I “chiacchierati”, la guerra PCI-PSI, la DC di CL: la politica a Rimini negli anni ’80
9 Agosto 2025 / Paolo Zaghini
Il voto amministrativo dell’8 giugno 1980 fu carico in Città di attese di novità. I tre maggiori partiti avevano rinnovato profondamente le loro liste. Il PCI ripropose Zaffagnini Sindaco. I risultati elettorali non premiarono però nessuno delle tre formazioni, confermando una situazione di stallo nei rapporti politici: il PCI con una perdita dello 0,63% calò di 2 consiglieri; la DC e il PSI rimasero praticamente stabili, mantenendo gli stessi consiglieri ottenuti nel 1975. Il PCI a Rimini ottenne il 44, 77% dei voti e 23 seggi (alle elezioni del 15 giugno 1975 aveva ottenuto il 45,40% e 25 seggi), la DC il 27,05% e 14 consiglieri (nel 1975 il 26,80% e 14 seggi), il PSI il 9,91% e 5 consiglieri (nel 1975 il 10,16% e 5 consiglieri). I due consiglieri persi dal PCI andarono uno al PLI e uno al PRI (che contò così 2 consiglieri).
Il PCI rinnovò il proprio gruppo consigliare eletto con l’ingresso di 16 nuovi membri su 23; il PSI 4 nuovi su 5; la DC 7 nuovi su 14.
Il 29 luglio si insediò la nuova Giunta Comunale PCI-PSI alla cui guida venne riconfermato il Sindaco Zaffagnini. Dieci Assessori effettivi (6 per il PCI: Lorenzo Cagnoni, Giordano Gentilini, Primo Ghirardelli, Tiziano Giorgetti, Giorgio Grossi, Massimo Attilio Lugaresi; quattro per il PSI: Pier Paolo Berardi, Aldo Mario Cappellini, Maria Cecilia Martinez, Aurelio Tosi) più due Assessori supplenti (entrambi del PCI: Adriana Neri, Lino Vici).

9 febbraio 1980. Visita del Segretario Nazionale del PCI in Comune a Rimini in occasione della Conferenza d’Organizzazione della FGCI nazionale . Da sin. il Sindaco Zeno Zaffagnini, Enrico Berlinguer
In contemporanea si tennero anche le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale: il PCI a Rimini ottenne il 45,17% dei voti (nel 1975 aveva ottenuto il 46,08%, -0,91%), il PSI il 9,80% (nel 1975 il 9,72%, +0,8%), la DC il 27,80% (nel 1975 il 26,77%, +1,03%). Venne eletto per il PCI Giorgio Alessi, che divenne nella nuova Giunta Assessore al Commercio e al Turismo; per la DC Ermanno Vichi; per il PDUP Giuseppe Chicchi che divenne Assessore all’Ambiente.
Il 2 agosto 1980 scoppiò una bomba alla stazione di Bologna: 85 morti e oltre 200 feriti. Fu un attentato di matrice neofascista. Si trattò del più grave attentato terroristico commesso nel Paese nel secondo dopoguerra, da molti indicato come l’atto culminante della strategia della tensione.
Il nuovo quinquennio amministrativo si aprì subito con seri problemi nei rapporti del PCI con il PSI. Per anni, Sindaco Zaffagnini, la Giunta riminese fu sottoposta ad una serie continua di verifiche, e quindi a lunghi periodi di scarsa produttività. Ma le cose non cambiarono moltissimo con l’elezione a Sindaco del socialista Massimo Conti: il malumore di diversi settori della Città crebbero verso un governo cittadino considerato inadeguato rispetto ai grandi problemi sul tappeto.

