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I candidati li decide Roma, la figuraccia l’hotel Gobbi, le solite bugie dei bagnini, il traffico cambia?

Le candidature si decidono a Roma

In queste ore si chiudono le candidature per il parlamento. Mai come questa volta si ha la netta sensazione che tutto venga deciso a Roma. Decidono le segreterie delle forze politiche. Anche nel passato i vertici nazionali hanno inciso nelle candidature per il parlamento. Ma mai come questa volta. A poche ore dalla chiusura nulla trapela su chi saranno i candidati del centrodestra, pur essendoci due parlamentari uscenti. Nel PD l’unica certezza è la richiesta unanime del territorio di avere le candidature di Emma Petitti e Andrea Gnassi. L’hanno deciso in una riunione dei giorni scorsi tutti i segretari dei circoli. Anche in questo caso alla fine deciderà Roma. Si potevano coinvolgere meglio i territori. Capisco le elezioni anticipate e i tempi brevi, ma ritengo sempre necessario un coinvolgimento vero dei territori e non soltanto un numero ristretto di dirigenti che sanno. Una brutta pagina di selezione delle candidature, comunque vada, inserita in un sistema elettorale per altro pessimo.

 

Il segretario del Pd Filippo Sacchetti

Chiuso l’hotel Gobbi, rimane la figuraccia

In questo periodo ogni fatto più o meno rilevante che succede a Rimini o sulla costa romagnola fa il giro dei Tg nazionali. Puntualmente è successo anche con l’hotel Gobbi che ha truffato decine e decine di ignari clienti (circa 500) prendendo prenotazioni con tanto di caparra che non poteva ospitare in una struttura di 40 camere. Non solo. Non ha pagato neanche i fornitori. Si parla di un buco da 800 mila euro. Nell’hotel, un solo dipendente alla reception che non sapeva cosa rispondere ai tanti che arrivavano. Due giorni fa è stato chiuso. Gli ospiti dell’albergo collocati in altre strutture ricettive. Tutto a posto? Direi proprio di no. In primo luogo, per quale ragione è stato permesso di aprire a un albergo che non era in regola sulle norme per la sicurezza (si parla di antincendio).  Immagino che la licenza sia stata intestata nel 2022;  i controlli sulla documentazione che attesta la regolarità della struttura dovrebbero essere automatici. In questo secondo caso mi pare si prefigurino anche altre violazioni di legge. Inoltre si dice che gli ospiti presenti nell’hotel sono stati ricollocati in altre strutture ricettive. Vero, con un particolare. Fino al 16 agosto, senza costi aggiuntivi; dopo, anche chi aveva un soggiorno pagato che proseguiva oltre il 16 agosto, deve sborsare la differenza. Si tratta di cifre importanti. Ora. sinceramente, che la presidente degli albergatori di Rimini Patrizia Rinaldis sia dispiaciuta perché sono state colpite le fasce più deboli del nostro turismo lascia il tempo che trova. Non ci voleva molto, da parte di Visit Rimini e associazione albergatori, ricollocare tutti gli ospiti dell’hotel Gobbi garantendo tutto il soggiorno pagato e non soltanto per un limitato periodo. Credo sia utile istituire un fondo da parte degli albergatori per riparare a queste truffe che capitano spesso, anche se non in questa misura, Non mi pare che ci abbiamo fatto una grande figura, tutt’altro.

La fasi conclusive della chiusura dell’Hotel Gobbi

I bagnini protestano ma non raccontano la verità

Domani 15 agosto due sindacati balneari (Sib Confcommercio e Confartigianato Imprese Demaniali) organizzano un “flash-mob che dal bagno 62 si irradierà su tutte le spiagge d’Italia”. Non sono chiare le modalità di come avverrà questa irradiazione nelle spiagge italiane. Mi pare un modo per dire che comunque sarà un successo. Basta qualche foto e qualche intervista a Mauro Vanni al bagno 62 e il gioco è fatto. Le motivazioni della protesta sono sempre le stesse. Sostanzialmente vogliono rimanere sul demanio pubblico (le spiagge sono tali) a vita, senza passare per nessuna verifica con il mercato. Tra le stupidaggini raccontate si parla di arrivo delle multinazionali (quali?), di cinesi e via dicendo. Poi ci sono due perle. Consegnare un bene pubblico “nelle mani di chi produce profitti sulla base dello standard e della spersonalizzazione”. Invece ora le concessioni demaniali nelle mani di chi sono? Di operatori che pagano poco di canone e denunciano poco di reddito. ma fanno tanti profitti. Poi vi è la difesa del “made in Italy”. Di cosa parla Mauro Vanni? Sono previste evidenze pubbliche. Al massimo potranno esserci altre imprese che subentrano. Le gestioni saranno simili, ma sicuramente con più innovazione, investimenti e trasparenza fiscale. Le caratteristiche di accesso e organizzazione delle nostre spiagge non le decide il concessionario, ma il piano dell’arenile dei singoli comuni.

Mauro Vanni Confartigianato imprese balneari

Il Comune di Rimini studia il traffico. Nuove soluzioni in vista?

Nelle settimane scorse sono comparse su alcune importanti strade riminesi dei cavi doppi nel mezzo della carreggiata su cui passavano i mezzi che transitavano su quella via. Sicuramente erano dei sistemi per misurare il volume del traffico su alcune arterie riminesi. Sono sistemi che possono identificare le ore di punta e di congestione del traffico al fine, immagino di un miglioramento complessivo della mobilità. Sicuramente bene. Tuttavia, il Comune poteva fare una comunicazione pubblica per colmare la curiosità di tanti riminesi. Avrebbe potuto spiegare cosa ha spinto l’amministrazione comunale a realizzare questa analisi: completamento del piano del traffico (Pums) non ancora approvato in consiglio comunale? Oppure altri obiettivi come la verifica della necessità di un terzo ponte dopo la chiusura del ponte di Tiberio? Da ultimo, ma non importanza, sarebbe utile capire se la rilevazione verrà ripetuta anche in periodo invernale con le scuole aperte ed in condizione meteo diverse da quelle estive. Se così non fosse sarebbe un’analisi parziale e poco obiettiva.

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