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Gradara: sabato convegno sulla moneta come bene comune

L’attuale crisi, iniziata nel 2007 con i sub-prime, sembra ormai divenuta sistemica in quanto auto-alimentata dalla costante mancanza di liquidità e dal meccanismo di moneta a debito. Le soluzioni tradizionali finora adottate non hanno fornito i risultati sperati e hanno forse addirittura aggravato la situazione. Una diversa politica di creazione e distribuzione della liquidità garantirebbe risultati economici più positivi e maggiori livelli di benessere collettivo, anche nel lungo periodo: il potere di creare e distribuire il denaro dovrebbe essere usato nell’interesse pubblico, in modo democratico e trasparente.

A tal fine sono sorti due movimenti internazionali – presenti in oltre 20 paesi in Europa e nel Mondo, che coinvolgono migliaia di attivisti e numerose organizzazioni della società civile, sostenuti da un numero sempre crescente di Economisti e Professori universitari.

Sabato 6 Maggio a Gradara, presso il Castello, con il patrocinio del Comune, avrà luogo una importante conferenza sulla moneta e sui fenomeni sociali e macroeconomici ad essa connessi.

La conferenza vedrà la partecipazione dei gruppi italiani e svizzeri di Moneta Bene Comune e Moneta Intera, che discuteranno nel pomeriggio di questi temi con il prof. Andrea Fumagalli dell’Università di Pavia, con il prof. Mauro Gallegati dell’Università delle Marche e con Thomas Fazi, saggista e giornalista economico.

Al mattino invece verranno introdotti i temi del dibattito del pomeriggio, e sarà un divulgatore a introdurre testi e video sull’argomento.

La campagna portata avanti in Italia dal gruppo Moneta Bene Comune si inserisce in una più grande iniziativa internazionale che prende le mosse dal International Movement for Monetary Reform, realtà nel quale convivono circa ventiquattro movimenti fra loro connessi di tutto il mondo.

Il messaggio di queste campagne è molto semplice e al contempo rivoluzionario: la moneta è emessa, in gran parte, dalle banche commerciali, che la creano e la prestano ai privati cittadini, alle imprese e agli stati (cosa per lo più sconosciuta dal grande pubblico). Questo potere è in capo a dei soggetti, le banche private, che per natura badano solo al profitto dei propri soci, crea enormi storture, di ordine economico, sociale e politico. Le conseguenze sono sotto i nostri occhi, evidenti e drammatiche: la ricchezza si concentra sempre di più nelle mani di pochi a svantaggio dei molti, dei moltissimi anzi.

I debiti aumentano e con loro i tagli di bilancio, le privatizzazioni, i fallimenti e i pignoramenti. Un disastro annunciato.

Il messaggio della campagna è quindi, nella sua essenza molto semplice: la moneta dovrebbe essere emessa dallo Stato, dalla comunità dei cittadini, cioè da coloro che le danno valore, libera dal debito. Dovrebbe quindi essere concepita per servire la comunità, e non per consentire a pochi privilegiati di servirsi, attraverso il debito, della comunità dei cittadini. Emessa quindi e poi usata per fare investimenti utili, ecologici, con fini di giustizia sociale, compreso un reddito di base per tutti.

Questi i temi: tanta carne al fuoco, idee forti per una giornata all’insegna della riflessione e della voglia di dibattere, della voglia di cambiamento.

Il convegno ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pesaro e Urbino.

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