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Idrofoni e boe: parte anche a Rimini il controllo dell’inquinamento acustico in mare

Il 23 gennaio scorso presso i laboratori del CNR Ismar di Venezia all’Arsenale si è tenuta la sperimentazione delle boe autoregistranti dotate di idrofoni che saranno utilizzati per il monitoraggio del clima acustico subacqueo da parte dei partner del progetto Interreg Italia Croazia “SOUNDSCAPE: paesaggi sonori nell’ Adriatico settentrionale e il loro impatto sulle risorse biologiche marine”.

I 4 partner croati (Institute of Oceanography and Fisheries, Blue World of Marine Research and Conservation, Ministry of Environment and Energy, Teaching Institute of Public Health Primorje- Gorski Kotar County) e i 4 partner italiani (Consiglio Nazionale delle Ricerche,  Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Cetacea Onlus, Regione Marche) si sono incontrati lo scorso giovedì per la programmazione del software, la calibrazione e i test in acqua  della strumentazione per la registrazione acustica SonoVault. Si attende il via libera ufficiale da parte dell’Institute of Oceanography and Fisheries di Spalato (partner leader del progetto e coordinatore di questa specifica azione) per la messa in opera in mare degli strumenti, che avverrà probabilmente a metà febbraio.

Il progetto, che coinvolge partner lungo le due coste dell’Adriatico settentrionale, prevede 3 diversi momenti: il primo in cui verranno registrati per circa un anno i suoni subacquei, compresi i rumori di origine antropica, in mare tramite gli idrofoni (che verranno posizionati uno al largo di Ancona, uno al largo di Rimini, uno al largo di Venezia, uno nel golfo di Trieste, e 4 lungo le coste croate); un secondo in cui verranno investigati i potenziali effetti di tali rumori sugli animali marini (in particolare sulle due “specie target”tartarughe e delfini); infine un’azione finale in cui verranno studiate misure di mitigazione di danni dell’inquinamento acustico sottomarino, da presentare ai decisori a livello europeo.

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