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I radicali chiedono il ritiro dell’ordinanza anti-prostituzione del Comune di Rimini

I Radicali italiani chiedono al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad di ritirare l`ordinanza anti-prostituzione entrata in vigore oggi. Nella richiesta Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali Italiani, insieme a Pia Covre, fondatrice del Comitato per i diritti civili delle prostitute, Claudio Uberti presidente di Certi Diritti e Jacopo Vasini segretario di Radicali Rimini, ricordano al primo cittadino che “l’atto rispecchia integralmente le caratteristiche rintracciate in diverse ordinanze sindacali dichiarate negli ultimi anni illegittime dai Tribunali amministrativi regionali del nostro Paese”.

Queste ordinanze, aggiungono, sono diventate “una prassi di esercizio securitario che, sacrificando la libertà e la dignità delle persone che si prostituiscono e della loro clientela e colpendo duramente anche chi è vittima di tratta e sfruttamento, si rivelano assolutamente fallimentari”. Viene contestata in queste situazioni, precisano, “la violazione del principio di proporzionalità nell’uso del potere amministrativo”, data la “diretta incidenza” di tali ordinanze “su diritti e libertà individuali, con previsione della irrogazione di una sanzione pecuniaria in misura fissa e generalizzata che è suscettibile di dispiegare la propria portata afflittiva essenzialmente sulle vittime della catena criminale”.

I Radicali auspicano “una più ampia visione politica di contrasto al ricorso abusivo dei poteri speciali conferiti dalla legge che, forti della narrazione securitaria e repressiva che caratterizza parte della politica in questi tempi, si confermano strumento di sospensione dei diritti e delle libertà dei cittadini”.

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