22 dicembre 1980. Rimini, Azienda di Soggiorno. Passaggio di consegne alla Presidenza dell’Ente da Gino Arcangeli a Massimo Conti
Il 22 ottobre 1980 Massimo Conti eletto capogruppo consigliare socialista e poco dopo Presidente dell’Azienda di Soggiorno venne sostituito alla segreteria del PSI riminese da Renato Capacci. Nell’aprile 1981 si tenne il 14° Congresso del PSI riminese: la lista Craxi-De Michelis di Conti-Capacci ottenne l’80,14%; la mozione De Martino-Achilli sostenuta da Reno Volanti il 9,55%; la sinistra lombardiana di Claudio Signorile sostenuta da Aldo Mario Cappellini il 2,68%. Un 1% circa di voti furono nulli. A Rimini il PSI nazionale organizzò dal 31 marzo al 4 aprile 1982 la Conferenza programmatica nazionale nei locali della Fiera, con l’allestimento scenico dell’architetto Filippo Panseca. Relazione d’apertura del Vice-Segretario Claudio Martelli.
Dopo mesi di duri confronti con il PCI, a livello locale e regionale, quest’ultimo nel Comitato Federale del luglio 1982 approvava un documento per l’avvio della verifica del lavoro della Giunta. Questo atto fu la premessa per il cambio del Sindaco, dal comunista Zaffagnini al socialista Conti che avvenne il 4 agosto 1983. Vice-Sindaco divenne il comunista Lorenzo Cagnoni. Dieci Assessori effettivi (otto per il PCI: Alfredo Arcangeli, Lorenzo Cagnoni, Stefano Cevoli, Giordano Gentilini, Primo Ghirardelli, Ennio Grassi, Giorgio Grossi, Massimo Attilio Lugaresi; due per il PSI: Aldo Mario Cappellini, Maria Cecilia Martinez) più due Assessori supplenti (uno del PCI: Domenico Elena; uno del PSI: Aurelio Tosi).
Il PSI in questo travagliato percorso politico pretese di rappresentare l’innovazione. In un’intervista a Il Ponte del 17 ottobre 1982 il Segretario Capacci affermava: “La non scelta è diventata meccanismo di governo. Il PCI pur di non modificare un equilibrio che gli ha creato un consenso del 50% circa, preferisce mantenere una situazione di status quo, ma così i problemi non si risolvono. La sinistra ha bisogno di un salto di qualità sul piano concettuale e su quello politico”. Gli rispondeva la settimana dopo il Segretario del PCI Piccari (Il Ponte del 24 ottobre 1982): “A me non sembra che nella nostra situazione locale i socialisti abbiano mai dovuto inchinarsi di fronte alla nostra ‘potenza’. E’ comunque vero che il partito socialista è cambiato, sia pure sotto la spinta di un protagonismo che a volte può sconcertare”. All’accusa del PSI che il livello di governo di Rimini fosse molto basso, Piccari rispondeva: “Non penso sia basso, ma certamente insufficiente. Dobbiamo far fronte ad una crisi che non nasce e quindi non si esaurisce nei confini della realtà riminese. Esistono limiti soggettivi, ma i compagni socialisti devono riconoscere che anche qui vale il concetto di pari dignità”. E la DC riminese intanto sparava a zero: “Lo stato di paralisi totale della Giunta a causa delle diatribe interne fra PCI e PSI riminesi in ordine alla spartizione ed al controllo di posizioni di potere, diatribe che da lungo tempo bloccano ogni iniziativa dell’Ente pubblico”.

1981, 10 gen. Rimini, Azienda di Soggiorno. Consulta turistica della DC: Il turismo emiliano-romagnolo. Da sin. Sergio De Sio, Ermanno Vichi, Luciano Chicchi, …, Nicola Sanese
Il 13-14 dicembre 1980 si tenne all’Hotel Tilmar il 5° Congresso della DC riminese. La Direzione circondariale il 7 gennaio 1981 elesse Segretario Luciano Chicchi. Era lui l’uomo nuovo della DC riminese. Ma è la linea Foschi-Sanese-Battarra che vince, e chi gioca un ruolo di primo piano nel congresso è il Movimento popolare che conta un 20-25% dei delegati. In posizioni di disimpegno plateale è la sinistra di Italo Lazzarini e Mario Perrotti, autori durante l’estate di un pesante documento contro la segreteria Foschi. Su “L’Ausa” del 23 dicembre 1980, periodico della DC riminese, a proposito del Congresso venne scritto: “Il Congresso ha consentito un coraggioso esame di coscienza anche ‘in casa’ DC con una rigorosa verifica sulla natura del Partito, sul bilancio ultratrentennale della presenza politica dei cattolici democratici, traendo da ciò insegnamenti e propositi per la elaborazione di una strategia del Partito che consenta il rilancio del fondamentale ruolo della DC negli anni ’80, nel solco della migliore tradizione della nostra esperienza democratica”. E dunque ancora all’opposizione delle giunte social-comuniste nei comuni del riminese.

