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Il SI’ vince il referendum. Gnassi: “Nuova fase”. Tosi: “Governo a casa”

La vittoria del Sì nel referendum è già chiare e arrvano i primi commenti politici, quelli dei sindaci di Rimini e Riccione: di segno opposto.

Dice Andrea Gnassi: “La vittoria del Sì è la decisione degli italiani di aprire una nuova fase di un progetto radicalmente riformista. E’ una decisione netta, che rimette al centro la volontà popolare di avere peso nelle scelte che in una democrazia si fanno, con i territori, con i Comuni, che devono avere il giusto peso nell’architettura istituzionale. Il Sì non è però una sconfitta del No. Si sbaglierebbe a interpretare questo voto come una lotta cruenta tra fazioni opposte, che ricomincia adesso. Da parte di tutti, anche chi ha barrato la croce sul no, c’è la richiesta di un cambiamento riformista del Paese. Le ragioni del no devono entrare nel percorso cominciato oggi con il Si. Oggi, quindi, è la prima tappa di un lungo viaggio. Ripeto, un lungo viaggio da fare tutti insieme. E le persone hanno deciso di partire. Anche i riminesi. Non tradiamo questo viaggio verso un Paese più moderno, più innovativo, più diretto nella partecipazione e nelle forme di coinvolgimento democratico. Anche a Rimini”.

Gli fa eco il segretario provinciale del PD Filippo Sacchetti:

“Una premessa è d’obbligo, ogni referendum è specchio di una volontà popolare che non va politicizzata qualsiasi risultato registri. Non può diventare un’arena di scontro degli uni contro gli altri, ancora peggio resa dei conti tra personalità politiche. Ancor più in un caso come questo, in un periodo quantomeno particolare dominato da altre priorità ed emergenze. Prendiamo atto quindi di questo risultato che non inficia e non avrebbe inficiato in ogni caso l’azione di governo. Tanto che lo stesso Partito Democratico era orientato per il Sì, ma consapevoli delle diversità di vedute interne, persino legittime visto che la direzione nazionale per discutere il tema è stata convocata solo il 7 settembre. Questa vittoria del Sì (a Rimini il 70% del SI) è comunque un’ulteriore iniezione di carburante per continuare a lavorare alacremente all’interno di un patto fra forze di governo di una legislatura iniziata appena un anno fa che ha avuto una priorità su tutte, la gestione della pandemia, delle sue conseguenze e delle relative misure necessarie a fronteggiarne le ricadute. Il referendum stava all’interno di questo stesso patto e ora sarà seguito dalle riforme collaterali necessarie per rendere equilibrato il taglio dei parlamentari, a partire da quella della legge elettorale”.

“L’importante è andare avanti a spron battuto per gestire la situazione economico-finanziaria e spendere al meglio le risorse del recovery fund” prosegue Sacchetti, che chiosa con un accenno al piano locale: “L’affluenza più bassa (51,5% contro il 55,37% in regione) qui da noi è figlia di un insieme di fattori: in primis il fatto che non si votava per qualche Comune o per la Regione, in secondo luogo una stagione estiva ancora non chiusa che ha tenuto la gente più lontana dalle urne che altrove. In ottica delle sfide che avremo davanti, questo è comunque un primo passo perché la politica si impegni ancor più a rendere partecipi i cittadini e individuare rappresentanti autorevoli all’interno delle istituzioni”.

E la presidente dell’assemblea regionale Emma Petitti: “Diciamolo in modo chiaro. Con la vittoria alle elezioni regionali in Campania, Toscana e Puglia si rafforzano il Partito Democratico guidati da Nicola Zingaretti e Andrea Orlando. Il Sì si appresta a vincere ampiamente. Bene.  Ma non deve essere inteso come un sì antipolitico e populista. Tutt’altro. Questo è un Sì per aprire le porte a una nuova e intensa stagione di riforme, ad iniziare da un rilancio e un efficientamento del Parlamento. Ora si proceda!”

Di tutt’altro avviso Renata Tosi: Se i dati definitivi premieranno il SI, dico solo ora comincia il lavoro. Perché questo taglio lineare e netto dovrà essere inserito in una riforma strutturata che possa garantire il lavoro del nostro Parlamento. A leggere bene questo risultato significa che la maggior parte degli italiani pensa che 430 deputati dovranno lasciare il proprio scranno. Bene allora dico che lo facciano già domani, che rispettino il risultato del referendum senza prolungare la vita di un Governo che non è più tale. Da parte nostra vigileremo che non si spinga oltre solo per mantenere quella che sedia che gli italiani hanno voluto tagliare. Vorrei comunque ricordare che il voto referendario va letto insieme al risultato delle Regionali e a tal proposito nel confidare che i risultati finali confermino le previsioni, sono estremamente soddisfatta del risultato nelle Marche con Acquaroli “.

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