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Il governo Lega-5 Stelle porta gli ambulanti nel caos: prima firma, Croatti

Il Senatore dei 5Stelle Marco Croatti in uno dei suoi eusultanti comunicati affronta le concessioni di aree pubbliche per il commercio ambulante. Sostanzialmente, oggi se le aree pubbliche a disposizione degli ambulanti sono limitate occorre procedere, per l’assegnazione,  ad evidenza pubblica in base alla Direttiva 2006/123/CE (Bolkestein) ed in base decreto legislativo 26 marzo 2010, n.59, recante “Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno”.

Ora arriva il senatore dei 5 Stelle a spiegarci che “escludere la categoria degli ambulanti dalla Bolkestein… è già una svolta attesa da anni da chi vive di commercio ambulante”.

Al senatore Croatti occorre spiegare che per uscire dalla Direttiva Servizi o Bolkestain è necessario l’accordo di tutti i Paesi membri dell’Unione Europea (28 Paesi) e non risulta essere mai successo. Tanto meno si esce con interpretazioni prive di fondamento giuridico. Nessuno ha mai equiparato “gli ambulanti agli erogatori di servizio pubblico”, come scrive il Senatore Croatti. Gli ambulanti sono erogatori di servizi come molti altri settori economici.

Ma la perla del Senatore Marco Croatti è quando afferma nel suo comunicato  che “a Forza Italia, PD e a Fratelli d’Italia, che hanno illuso continuamente questa categoria con tante chiacchiere e zero fatti, diciamo che per aiutare queste famiglie bastava la volontà”.

Ebbene questa seconda affermazione è destituita di ogni fondamento, perché tecnicamente falsa.

Infatti il 5 luglio 2012 è stata trovata l’intesa in Conferenza Unificata sui criteri da applicare nelle procedure di selezione per l’assegnazione di posteggi su area pubblica. Questa intesa ha valore di legge.

Se il Senatore Croatti l’avesse letta avrebbe scoperto che:

  • In fase di primo rinnovo le concessioni vengono assegnate tenendo conto della professionalità riferita all’anzianità di esercizio dell’impresa, ivi compresa quella acquisita nel posteggio al quale si riferisce la selezione, che in sede di prima applicazione può avere specifica valutazione nel limite del 40% del punteggio complessivo. Il rinnovo può avere una durata di 12 anni. In fase di secondo rinnovo l’anzianità e professionalità rimangono, anche se non nella stessa misura della prima evidenza pubblica. Saranno le Regioni a stabilire le modalità.
  • La Regione Emilia Romagna con delibera della Giunta Regionale del 22 aprile 2013 ha adeguato la normativa regionale all’intesa della Conferenza Unificata.
  • I Comuni, compreso Rimini, erano già pronti con i bandi in attuazione della norma nazionale

L’intesa era condivisa dai sindacati di categoria più rappresentativi.

Solo un gruppo di ambulanti, nettamente minoritario ed in contrasto con le associazioni più rappresentative, ha continuato a cavalcare l’uscita dalla Bolkestein. Questo gruppo è stato ampiamente strumentalizzato da alcune forze politiche di centro destra e dai 5 Stelle. Il risultato è stata una proroga delle concessioni degli ambulanti nel milleproroghe del 2017 che ha spostato la scadenza al 31 dicembre 2018.

Questa spostamento ha bloccato tutte le procedure di rinnovo già in corso in attuazione dell’Intesa da parte dei comuni e gettato nell’incertezza più totale tutto il settore. 

A fronte delle dichiarazioni prive di ogni elementare fondamento tecnico e giuridico, di potere far uscire dalla Direttiva Servizi il settore ambulanti, anche le associazioni che pure avevano accolto positivamente l’Intesa della Conferenza Unificata si sono “accodate” alle posizione demagogiche e populistiche di alcune forze politiche ad iniziare dai 5 Stelle.

Questa la situazione reale. A fronte di una soluzione che garantiva gli attuali ambulanti si è preferito far saltare il percorso legislativo già approvato per inseguire obiettivi irrealizzabili.

Il pasticcio è completato con quanto scritto nella legge di bilancio varata in Senato il 21 dicembre. Nel maxi-emendamento che è stato approvato, di fatto si recepisce l’articolo 1 del disegno di legge presentato dai 5 Stelle con primo firmatario il nostro Senatore Marco Croatti. Con puro infantilismo politico e giuridico ha pensato, Croatti, di risolvere il problema con un’aggiunta all’articolo 7 della legge che aveva recepito la direttiva servizi,  attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno del 2010, che infila fra le attività escluse dalla direttiva anche il commercio su aree pubbliche. 

Il testo approvato al Senato

Peccato che chi sia escluso e chi no dalla Direttiva era stato concordato a Bruxelles. Per fare diversamente non basta un tratto di penna, ma bisognerebbe trovare un nuovo accordo con tutti e 28 i Paesi. Ma siccome, ovviamente, di accordo non c’è traccia, cambiare le carte in tavola porta diritto l’Italia ad una procedura per infrazione, con tutte le pesantissime conseguenze del caso.

Ma Secondo Croatti il diritto europeo è una sorta di porta girevole dove a seconda dei governi nazionali in carica si entra e si esce a piacimento. Una sorta di grande mercato permanente delle promesse elettorali. 

Appunto, infantilismo politico e giuridico. Perché se si scrivono norme sapendo, o dovendo sapere, che al primo ricorso davanti a un tribunale tutto finisce in niente, o per lo meno tutto si paralizza in attesa dell’inevitabile scure del giudice.

Il Senatore Croatti è libero di continuare su questa strada, ma non può nemmeno affermare che i precedenti Governi non hanno fatto nulla, perché è falso.

Il Senatore Croatti ha il dovere di conoscere un argomento non solo con qualche battuta. E soprattutto deve spiegare perché ciò che era stato fatto in precedenza non va bene. Invece nella parte descrittiva della proposta di legge di Croatti ci si appoggia, facendone esplicito riferimento, proprio sull’intesa in Conferenza Unificata approvata dai Governi passati.

Il Senatore Croatti ha il dovere di prospettare soluzioni praticabili e non annunci elettorali. Alla fine tutto si chiarisce, in particolare quando si governa e non si possono scaricare le responsabilità su altri.

Maurizio Melucci

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