiosa e tutti ti vogliamo bene. Assordante il silenzio delle pseudofemministe”, e così via.

Se non che dopo la furiosa lite in Parlamento fra maggioranza giallo-verde e opposizioni, Luigi Di Maio da New York interviene sconfessando la linea seguita per tutta la giornata da Lega e 5 Stelle: “L’emendamento al revenge porn si può votare. Noi lo votiamo, la Lega non so”.

E oggi sul piatto della bilancia arriva il capo del governo. Giuseppe Conte, sempre su Facebook, scrive:

“La settimana prossima il Parlamento sarà chiamato a votare le norme sul “revenge porn”, vale a dire sulla diffusione di video e immagini attinenti alla sfera di intimità sessuale di una persona senza il suo consenso. Sono condotte indegne che offendono la dignità della persona, il più delle volte donna, e violano le più elementari regole di convivenza civile. Alcune forze di opposizione hanno già presentato un testo, anche le forze di maggioranza e il governo stesso sono pronti: sarebbe importante che queste norme fossero votate subito, da tutti i parlamentari, donne e uomini, di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione. Una battaglia di civiltà deve trovarci tutti uniti… contro gli incivili”.

Che farà a questo punto la Lega? Il verdetto martedì prossimo, quando la seduta in aula riprenderà dopo la sospensione per gli incidenti di ieri.

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