1981. Rimini, piazza Cavour. Manifestazione del PCI riminese. Da sin. Terzo Pierani, Primo Ghirardelli, Nando Piccari, Francesco Alici
Il 22 novembre 1980 a Rimini si svolse la prima manifestazione di piazza contro la diffusione della droga: vi parteciparono oltre tremila persone invitate e sollecitate dagli operatori del CMAS e dai genitori dei ragazzi in cura presso il centro. Rimini come una delle città italiane più esposte al flagello della droga. Furono oltre un centinaio i ragazzi, morti per droga negli anni ’80. In quegli anni parallelamente allo sviluppo dei centri pubblici (CMAS poi CTST, centro di Vallecchio), crescevano e si affermavano comunità private (San Patrignano) e religiose (Associazione Papa Giovanni XXIII), non senza problemi. Non sempre l’azione del PCI fu tempestiva su questo problema, ma la consistenza del fenomeno nelle nostre realtà costrinse il Partito a doversi duramente confrontarsi con questo tema. La FGCI nel marzo 1982 uscì con un dossier droga (“Lo spaccio dell’eroina & la malavita organizzata a Rimini”) che per settimane servì come strumento di mobilitazione in città agli studenti. Riferendosi a questa partecipazione straordinaria di giovani Piccari ne fece ampio riferimento nella sua relazione al 13° Congresso.

1982. Rimini, Municipio, Sala della Giunta. Il Segretario del PSI Bettino Craxi ricevuto in Municipio dal Sindaco Zeno Zaffagnini. Da sin. il Presidente del Comitato Circondariale Marino Bonizzato, il Sindaco Zaffagnini, Craxi, il vice-Sindaco Aldo Mario Cappellini. Attorno al tavolo assessori e consiglieri comunali
Anni difficili, travagliati quelli della segreteria Piccari. Segnati da tre fatti che per anni alimentarono le note politiche cittadine: caso Valloni, passaggio del Sindaco di Rimini al PSI, polemiche sui “chiacchierati”. Il PCI riminese non visse bene questi passaggi, non sempre riuscì a capire cosa stesse accadendo, anche perché molte cose non fu mai possibile conoscerle. In ben pochi casi la storia di un partito ebbe un intreccio così ravvicinato con vicende oscure dalle mille ramificazioni (la “cittadella del potere”), con un “affaire” politico giudiziario complesso (il “caso Valloni”) e con una pressione politica fortissima che portò, dopo 37 anni ininterrotti di direzione comunista, alla elezione a Sindaco di Rimini del socialista Massimo Conti.
Il 9 febbraio 1983, all’apertura del 13° Congresso Provinciale al Teatro Novelli, Piccari comunicò ai delegati che il giudice Vincenzo Andreucci aveva rinviato a giudizio 29 consiglieri comunali (22 del PCI, 5 del PSI e 2 del PRI) per interesse privato in atti d’ufficio. L’accusa era di aver favorito sei famiglie di contadini, concedendo loro di riscattare una parte dei poderi dell’Istituto Valloni che coltivavano da generazioni. Il 15 giugno 1983 14 membri PCI-PSI della Giunta Comunale di Rimini vennero condannati a sei mesi e 500mila lire di multa. L’assoluzione arrivò dalla Corte di Appello di Bologna solo nel maggio 1989.

