Home > Cultura e Spettacoli > IL SEGRETO DI PINO

C’è una casa fantastica a Santarcangelo.
Sulla pareti non c’è un angolo libero: in cucina, in bagno, per le scale, nel corridoio, per non parlare della sala.
Ogni parete è ricoperta di quadri.
Sembra che i muri brulichino di vita propria.
Sono tutti i quadri di uno stesso artista.
Giuseppe (Pino) Boschetti.

arlecchinoNon a caso dico artista e non “pittore”.
L’arte di Boschetti (mi si consenta di chiamarlo Pino), è quella di narrare.
Di narrare con i pennelli.
I suoi quadri raccontano la storia infinita del paese e dei suoi personaggi.
E’ come se il suo punto di vista fosse quello di una rondine, che passa a volo radente sui tetti cogliendo situazioni, momenti, sensazioni.
In ogni angolo, in ogni stradina, in ogni muro scrostato ritratto, si agita un pezzo di vita.
Ogni quadro è composto da tanti quadri, da mille particolari.
La cosa curiosa è che guardando, lo spettatore è intimamente convinto di avere già visto quelle scene.
Quasi fosse proiettato in una dimensione onirica, eppure estremamente familiare.
Io credo di sapere il segreto di questo effetto.
Pino in realtà macina fatti e personaggi reali, li manipola e li impasta con la sua fantasia, ed infine li rispedisce sulla tela ammantati da una luce speciale.
Lo hanno chiamato “il Bruegel di Romagna”, ma a me non viene in mente altro paragone che con il realismo magico di Marquez.
Pino ha la capacità di rendere unica ed irripetibile la vita del paese.
E lo fa anche attraverso i colori.
I colori che usa, o meglio, come li usa.
Il rosso dei mattoni, il blu del cielo o il giallo sporco delle case, pur essendo realistici, non sono mai quelli veri. Sono i colori che in genere vediamo nei nostri sogni. Vividi, brillanti, quasi senza sfumature.
donne-spiaggiaNon voglio fare l’esperto di pittura, perché non lo sono affatto.
Poi sono convinto che alla bellezza non occorrano spiegazioni.
La bellezza si sente.

Stefano Pellizzola

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