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Il comune ordina la demolizione di uno stabilimento balneare a Torre Pedrera. Il consigliere Magrini chiede chiarimenti alla Giunta

Il Comune di Rimini ha intimato la demolizione di tutte le strutture presenti in uno stabilimento balneare, il 62,  di Torre Pedrera. A renderlo noto il consigliere Juri Magrini con una interrogazione svolta nella seduta del consiglio comunale di giovedì 13 febbraio.

L’ordinanza di demolizione è stata emessa perché non vi sono titoli edilizi. Si tratta di manufatti che sono stati realizzati da decenni, con norme che si sono modificate negli anni.

Magrini ha ricordato nella sua interrogazione, “che le autorizzazioni edilizie sulla spiaggia sono un problema più urgente ed importante della Bolkestein.”

L’intimazione di demolizione pare debba essere terminata pena l’acquisizione dell’intera area al patrimonio comunale entro la data del 12 Aprile così come già successo per altre situazioni fuori dall’arenile. Infatti nel caso di stabilimento di Torre Pedrera l’arenile dove insistono i manufatti sono di proprietà del gestore e non del demanio.

Risulta che la proprietà abbia da anni interlocuzioni col Comune, ricorda Magrini nell’interrogazione,  per realizzare il nuovo stabilimento come previsto dalle norme del  piano dell’arenile.

“E’ chiaro che se dovesse demolire entro il 12 Aprile non potrebbe svolgere l’attività per la stagione estiva 2020, con danno gravissimo, quasi irreparabile, per quell’azienda e per le persone che in essa vi lavorano. Vi potrebbe essere anche un danno di pubblico interesse con l’interruzione del servizio di salvamento.”

“Per evitare questa situazione a dir poco paradossale, per realizzare il nuovo stabilimento a partire dall’autunno 2020 il privato pare abbia proposto al Comune  di utilizzare le procedure e le norme che già l’Amministrazione Comunale ha utilizzato per la risoluzione di altra situazione di una nota azienda sulle colline riminesi. Si tratta ha continuato il consigliere comunale di intervenire da parte del Comune con una dichiarazione di pubblica utilità come previsto dall’articolo 41 del piano dell’arenile.”

Il consigliere Magrini ha chiesto al sindaco “se risulti che l’applicazione delle norme sulla pubblica utilità non sia perseguibile e quali sono le motivazioni che lo impediscono”.

“Inoltre ha chiesto al sindaco di conoscere quali e quante imprese e quali e quante situazioni su tutto l’arenile comunale sono nella stessa situazione , ovvero non possiedono i titoli edilizi per le superfici coperte presenti , e se l’Amministrazione Comunale ha già svolto un’attività ricognitiva in tal senso e se anche per le altre situazioni con  medesime caratteristiche si sia già mossa con parità di trattamento.”

All’interrogazione ha risposto l’assessora al demanio Roberta Frisoni che ha ricordato che “l’amministrazione comunale nel precedente mandato ha svolto una ricognizione sulla situazione delle regolarità edilizie che ha portato all’approvazione di un regolamento puntuale per risolvere le irregolarità paesaggistiche.”

“E’ vero che il titolare dello stabilimento ha presentato un progetto. Ma si tratta di un progetto pilota, ha continuato l’assessora,  che coinvolge altri stabilimenti. Si tratta di un progetto non conferme. Recentemente ha presentato un nuovo progetto pilota questa volta conforme. In questo caso potrebbero iniziare i lavori dopo l’estate. Si stanno cercando soluzioni per poter svolgere l’attività durante l’estate attraverso la demolizione delle strutture prive di titoli edilizi e la sostituzioni con strutture precarie.”

Il consigliere Magrini nella replica si augura che si trovi una soluzioni per l’impresa al pari di altre imprese in analoghe situazioni. Chiede una risposta scritta.

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