9-12 febbraio 1983. Rimini, Teatro Novelli. 13° Congresso della Federazione Comunista riminese. Al microfono il sen. Francesco Alici
La relazione di Piccari al Congresso trattò gran parte dei temi caldi sul tappeto: dalla vicenda dei “chiacchierati” alla verifica in corso con il PSI, dal lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale ai problemi del turismo. Nella relazione Piccari affermò: “Questi quattro anni sono stati estremamente difficili per il PCI riminese. Assieme a problemi politici veri e propri, vicende di ogni tipo hanno fornito spunto per più di un attacco violento, qualche volta persino volgare, contro il nostro Partito”. Ma l’organizzazione partito teneva: ha ancora 19.155 iscritti (di cui 7.443 a Rimini).
Il Congresso elesse per la prima volta con voto segreto il nuovo Comitato Federale (85 membri). Il voto segreto escluse però dal CF diversi big del partito, coinvolti negli ultimi anni in situazioni critiche: Fabio Bruschi, Piero Meldini, Giorgio Grossi, Adriana Neri, Giordano Gentilini, Massimo Lugaresi, Primo Ghirardelli.
Il Comitato Federale confermò alla Segreteria Nando Piccari (vi rimase sino al 25 febbraio 1985 quando subentrò Sergio Gambini). La segreteria fu composta da Marco Bruscolini, Walter Ceccaroni, Nando Fabbri, Giovanna Filippini, Sergio Gambini, Maurizio Melucci, Massimo Spaggiari, Zeno Zaffagnini. L’8 luglio 1983 uscì Giovanna Filippini eletta il 6 giugno in Parlamento. Il 19 novembre 1983 uscirono Gambini, Bruscolini, Ceccaroni, Zaffagnini ed entrarono Tiziano Giorgetti e Nicoletta Coccia.
In questa difficile situazione politico-amministrativa e al termine della lunga “verifica” tra PCI e PSI, il 4 agosto 1983 il socialista Conti divenne Sindaco.

9-12 febbraio 1983. Rimini, Teatro Novelli. 13° Congresso della Federazione Comunista riminese. Da sin. il Sindaco Zeno Zaffagnini, Marco Bruscolini
La storia, le storie legate alla vicenda dei “chiacchierati” spesso sono state segnate nei tempi dagli innumerevoli processi che nel corso degli anni Ottanta si svolsero. Protagonisti di queste storie, diverse ma spesso incrociate, alcuni degli uomini della lista che Nando Piccari stilò per gli onorevoli comunisti Sergio Flamigni e Ugo Pecchioli, e che “Repubblica” rese noto con un articolo di Franco Recanatesi il 6 febbraio 1983.
Tra gli 11 nominativi indicati assunsero spicco due figure: il comandante dei Vigili Urbani di Rimini Carlo Barbera e il procuratore della Repubblica Arturo Di Crecchio. Dopo processi su processi, con sentenze tra di loro contrastanti, ancor oggi, a distanza di anni, è veramente difficile dire colpevoli o innocenti.
L’accusa di Piccari, nella nota riservata e nelle successive dichiarazioni di stampa, era tutta politica; ma non così fu l’esito della battaglia che poi, nel 1986, finì col travolgere lo stesso Piccari che fu costretto a dimettersi da vice-Sindaco di Rimini per una ennesima derivazione dal punto di partenza (Mirella Venturini rese noto il contenuto di una lettera personale a Lei di Piccari dell’aprile 1983 dopo una sua testimonianza su questi temi resa al giudice Aldo Righi con “apprezzamenti” su uomini e vicende del PCI oltre che su personaggi pubblici di “notevole rilievo”).

