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Holding delle fiere, Cagnoni: “Ci credo ancora, ma sono pessimista”

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Cagnoni, presidente e ad di Italian Exhibition Group, fa il punto sulla situazione e le prospettive del gruppo. Ma soprattutto manda segnali molto chiari a Bologna sulla questione della holding unica per le Fiere della regione: Bologna, Rimini e Parma.

Alla domande dell’intervistatore, Cagnoni risponde infatti così:

Lei crede ancora alla holding regionale con Parma e Bologna?
«Sono leale e le rispondo sì. Perché la ritengo logica, anche se pericolosa dal punto di vista industriale: non è che non veda negatività e aspetti critici, la ritengo però un’operazione ragionevole. Anche se ci sono motivi che mi spingono a ritenere che “la ditta” — come avrebbe detto Bersani — non sia possibile metterla insieme. Se domani mattina si dicesse “mettiamoci attorno a un tavolo”, arriverei prima degli altri. Se se mi si chiedesse di fare un pronostico, però, sarebbe negativo».

Ma perché allora non vi candidate voi a fare la capogruppo? Numeri e dimensioni ci sono tutti.
«E chi sarebbe il candidato oggi? Lei lo immagina in capo a Bologna perché ne ha sentito parlare, nessuno si è mai azzardato a dire chi deve essere il capo della holding. Il capo esce il giorno dopo che abbiamo messo sul tavolo la radiografia dei conti e andandoli a vedere si vede subito chi dovrebbe essere il vertice e questa è una delle ragioni per cui non si farà».

Il presidente di IEG spiega poi le motivazioni delle ultime operazioni condotte, dall’acquisto del 20% delle quote di Cesena Fiere all’integrazione con Arezzo. Passando poi a illustrare i prossimi obiettivi: ci sono idee su Forlì e Fieravicola, ma in vista anche qualche altra «acquisizione di manifestazioni interessanti per il nostro portafoglio» che fra breve saranno comunicate.

E poi, la quotazione in borsa:

A che punto è la strada verso la quotazione?
«Abbiamo affidato a Ernst & Young l’incarico di realizzare il progetto industriale. Il nuovo business plan sarà pronto tra tre mesi: questo è documento, insieme a tutti gli altri atti di bilancio, deve far parte del corredo che ci porterà a Piazza Affari. Non abbiamo ancora scelto tutti i consulenti che ci dovranno aiutare, lo faremo dopo elaborazione del piano e penso che manterremo l’obiettivo di andare a quotazione nel 2018, forse a primavera, mercati permettendo. Se le carte saranno in regola per entrare nel segmento Star, lo faremo».

 

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