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Il marchio e i beni del Pio Manzù vanno all’asta

Come riporta il Resto del Carlino i beni del “centro Pio Manzù vanno all’asta sul sito benimobili.it. Si tratta di: Arredi, attrezzature, pubblicazioni, libri, riviste, fotografie, opere d’arte (Quadri E Sculture)

Ma soprattutto il marchio d’impresa “Centro Pio Manzù. 

La base d’asta è di 215 mila euro già offerti da un potenziale acquirente. Il rilancio minimo è di 5mila euro. L’asta terminerà il 27 ottobre alle ore 12. 

Il 19 settembre 1971 si apre la prima edizione degli “Incontri internazionali” organizzati dal Centro “Pio Manzù“ diretto dal ferrarese Gerardo Filiberto Dasi. Tra i coordinatori ci sono Sergio Zavoli e Silvio Ceccato, filosofo e linguista. La prima edizione degli “Incontri” si chiude il 26 settembre.

Il Centro “Pio Manzù”, con sede a Verucchio era stato fondato nel 1969 e intitolato al giovane designer scomparso a soli 30 anni, figlio dello scultore Giacomo, che aveva fra l’altro creato la linea della Fiat 127. Il Centro era riconosciuto quale “organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite”.

Per 44 anni, il Centro “Pio Manzù” portò a Rimini un incredibile parterre di potenti del mondo e vip, tra cui Lady Diana, Mikhail Gorbaciov, George Bush sr, Rania regina di Giordania, Henry Kissinger, il cancelliere tedesco Helmut Schmidt,  Javier Perez de Cuellar segretario generale dell’ONU, Graça Machel Mandela moglie di Nelson Mandela, Giorgio Napolitano, il premio Nobel Rita Levi Montalcini. il presidente della Bolivia Evo Morales, l’attrice Sharon Stone.

Gerardo Filiberto Dasi morì il 12 ottobre 2014; aveva 90 anni. Pochi giorni prima aveva dovuto rinunciare all’ultima edizione delle sue “Giornate”, che non gli sarebbero sopravvissute. (Chiamamicitta.it)

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