28 ottobre 1983. Rimini, Municipio. Il Sindaco Massimo Conti accoglie in Comune il leader radicale Marco Pannella. Da sin. Conti, Giorgio Giovagnoli, Pannella
Il j’accuse politico di Piccari venne espresso in un articolo de “Il Quindicinale” del 19 novembre 1981 in questi termini: “Ciò che ci chiediamo è se sia casuale il fatto che oggi questa ennesima campagna contro il PCI [da parte de Il Resto del Carlino] avvenga proprio mentre a Rimini si stanno assestando colpi decisivi (almeno lo speriamo) a quella “cittadella dell’intrigo e del sopruso” le cui ramificazioni toccano anche taluni di quei palazzi dove il potere non è certo quello elettivo, anche se dovrebbe intendersi al servizio della democrazia. L’idea che a Rimini gruppi dediti al malaffare abbiano goduto di insospettabili coperture da taluni di questi ambienti è più che un sospetto”.
Il 6° Congresso circondariale la DC riminese lo tenne all’Azienda di Soggiorno dal 18 al 19 dicembre 1982, alla presenza dell’on. Roberto Mazzotta, Vice-Segretario nazionale della DC. Dopo solo un anno Luciano Chicchi, eletto il 7 gennaio 1981, lasciò la segreteria e la Direzione DC l’8 gennaio 1983 elesse, con una maggioranza del 69%, nuovo Segretario Massimo Pasquinelli, esponente del Movimento Popolare, 28 anni. Pasquinelli, guardando già alle elezioni amministrative del 1985, lanciò “quello che abbiamo chiamato ‘progetto ’85’, un progetto in divenire, ed intendiamo attuarlo con tutti coloro che nei diversi campi della vita sociale (dal turismo all’impresa, dal commercio all’artigianato, dalla cultura alla scuola) desiderano una gestione diversa della società circondariale. Oggi infatti vanno liberate tali energie. Noi siamo il partito della società civile” (intervista a Il Resto del Carlino del 9 gennaio 1983). Con l’elezione del nuovo Segretario si concluse una fase di ricambio del personale politico della DC riminese, alla quale la segreteria Chicchi aveva garantito, in forma unitaria ed accorta, la transizione. Ora le maggiori responsabilità erano nelle mani di esponenti del Movimento Popolare: il deputato Nicola Sanese, il capogruppo nel Consiglio Comunale di Rimini Antonio Smurro, il Segretario circondariale Massimo Pasquinelli.

20 novembre 1983. Da sin. il vice-Sindaco Lorenzo Cagnoni, il segretario comunista Nando Piccari, il sen. Francesco Alici
Il 6 giugno 1983 nuove elezioni politiche anticipate. Il PCI ottenne alla Camera il 43,01% dei voti (contro il 43,51% del 1979), il PSI l’8,69% (contro il 7,37%), la DC il 25,17% (contro il 29,24%). Il PCI temeva il voto dopo i sommovimenti politici degli ultimi anni. Invece confermò la sua forza elettorale. Il PCI elesse alla Camera per la prima volta la giovane donna Giovanna Filippini (dopo le esclusioni delle possibili candidature di Zaffagnini e Piccari) e al Senato, proveniente da due precedenti elezioni alla Camera, Francesco Alici; la DC confermò per la terza volta alla Camera Nicola Maria Sanese e così pure al Senato Armando Foschi.
Nel quinquennio 1979-1983 l’equilibrio elettorale rimase pressoché invariato fra i tre grandi partiti. Ma in questi anni si aprì una conflittualità fra loro che proseguì per tutto il decennio, in particolare fra PSI e PCI. Con una DC all’opposizione a prescindere. Sino al ribaltone del giugno 1989 con la nascita di una Giunta di pentapartito e l’esclusione dal governo cittadino del PCI dopo 45 anni.

Caricatura de La Talpa (Marino Bonizzato) sulla nomina di Luciano Chicchi a Segretario della DC a gennaio 1981 (dal libro “Nonostante tutti : [cronache riminesi dei primi anni 80]” edito da Ramberti nel 1984)
Poi il decennio finì sotto i colpi di “mani pulite” nei primi anni ’90 e arrivò la fine della Prima Repubblica.
(2. segue)
Paolo Zaghini

L’avvocato Massimo Pasquinelli Segretario della DC provinciale dal 1983 al 1986 e dal 1989 al 1991
(nell’immagine in apertura: 29 agosto 1982. Rimini, Arco d’Augusto. Il Sindaco Zeno Zaffagnini, al microfono, porge il saluto della Città al pontefice Giovanni Paolo II, subito dietro. Al suo fianco il Vescovo di Rimini Giovanni Locatelli)