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Governo: “Fiere riaprono a luglio, aiuti come in Germania”

Il governo ha dato indicazione di “programmare la stagione fieristica a decorrere con certezza da luglio, o comunque di programmare gli appuntamenti a partire dalla fine di giugno-inizio luglio”. E’ quanto ha dichiarato il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, oggi in audizione alla Camera,

Inoltre la legge delega sulla riforma del sistema fieristico italiano andrà in discussione al Senato e probabilmente conterrà nuovi sostegni ai quartieri espositivi, con le casse vuote a causa dell’emergenza sanitaria che determinato la cancellazione di quasi tutti gli eventi in calendario nel corso dell’ultimo anno. Lo conferma il sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico, Anna Ascani, rispondendo a un’interrogazione di Gianluca Benamati del Pd.

“Il decreto Ristori ha previsto la possibilità di concedere, tramite Simest, contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi sostenuti dall’1 marzo 2020 e non coperti da utili, misure di sostegno erogate da pubbliche amministrazioni o da altre fonti di ricavo. La Commissione Europea ha autorizzato la misura, fino ad un intervento massimo di 10 milioni di euro, proprio lo scorso 16 marzo. In seguito all’approvazione di una Circolare operativa, adottata lo scorso 31 marzo, la misura è pienamente operativa dal 12 aprile 2021 e gli enti interessati possono presentare domanda”, informa Ascani.

“Da ultimo, appare opportuno evidenziare che in Senato è stata nuovamente calendarizzata, per la ripresa dell’iter in Parlamento, la delega al governo per la riorganizzazione del settore fieristico e disposizioni a sostegno del settore. Anche questo provvedimento, pertanto, potrà essere un ulteriore strumento per prevedere nuove misure per il sostegno al settore fieristico”, assicura Ascani.

Il ministro Giorgetti si è anche detto pronto “a copiare quello che ha fatto la Germania”, andando così oltre l’attuale regime ‘De Minimis’, “utilizzando le risorse peraltro già stanziate per questo proposito”. Il ministro ha poi sottolineato che in ogni caso “servirà il consenso del Parlamento”. Va ricordato che il ‘De Minimis’ è un regime che individua gli aiuti di piccola entità che possono essere concessi alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza, con l’importo totale degli aiuti che non può superare, nell’arco di tre anni, i 200 mila euro (con il massimale che sale a 500 mila euro per gli aiuti riconosciuti alle aziende sotto forma di compensazione per la fornitura di servizi di interesse economico generale, ndr).

Soddisfazione di tutte le parti politiche, compreso il MoVimento 5 Stelle che con il senatore riminese Marco Croatti aveva presentato un’interrogazione parlamentare sul sistema fieristico.

“Avevo ricordato – sottolinea Croatti – come fiere italiane siano state il comparto italiano che ha subito il maggior tasso di perdita, con un fatturato che nel 2020 è passato da 1 miliardo a 200 milioni di euro con un calo dell’80%. Purtroppo a questa situazione di grande difficoltà si è aggiunto il problema del regime ‘de minimis’ che ha consentito alle fiere di utilizzare solo il 4% delle risorse ad esse destinate per la ripartenza. Il de minimis individua gli aiuti che possono essere concessi alle imprese senza violare le norme sulla concorrenza e ho chiesto al ministro, seguendo l’esempio di altri paesi europei, di superare immediatamente questo regime consentendo così al sistema fieristico di utilizzare tutte le risorse e gli aiuti già stanziati”. 

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