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Hotel Da Vinci, assolti dirigente Comune di Riccione ed ex sindaco di Cesenatico

Vittorio Foschi, attuale dirigente del settore edilizia e urbanistica del Comune di Riccione, è stato assolto nel processo conclusosi il 2 marzo davanti al Tribunale penale di Forlì per la vicende riguardanti l’Hotel Da Vinci di Cesenatico. Insieme a lui sono stati assolti gli eredi Batani, Roberto Buda, già Sindaco di Cesenatico.

Foschi, già Dirigente del Settore Edilizio del Comune di Cesenatico era accusato di abuso d’ufficio e di violazione della normativa edilizia per aver rilasciato un permesso edilizio di ristrutturazione dell’ex Colonia Veronese. Questo in pretesa violazione non soltanto della normativa edilizia del Comune, ma anche di quella di tutela paesaggistica e ambientale e del piano di spiaggia, nonché di aver procurato un rilevante danno economico alle parti civili costituite, vale a dire alla Regione Emilia Romagna, alla Provincia di Forlì Cesena, al Comune di Cesenatico.. L’ex Sindaco di Cesenatico era accusato di abuso d’ufficio.

Il processo è stato celebrato dopo una laboriosa istruttoria condotta dalla Procura della Repubblica di Forlì, nel corso della quale è stata disposta ed eseguita una corposa consulenza tecnica rivolta ad accertare e dimostrare i pretesi abusi edilizi, le violazioni di ordine paesaggistico e ambientale nonché l’esistenza e la quantificazione dei danni lamentati dalle parti civili.

Le quali avevano del tutto dimenticato, come dimostrato dall’avv. Massimo Campana, difensore dell’arch. Foschi che “sia la Regione Emilia Romagna, sia la Provincia di Forlì Cesena, sia il Comune di Cesenatico avevano sottoscritto l’Accordo di Programma previsto dalla legge regionale n. 20/2000 nel quale avevano condiviso e approvato, come opera di rilevante interesse turistico, economico e ambientale e quindi di notevole interesse pubblico, non solo per la Città di Cesenatico ma per tutta la costa romagnola, il recupero della vecchia e fatiscente Colonia Veronese, per dar vita alla costruzione di un Hotel a cinque stelle che in effetti è stato costruito ed è ora in funzione, per cui la costituzione di parte civile rappresentava una palese e inammissibile contraddizione logica, giuridica e politico amministrativa in quanto rivolta a dimostrare un danno alla collettività”.

Nel corso della discussione sono intervenute tutte le parti del processo, il rappresentante della Procura della Repubblica di Forlì, i rappresentanti delle parti civili, il difensore di Roberto Buda e il difensore dell’arch Vittorio Foschi, avv. Massimo Campana il quale ha posto in luce “l’assoluta correttezza giuridico amministrativa dell’operato dell’arch. Foschi, nella interpretazione finalistica dell’Accordo di Programma posto alla base di tutta la vicenda giudiziaria e nella sua gestione amministrativa”.

Il Tribunale collegiale di Forlì, all’udienza del 2 marzo 2021, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha disposto l’assoluzione degli imputati con l’ampia formula “ perché il fatto non è previsto come reato” in tal modo rigettando anche le pretese delle parti civili.

 

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