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Giulio Lolli. Estradizione? Solo dopo il processo in Libia

Il deputato Alessandro Fusacchia del gruppo misto +Europa-Centro Democratico ha rivolto una interrogazione al Governo per conoscere la situazione di Giulio Lolli attualmente detenuto in Libia.

“Giulio Lolli,  scrive il deputato Fusacchia, cittadino italiano fuggito in Africa settentrionale per sottrarsi a un mandato internazionale d’arresto a seguito dello scandalo Rimini Yatch, arrestato il 29 ottobre 2017 dalle forze speciali di deterrenza (Rada), è da allora detenuto nella prigione di Mitiga, situata in prossimità dell’aeroporto e del deposito di petrolio, senza le garanzie del giusto processo….Fusacchia chiede se il Governo abbia notizie sulla detenzione del connazionale Giulio Lolli e sulle sue eventuali condizioni e se intenda adoperarsi per ottenere la sua immediata estradizione in Italia e fare in modo che venga assicurato alla giustizia italiana.”

Ha risposto per il Governo la viceministra degli Affari esteri Emanuela Claudia Del Re.

“Il connazionale Giulio Lolli è un noto imprenditore bolognese (ex presidente della Rimini Yacht) fuggito in Libia nel 2010 perché colpito da due mandati di cattura internazionale, emessi rispettivamente dalle Procure di Bologna e di Rimini per i reati di estorsione, rapina e bancarotta fraudolenta. Sulla base di tali mandati, l’interessato è stato arrestato dalla Polizia libica nel gennaio 2011. Nello stesso mese di gennaio 2011 è stata inviata, da parte italiana, una richiesta di estradizione alle competenti Autorità libiche per via diplomatica. Da allora il connazionale ha fatto perdere le sue tracce.

Il Signor Lolli è stato nuovamente tratto in arresto nell’ottobre 2017 per reati contestategli questa volta dall’Autorità giudiziaria libica. Appresa la notizia, l’Ambasciata a Tripoli, in stretto raccordo con la Farnesina, si è immediatamente attivata, intervenendo presso le competenti Autorità locali al fine di comprendere le ragioni del provvedimento e chiedendo che fossero indicati i capi d’accusa a carico dell’interessato, poi formalizzati: possesso illegale e traffico di armi, truffa e sostegno al terrorismo. Risulta che il procedimento penale a carico dell’interessato sia già iniziato e che un’udienza sia prevista tenersi prossimamente.

A seguito dell’arresto, la nostra Ambasciata ha ottenuto – pur nel complesso contesto in cui si trova ad operare date le note condizioni di sicurezza nel Paese – di poter effettuare una visita consolare per verificare le condizioni di salute e di detenzione del connazionale. Altre visite consolari sono seguite e l’Ambasciata – che si mantiene in contatto con i familiari del Signor Lolli e con il suo legale di fiducia – ha richiesto alle competenti Autorità libiche il trasferimento del predetto in una struttura penitenziaria migliore e che lo stesso possa avere regolari contatti con i familiari.

L’eventuale estradizione in Italia di Giulio Lolli, cui peraltro egli ha già dichiarato di acconsentire, potrebbe tuttavia avvenire solo quando sarà definita la sua posizione nei confronti della giustizia libica.

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