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“Prima gli italiani” l’inno propagandistico degli xenofobi, ieri è toccato a Conad Tiberio. Intervista al capo negozio

Tutti lo hanno pubblicato. I gruppi nei social si sono scatenati, pro e contro. C’è chi tra i clienti abituali minaccia di boicottare il Bottegone del Borgo, ma c’è anche chi plaude e dice “finalmente avete capito, era ora, così si fa”.

L’eccitazione per l’inaugurazione del Galli non è bastata per tacitare gli animi. Ma il cartello c’era e nella mattinata di ieri, sabato 27 ottobre, impossibile non notarlo per chi andava a fare la spesa. E’ durata tutta la mattina la raccolta itinerante di alimenti di Forza Nuova e lì ha fatto un bel bottino, nonostante gli abitanti di San Giuliano abbiano la fama di essere di sinistra.  Gli attivisti di destra si firmano Solidarietà Nazionale e trovano la maniera di organizzare la colletta alimentare per i poveri solo italiani a turno davanti ai supermercati. Al Conad di Viale Valturio vi sono state risse per interventi dei centri sociali, mentre al mercato coperto l’Euromarket è stato poi imbrattato per protesta dalla parte opposta dopo il loro passaggio.

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Allora abbiamo cercato di capire: cosa succede in questi casi? Cosa possono fare i negozi? Come intervengono le Forze dell’Ordine?

Lo abbiamo chiesto a Pierangelo Baroni, caponegozio di Conad Tiberio e anche presidente dell’Associazione dei Commercianti del Borgo San Giuliano, che insieme ai suoi soci per altro sostiene ogni iniziativa benefica e di festa per i bambini e della Parrocchia.

“Mi hanno chiamato le cassiere e i miei colleghi, io oggi non ero in negozio ma a fianco a un cugino morente fuori Rimini. Succede spesso che qualcuno si piazzi lì davanti all’entrata e chieda l’elemosina e anche venda i suoi prodotti, abbiamo degli affezionati ragazzi di colore che non mancano mai. A volte però qualcuno è ubriaco e molesto coi clienti e allora ci siamo trovati nelle condizioni di dover intervenire ed è sempre un problema, poiché per noi come per altri supermercati si stratta di suolo privato a uso pubblico e chi è venuto stamattina lo sa. Mi dicono infatti l’avessero annunciato ieri sulla loro pagina facebook, per questo le Forze dell’Ordine lo sapevano. Se mettono la moneta nei carelli che prendono, non danno fastidio alle persone che comunque offrono loro gli alimenti quando escono dal negozio, noi che altro possiamo fare?“

Una telefonata ai vigili?

“Non ce n’era proprio bisogno. Erano accompagnati da Digos in borghese e i Carabinieri. Se non intervengono le Forze dell’Ordine per allontanarli, tantomeno possiamo intervenire noi. Ho fatto fare subito oggi un cartello da esporre all’entrata per prendere le distanze. Non abbiamo alcuna responsabilità, né aderiamo ad azioni che sottintendono messaggi razzisti e comunque politici, ma non usiamo neppure la violenza e i buttafuori. Se sabato erano da noi, la prossima volta saranno fuori da qualche altro supermercato. E’ il prezzo che si paga alla libertà di opinione.”

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