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Grossi: “Ma il Napoleone Fiorentino ha davvero fatto un 48?”

Peccato non essere più in cattedra. Per ragioni anagrafiche. Ai miei studenti di V^ alle Superiori avrei girato volentieri la domanda: cosa intendeva comunicare  quel quotidiano titolando l’intervista a Renzi “Così ho fatto il 48”?

Non per farmi aiutare dai miei allievi a capire la spregiudicata e avventuristica tattica del Napoleone fiorentino. Ma per verificare se avessero o meno assimilato quel che storicamente sottintende il detto popolare “succede un ‘48”.Ovvero quando nella vita di tutti i giorni avvengono avvenimenti caotici, confusionari e difficili da spiegare.

Correva l’anno 1848. (non il 1948, data di tutt’altro segno. Dal momento che si consuma la rottura dei governi di Unità Nazionale dopo la conclusione della Seconda guerra mondiale).

Nel nostro Paese, diviso allora in una decina di statarelli, una serie di sommosse, rivolte e una vera e proprio guerra, misero a soqquadro l’intera penisola.

Milano, 1°gennaio: “…era giorno di festa; al passeggio,  eleganti borghesi, noti aristocratici con signore in carrozza o a piedi, operai con l’abito buono….scene abituali, ma questa volta vi è qualcosa di strano….gli uomini non fumano…..” L. Villari “Bella e perduta,l’Italia del Risorgimento”

 E’ quello che passerà alla storia come “lo sciopero del fumo” , messo in atto per boicottare il lucroso commercio controllato dal monopolio asburgico. Da lì a poco la situazione precipita: migliaia di uomini e donne saliranno sulle barricate,  lasciando tra le masserizie accatastate più di 300 giovani vite. Sono quelle che la Storia chiamerà le  “ 5 giornate di Milano”.

Come un devastante incendio le fiamme delle ribellione si spandono in tante parti del Paese: Palermo prima e l’intera Sicilia poi. Quindi è la volta di Venezia,  Parma e Modena. Poi, sempre nel mese di marzo, il re piemontese dichiara guerra all’Austria, mentre Pio IX apre le frontiere dello Stato Pontificio per consentire il passaggio dei volontari che combatteranno a fianco dei sabaudi..

Un fatto di una rilevanza straordinaria per quei tempi, pari forse solo alla rivolta che scoppia a Vienna, ovvero nel cuore  dell’Impero austro-ungarico che nella sua capitale aveva riunito alcuni anni prima tutti i sovrani europei in un congresso nel tentativo di garantire ordine e pace dopo le tempeste della Rivoluzione francese e di Napoleone. Le insurrezioni non riguardano la sola Austria, ma Francia, Belgio, Germania, Ungheria…..Tutto nel ’48. Già!

Questi i singoli fatti. Ma c’era una matrice comune da cui derivavano? Gli storici sono concordi nell’individuare le ragioni di questi sconvolgimenti nell’anacronistica pretesa di restaurare il vecchio regime (ancién regime), ovvero il potere delle monarchie e annesse  classi nobiliari. Soffocando con una camicia di forza le aspettative della borghesia e del nascente proletariato. Con la benedizione della Chiesa del tempo (Santa Alleanza) e con e la repressione degli eserciti e della polizia degli stati.

 Tornando ai tempi nostri, quali le analogie, le corrispondenze con questi lontani fatti?

Beh, non c’è dubbio che la “camicia di forza” rappresentata dalla Restaurazione del congresso viennese, abbia più di una analogia con la pandemia dei nostri giorni. Il Covid 19 toglie tante libertà, frena lo sviluppo dell’economia, amplia l’emergenza sociale…..

Quanto ai singoli “terremoti”. Cominciamo da quello di magnitudo superiore, la Lega che si converte all’europeismo. Queste le parole del suo leader “…sono mani, cuore, piedi e cervello in Europa” che sostituisce:  “…Europa: un covo di serpi e sciacalli” M. Salvini. Adesso lo chiamano concretismo; mordo la penna o meglio la tastiera per non dire robacce! E poi, a scosse più basse e in qualche modo preannunciate: il vecchio leader di Forza Italia che fa da apripista all’apertura a Draghi e scompagina l’intero centro/dx che si presenta al Colle con tre diverse posizioni.

Sarà pure uno psiconano, come dice Travaglio, ma quando Berlusconi avverte l’odore dei soldi cresce molto in fretta e non è secondo a nessuno in quanto a spregiudicatezza, da Craxi ai giorni nostri..

Certo è che, prendendo in esame altre scosse, anche quella dei 5S  non è o sarà di piccolo grado. Nel momento in cui scrivo la parola dei grillini passa alla Piattaforma Rosseau. Comunque vada un’ulteriore spaccatura del Movimento è alle porte e potrebbe avere anche nell’immediato esiti catastrofici.

Dai 5S al PD, ovvero al partito del “semper fidelis” per i suoi contributi ad ogni “buona causa”, figuriamoci questa…E’ dura, da Zingaretti al semplice simpatizzante, non dico al militante del partito, far digerire una forzata convivenza di governo con Salvini e Berlusconi. Non tanto per l’inaffidabilità dei due leaders, quanto per le loro posizioni sui problemi più spinosi da affrontare, come la tassazione o l’immigrazione, tanto per dirne un paio…

Finisco con Conte. Che non poco mi ha sorpreso. Mi aspettano una reazione nei confronti di Renzi pari a quella riservata a Salvini. E invece no..a parte la risibile sceneggiatura del banchetto in piazza che tanto avrebbe ricordato la vecchia pubblicità del Cynar se non fosse per il traffico che non c’era, lui sembra indenne a qualsiasi scossa. “io ci sono e sempre ci sarò….” Alla faccia delle onde sismiche, grandi o piccole che siano…..

Precisato che il ’48, quello storico, nel breve periodo non portò alcuna novità perché la Reazione soffocò ogni rivolta, dalle sommosse alla guerra, la speranza è che il ’48 attuale nel breve periodo di novità ne porti. Tante, in diversi campi e tutte positive. Per il nostro Paese. Per ciascuno di noi. Ne abbiamo bisogno,..questa pandemia ci sta mettendo a dura, durissima prova!

Giorgio grossi

 

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