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Governo chiude tutte le discoteche fino al 7 settembre. La protesta del Silb

Chiuse tutte le discoteche in Italia. La decisione, che avrà effetto almeno fino al 7 settembre è arrivata nel pomeriggio di domenica 16 agosto, quando i ministri di Sanità, Regioni e Sviluppo economico, Roberto Speranza, Francesco Boccia e Stefano Patuanelli, si sono uniti in videoconferenza con i presidenti regionali per un vertice urgente, dopo il continuo aumento dei contagi.

Dopo il vertice il ministro Speranza ha firmato un’ordinanza per chiudere tutto da lunedì 17. Nel testo è chiarito che non sono ammesse deroghe regionali alla normativa nazionale. Come finora invece è accaduto, nonostante il Dpcm dello scorso 7 agosto non prevedesse la riapertura dei locali, anzi: «Restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso». Fino al 16 agosto, solo due Regioni avevano autonomamente deciso di chiudere i locali da ballo: Calabria e Basilicata.

Ai gestori dei locali, così come era stato prospettato dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli qualche giorno fa, verrà fornito un sostegno economico.  Sul tavolo per il momento ci sono 100 milioni di euro. “Il danno atteso dalla chiusura delle discoteche è grosso ma non vedo alternative, serve maggiore attenzione per evitare di tornare ai dati di marzo – ha detto Patuanelli – Faremo il possibile per dare un sostegno economico alle attività che avranno delle perdite, trovando delle poste di ristoro specifiche anche nel dl agosto“.

Immediata la reazione del sindacato del settore. Gianni Indino presidente del SILB Emilia Romagna commenta il provvedimento del Governo. “Ringrazio Bonaccini e la Regione per aver provato ad arginare la determinazione con cui il governo ha voluto chiudere le discoteche. Ci hanno distrutto. Domani ci sarà una videoconferenza con i vertici nazionali, con i nostri legali valutiamo il ricorso d’urgenza al tar. Il governo si è impegnato a garantirci un ristoro e la Regione Emilia Romagna a renderlo più congruo. Chiederemo anche un adeguamento dell’iva così come accade nei cinema e nei teatri. I nostri ragazzi al momento, i lavoratori, non hanno visto 1 euro e dire che siamo stati gli ultimi a riaprire dopo essere stati i primi a chiudere e ora, appunto, ci richiudono. È grave che il governo avvii trattative con un azienda e non con noi. Ci hanno fatto chiudere senza una evidenzia scientifica che accerti che ci siano stati contagi in discoteca”.

Il testo dell’ordinanza discoteche

 

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