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I guerrieri e le guerriere del Lasergames di Rimini

Una battaglia con i fucili laser. No, non stiamo parlando di Guerre Stellari o Star Trek, ma di un gioco che è sbarcato in Italia da più di vent’anni, ma che non tutti conoscono bene: Laser games. A Rimini esiste un centro in cui ci si può sfidare a colpi di laser. Il riminese Fabrizio Naldoni (classe ’61), è uno dei più antichi appassionati di questo gioco e, attualmente, gestisce il centro di Rimini.

Naldoni, che cos’è esattamente il Lasergames?

«È una  battaglia con fucili a raggio laser che si svolge in un arena di 300 mq, dove nascondigli, luci soffuse, effetti scenici combinati ad una musica avvincente creano un ambiente di gioco unico ed entusiasmante».

Quanti possono essere i giocatori?

«Il numero minimo di giocatori è due, si può arrivare ad un massimo di dodici. I partecipanti vengono equipaggiati di giubbotto e fucile laser e possono scegliere se giocare a squadre o tutti contro tutti. La scelta di giocare a squadre si evidenzia dalle luci sui punti bersaglio presenti nei giubbotti e nei fucili e dal fascio laser, di colore rosso per una squadra e verde per l’altra. Nella versione ‘tutti contro tutti’, i punti bersaglio che sono posti sul fronte e sul retro dei giubbotti e ai lati del fucile alternano invece i colori rosso verde.  Scelta la modalità di gioco, dopo un breve briefing, i giocatori entrano nell’arena di combattimento e si comincia. Finita la partita, della durata di 15 minuti, i fucili dei giocatori vengono scaricati e i dati di gioco raccolti inviati al computer. Al giocatore viene indicato il numero del proprio fucile che verrà poi stampato con tutti i dati statistici della partita: la squadra vincente, la classifica di ogni giocatore, il punteggio di squadra e individuale, i colpi subiti e quelli dati. Al miglior giocatore  viene consegnata una partita omaggio che potrà usare quando ritornerà».

Questo gioco quando è approdato in Italia?

«È stato portato in Italia, e per la prima volta a Cattolica, nei primi anni ’90 dai fratelli Alvaro e Claudio Conti insieme al loro socio Antonio Manduchi, che ne avevano intuito le potenzialità visitandone un centro a Londra. Loro sono stati i primi a sviluppare questa nuova forma di divertimento in Italia».

E lei quando ha incontrato il Lasergames?

«Mi interessai al Lasergames, quando la sede Cattolica venne spostata a Rimini, dove si trova ancora adesso. Ho conosciuto i proprietari, ho provato diverse volte il gioco con gli amici e ne sono rimasto affascinato. Quando è venuto meno l’entusiasmo da parte degli ideatori, mi sono proposto per un cambio di gestione ed eccomi qua. A distanza di vent’anni, sono ancora contento nel vedere le espressione estasiate dei bambini festeggiare il proprio compleanno dopo essersi trasformati in piccoli guerrieri urlanti per  lanciarsi  in un epica battaglia,. Ma anche delle tante belle compagnie di ragazzi e ragazze che entrano emozionati nell’arena e che escono sudati e che si prendono in giro guardando i punteggi. Di tempo ne è passato dagli inizi, ma questo gioco continua e continuerà a regalare sia a più grandi che ai più piccoli tanta gioia  e forti emozioni, adrenalina, competizione  e, soprattutto, un sano divertimento».

Per ulteriori info: www.lasergamesrimini.com.

Nicola Luccarelli

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