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Il messaggio di addio di Andrea Gnassi: “Grazie a tutti anche a chi ha sempre criticato”

E’ il messaggio di addio di Andrea Gnassi ai cittadini dopo dieci ani da sindaco di Rimini. Lo sta facendo recapitare in tutte le case e lo ha pubblicato sula sua pagina Facebook. 

Ciao,
perché cominciare una lettera con ‘cara’ o ‘caro’ mi sembrava troppo formale.
Perché se in dieci anni da Sindaco, nel bene e nel male, sei sempre stato tra strade, persone, lavori, cantieri, se sei come i riminesi che non la mandano a dire neanche al Sindaco quando qualcosa non va, quando ci si incontra ti dici un CIAO schietto e sincero.
Ecco, allora insieme al ‘CIAO’, c’è ‘GRAZIE’.
GRAZIE per il sostegno dato in questi anni per fare Rimini ancora più viva, più bella. Certo, non siamo arrivati. Ma siamo in cammino. Rimini è nel cambiamento, Rimini corre veloce.
Sono passati dieci anni. Dal 2011 al 2021. Dieci anni di mandato amministrativo. Siamo partiti con la più grande crisi economica mondiale nel 2011 e arriviamo al 2020-2021 con la pandemia da Covid-19.
Dieci anni duri. Eppure non ci siamo arresi!
Anzi, la nostra città ha scelto la strada più difficile, ha deciso di non subire il cambiamento ma di interpretarlo. Ha deciso di non subire la crisi, di non arroccarsi su ciò che non andava più bene. Con fatica, sacrifici, sopportazione di lavori e cantieri abbiamo rigenerato Rimini sotto e sopra: le fogne, il teatro, le piazze storiche, quelle dei quartieri, il nuovo lungomare, i nuovi musei, raddoppiato le piste ciclabili, costruito ex novo e rigenerato 13 scuole, sostenuto ogni giorno 6 mila persone (6 mila al giorno) con servizi, cura di fragilità di ogni tipo (sanitarie, economiche, familiari, scolastiche); l’ospedale Infermi, grazie al lavoro di Comune, ASL e Regione, è oggi considerato uno dei migliori al mondo.
E ancora, proprio in questi giorni stanno partendo i lavori delle rotatorie e sottopassi sulla statale 16, lungo la ferrovia e alla stazione. Sono avviate alla ripartenza i fallimenti del passato come la colonia Murri e la Novarese. C’è qualcosa in più. È il senso di un ritrovato orgoglio di noi riminesi per la nostra città. Che oggi abbiamo a Rimini. Sentiamo per Rimini.
Orgoglio per il coraggio e per la strada intrapresa dalla città. Questa è la cosa più preziosa che la nostra comunità ha saputo conquistare.
Qualcuno ha detto una volta “una botta d’orgoglio”. Ecco. È questo. Sentirsi parte di una città, che di nuovo è fiera di ciò che sta facendo. Va in giro a testa alta. Sapendo che Rimini non è perfetta, ha problemi, ma oggi corre, cambia. È migliore di dieci anni fa. Ma come tutti i risultati, anche eccezionali, questi non sono mai scolpiti nella pietra.
Occorre spingerli, realizzarne di nuovi nella stessa direzione di marcia e cioè quella di una città sempre più moderna, più europea, più sostenibile, più aperta, più libera, più vicina alla sua storia millenaria.
Il viaggio non è finito. Anzi deve continuare più veloce di prima.
Rimini, tra il 2022 e il 2023, sarà la città più avanti tra tutte quelle che si affacciano sul Mediterraneo, grazie a quanto fatto in questi anni. Un vantaggio competitivo di 10 anni perché è questo il tempo che ci vuole per fare ciò che a Rimini abbiamo fatto e gli altri ancora no. Sì, perché dopo il Covid, la domanda internazionale di turismo richiede spazi, natura, bellezza.
Noi siamo partiti prima, e questo potrà garantirci lavoro, benessere, relazioni, sicurezza, protezione sociale.
Per me, la persona migliore per proseguire questo cammino di orgoglio, di comunità e cambiamento è Jamil! Jamil Sadegholvaad. È assessore ai lavori pubblici del Comune di Rimini, conosce ogni angolo del territorio. È nato a Rimini. Vive a Rimini. Lavora a Rimini. Ama Rimini. È tenace e competente.
Ed ha una storia personale straordinaria, figlio, padre e compagno di una famiglia altrettanto bella e sorprendente. È stato con me fianco a fianco nelle sfide, nelle sofferenze e nelle gioie per la città.
Abbiamo fatto e lavorato, con limiti e difetti, certo, ma mai per una parte o tantomeno un partito. Ma solo per Rimini, per il bene di Rimini. Sì, perché ho sempre pensato e sentito che una città è come una casa più grande, una nostra famiglia più grande. Per questo dico ‘GRAZIE’. Grazie perché se oggi Rimini è migliore di come era, lo si deve a tutti.
A chi ha sostenuto, criticato, condiviso. GRAZIE.
Per quanto abbiamo fatto insieme da riminesi per Rimini in questi 3653 giorni.
GRAZIE di tutto, per le pacche sulle spalle, per le critiche e anche per la sopportazione. E GRAZIE per amare comunque e sempre Rimini. Andiamo avanti nella strada che migliora la nostra città e la nostra comunità.
Con Jamil perché da adesso è già domani. E io lo sosterrò e lo voterò come sindaco perché con lui la città è in buone mani.

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