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Il passato di Rimini e il sindaco del futuro

In queste settimane, si discute molto,  nei corridoi della politica e talvolta sui quotidiani on line o cartacei, del prossimo appuntamento delle elezioni amministrative del 2021 nel Comune di Rimini.

Un appuntamento importante perché coincide con il cambio del sindaco Andrea Gnassi dopo due mandati.

Dico subito, per non essere frainteso, che ho sempre valutato positivamente il lavoro dell’amministrazione comunale di Rimini. Ciò non significa che necessariamente condivida tutto, ma non è questo il problema.

La discussione, il tam-tam tra gli addetti ai lavori, l’idea da far passare per la scelta del nuovo sindaco, è questa: “Non si può ritornare al passato, al vecchio”. Quindi ci sono candidature che hanno in testa il passato e candidature che guardano al futuro. Ovviamente, le seconde coincidono esclusivamente con le proposte o le intenzioni di Gnassi.

Ma di quale passato stiamo parlando? Sono stato protagonista con il sindaco Alberto Ravaioli e la sua giunta di una parte di quel passato. E quando si parla di passato qualcuno pensa al sottoscritto, che per altro come è noto non ha nessun ruolo politico o istituzionale.

Sinceramente mi sono stancato di queste banalizzazioni. Qualcuno lo definisce un passato che ha cementificato, ha avuto poca cura dell’ambiente. E’ questa la realtà? Io penso proprio di no. E’ in atto una grande mistificazione, non da oggi.

Con questi articoli, saranno più di uno, ripercorro quegli anni è ciò che è successo, uscendo da superficialità, racconti di comodo e strumentalizzazioni.

Per altro, per comprendere la Rimini di oggi dobbiamo partire dal 1992. E’ in quell’anno che nasce la prima giunta di Giuseppe Chicchi, ribaltando il pentapartito del sindaco Marco Moretti che si era insediato con le elezioni del 1990. Nasce una giunta di centrosinistra grazie a due consiglieri socialisti, Aldo Mario Cappellini e Massimo Ciuffolini, che tolgono la fiducia a Moretti e grazie all’accordo con una parte del gruppo consigliare della Democrazia Cristiana. Nel 1992 non vi era ancora l’elezione diretta del sindaco.

E’ dalla prima giunta Chicchi che inizia un percorso amministrativo che cambia Rimini e la proietta nel futuro dopo anni di immobilismo politico ed amministrativo dovuti all’instabilità politica.  In particolare due impegni amministrativi segneranno la Rimini negli anni seguenti: il nuovo Piano Regolatore di Rimini e il progetto di grandi opere per dotare la città di funzioni adeguate al ruolo di capoluogo di Provincia che da poco aveva assunto con l’autonomia da Forlì.

Le grandi opere che hanno avuto un percorso di approvazione parallelo con il nuovo strumento urbanistico sono importanti. Nessuna città delle dimensioni di Rimini ha fatto uno sforzo progettuale e finanziario di questa portata. Stiamo parlando di interventi che hanno segnato brani urbani del territorio riminese.

  • CAAR, centro agroalimentare. Mercato all’ingrosso dell’ortofrutta e nuovo polo dell’alimentazione all’ingrosso
  • Nuova Fiera di Rimini
  • Darsena e relativo residenziale
  • Sede della Capitaneria di Porto
  • Palazzo di Giustizia
  • Comando provinciale dei Carabinieri
  • Nuovo Palazzetto dello Sport
  • Nuova Caserma dei Vigili del Fuoco
  • Nuova Questura. Realizzata e mai utilizzata per le note vicende.
  • TRC o Metromare. Primo progetto 1994

La nuova Fiera di Rimini

Tutti questi interventi si sono concretizzati di fatto con le giunte di Alberto Ravaioli, ma erano stati decisi, approvati e finanziati, in varie forme, dalla giunta Chicchi del 1994-1999. Alcuni di quegli interventi si portavano dietro anche i cosiddetti “motori immobiliari”. Realizzazione di appartamenti o direzionale, per ammortizzare il costo dell’opera pubblica. E’ stato così per la Fiera, per la Darsena, per il 105 Stadium. Anche la nuova questura si portava dietro un “motore” immobiliare mai realizzato per le note vicende sull’utilizzo.

Ognuna di quelle opere ha richiesto impegno da parte del sindaco Ravaioli e della sua giunta. La realizzazione della Fiera con la nuova viabilità. A proposito della nuova fiera le abitazioni nate attorno ai nuovi padiglioni, solo per la storia, sono figlie delle delibere del consiglio comunale della legislatura 1994-1999.

Il Caar ha visto l’opposizione dei grossisti a trasferirsi dalla vecchia sede di via Emila alla nuova sede.

La Darsena che ha visto l’opposizione dei concessionari di spiaggia e di parte degli abitanti di San Giuliano mare sino all’ultimo giorno prima dell’inaugurazione.

Marina di Rimini

La sede della Capitaneria, realizzata con decisioni unilaterale con procedura militare, che non ha permesso di modificare in alcun modo il progetto.

Il Nuovo Palazzetto dello sport, con i problemi per la nuova viabilità sul tracciato della vecchia ferrovia Rimini-San Marino.

Non parlo della Nuova Questura e i tanti tentativi da parte del sindaco Ravaioli di sbloccare la situazione con il ministero degli Interni.

Un lavoro di squadra e di staffetta tra le giunte di centrosinistra di Chicchi e Ravaioli come è normale che succeda. Rispettando e riconoscendo il lavoro di chi ti ha preceduto.

E’ questo il passato a cui non si vuole ritornare? Quelle opere non andavano fatte? Rimini doveva rimanere un paesone senza funzioni, al pari di altre località turistiche balneari italiane?

Immagino di No.

Il CAAR

Quelle opere, in realtà, hanno contribuito alla crescita economica e sociale di Rimini e del suo territorio. Questa la mia opinione. Lo era nel passato e lo è ancora oggi. D’altra parte non ho ascoltato particolari critiche allora. Anzi come centrosinistra ne siamo andati tutti orgogliosi. Semmai la critica era la poca attenzione al quotidiano, alla manutenzione ordinaria, alla qualità diffusa.

Evidente che la realizzazione di queste opere hanno cambiato il “paesaggio” di molte zone urbane di Rimini.

L’amministrazione Chicchi ha dato anche un contributo importante ai contenitori culturali in centro storico. L’accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio per il recupero della rocca Malatestiana. L’avvio del recupero degli Agostiniani con il teatro degli Atti. Il teatro Galli con il progetto Natalini. Immagino che neanche in questo caso vi sia un giudizio negativo sul passato, a parte il dibattito che seguirà sul teatro Galli che potrebbe ancora dividere.

Avrò anche occasione di parlare dell’Università, dei tanti edifici recuperati. Un vero motore economico per il rilancio del centro storico

Le grandi opere sono proseguite anche con la giunta Ravaioli, non solo per completare quelle già programmate dalle precedenti amministrazioni, ma prevedendone altre.

Parallelamente le giunte Chicchi (1992-1999) si sono impegnate sul nuovo strumento urbanistico.

Di questo ne parlerò nel prossimo articolo.

Maurizio Melucci

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