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Il comunismo della mutua

Avendo appreso dal marziano pilota dell’Ufo di linea che un tot di non meglio precisate genti, venute da non meglio precisati mondi, si ritroverà oggi pomeriggio a in Largo Gramsci a festeggiare il “centenario comunista”, pare che Topolino, Pippo, Pluto e Paperino, al grido di “ma noi chi siamo?” abbiano deciso di intervenire pure loro.
Una cosa è “prendere in mano” il centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano impegnandosi ad una riflessione dignitosa, inevitabilmente comprensiva pure del giudizio critico su “cosa è successo dopo” e su “come è messa oggi la sinistra”.


Altra cosa saranno le patetiche “sedute spiritiche” e le malmostose “macumbe” che certo qualunquismo pseudo-comunista – officianti i vari Rizzo e C. – non si farà mancare, nella disperata illusione di conferire dignità a tanto pacchiano folclore esibendo falce e martello.
Quando li leggi o li senti parlare, sei colto da un mix di sconcerto e divertimento, lo stesso che proveresti nel vedere un tifoso di ciclismo che, al passaggio del prossimo Giro d’Italia, si mettesse ad urlare a squarciagola: “Forza Bartali!”

Può anche darsi che all’interno dei sei o sette raccogliticci manipoli di “rivoluzionari della mutua”, che con la bandiera rossa ci vanno perfino a dormire, vi sia qualcuno che comunista lo è stato davvero, vale a dire nell’unico modo possible: militando, sia pure a modo suo, nel Partito Comunista Italiano. Uno di quei compagni, insomma, che sotto sotto rimpiangevano ancora Stalin e mugugnavano contro Berlinguer perché non andava a Mosca col cappello in mano. Ecco, costui ha trovato la casa che merita.


Ma la stragrande maggioranza degli odierni “autoproclamati comunisti” ha passato gli anni migliori (si fa per dire) della sua vita a maledire i comunisti veri, riversando contro il PCI tonnellate di ostilità fatta non solo di insulti, ma talvolta perfino di tentata aggressione fisica, spesso finita per loro a calcinculo, non sempre metaforici.
Non è poi da escludere che presso gli odierni “spacciatori di comunismo” abbia trovato graziosa ospitalità pure qualche “cretino al quadrato”: un terrapiattista, o un no-vax, o un no-tav, o un no mask? Se non addirittura uno di quegli imbecilli che spacciano il covid per una manovra di forze occulte impegnate a conquistare il mondo e ridurre in schiavitù l’intera umanità. Le stesse che in America, dopo essersi inventate lo sbarco dell’uomo sulla luna, si sarebbero poi fatte da sole l’attentato dell’11 settembre.
Avrebbe detto mia nonna: “Gi’ sò burdell, mo a fè aposta o ch’a fè dabon?”.

Post scriptum
Si può sperare che almeno questa volta “i comunisti un tanto al chilo” si astengano dal deturpare, come già fecero in passato, “il cippo” di Gramsci appiccicandogli dei fiori con lo scotch?

Nando Piccari

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