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Guerra Ucraina, accolti 1217 persone. Trenta gli hotel disposti ad ospitare i profughi

Nuovo incontro, quello presieduto oggi dal Prefetto, nell’ambito del Tavolo di coordinamento istituito per la gestione dell’accoglienza dei profughi ucraini.

Il Prefetto ha particolarmente sottolineato l’esigenza di procedere con costante attenzione alla registrazione di tutti gli ospiti, ovunque essi abbiano trovato accoglienza, necessaria per una adeguata prosecuzione della permanenza nel nostro Paese anche in relazione all’assistenza sanitaria (ivi comprese le vaccinazioni) e alla prosecuzione dei percorsi scolastici per i minori.

Registrazione che per quanto riguarda le persone accolte nella Città di Rimini va chiesta in Questura, mentre per tutti gli altri Comuni della provincia ha come riferimento le Compagnie e le Stazioni dell’Arma dei Carabinieri territorialmente competenti.

Ancora una volta il Prefetto ha sottolineato il ruolo fondamentale sia dei Centri di Accoglienza Straordinaria che fanno riferimento alla Prefettura che del Sistema di Accoglienza Integrata che fanno capo ai Comuni che in tale rete interloquiscono direttamente con il Ministero dell’Interno attraverso specifici progetti.

Per quanto riguarda i primi, sono stati già individuati 120 venti posti in più per i quali è già in corso la preventiva verifica di idoneità da parte dei Vigili del Fuoco e dell’Ausl.

Verifica che andrà effettuata anche per quegli alberghi che hanno già aderito (al momento circa una trentina) o intendono farlo, alla Convenzione curata dalla Regione Emilia Romagna della quale oggi ha dato notizia il rappresentante dell’Agenzia regionale di Protezione Civile di riferimento territoriale.

Convenzione che prevede, secondo quanto riferito dal menzionato rappresentante dell’Agenzia, l’accoglienza in strutture alberghiere di carattere temporaneo nell’attesa dell’assegnazione ai Cas o alla rete Sai .

Sempre sul fronte delle convenzioni il Prefetto ha annunciato l’avvenuta pubblicazione sul sito della Prefettura dello schema di Convenzione che ciascun Comune della provincia può stipulare con la stessa Prefettura (art.15 legge 241/90 – Accordi tra pubbliche amministrazioni), divenendo soggetto attuatore dell’accoglienza e interloquendo direttamente con la Prefettura.

Quelli indicati sono gli unici canali attualmente previsti per accedere ai ristori provenienti da risorse pubbliche.

Lo stesso Prefetto ha altresì annunciato la pubblicazione di un vademecum di orientamento per gli stessi cittadini ucraini e per chi è impegnato nell’accoglienza (sia in rete che spontanea) in modo da favorire la massima divulgazione di pratiche ed utili informazioni (n.d.r. chi fa cosa e dove).

 

Funzione che assolverà presso la locale sede della Caritas (via Madonna della Scala,7) nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì, dalle ore 14 alle ore 16 anche don Victor Dvykalyuk dell’Esarcato apostolico per i fedeli ucraini cattolici di rito bizantino.

Particolarmente intenso e in via di ulteriore definizione, è l’impegno della locale Azienda Sanitaria, che oltre ad effettuare uno screening di tutte le persone registrate, ivi compresi i tantissimi minori accolti, sta procedendo sia sul fronte dei tamponi che su quello delle vaccinazioni (queste ultime non solo in relazione al Covid-19) e sta avviando anche idonee procedure per una adeguata integrazione nella rete del servizio sanitario nazionale.

Sul fronte delle presenze, si è rilevato che ad oggi sono 1.217 le persone accolte, delle quali sono 637 gli adulti (591 donne e 46 uomini) e 580 i minori.

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