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Il sindaco di Saludecio: “Troppe divisioni In Valconca, così perdiamo risorse”

Sindaco del Comune di Saludecio (3.120 abitanti) è dal 25 maggio 2014 Dilvo Polidori (classe 1945) alla guida della Lista di centro-sinistra “Ripartiamo da Saludecio”. Polidori era già stato Sindaco per due mandati, dal 1995 al 2004.

Lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto tre domande.

Il 16 ottobre 2016 si tenne il referendum per la fusione dei comuni di Saludecio, Mondaino e Montegridolfo. I 2.070 cittadini che votarono dissero SI in 1.256 (pari al 61,5%) e NO in 814 (pari al 38,5). I SI prevalsero a Mondaino e a Montegridofo, i NO a Saludecio. Ad un anno di distanza Sindaco come commenta quel risultato?

«Una occasione perduta per cui provo oggi rammarico. Ma ribadisco ancora una volta che io e il Consiglio Comunale di Saludecio abbiamo rispettato la volontà dei nostri cittadini. Del resto nessuno aveva mai detto che contava la sommatoria dei voti nei tre comuni. So benissimo quello che abbiamo perduto: risorse, razionalizzazione del personale. E perché no? Anche l’occasione di costituire un grande Comune . Ma i nostri cittadini sono stati chiari, ed io ho un grande rispetto di loro per fare scelte contrarie alla loro volontà».

Oggi Lei è da qualche mese Presidente f.f. dell’Unione dei Comuni della Valconca, dopo le dimissioni del Sindaco di San Clemente Mirna Cecchini. Cosa succede nell’Unione?

«Spero che presto gli otto Comuni membri dell’Unione riescano ad eleggere un nuovo Presidente. Nell’Unione oggi ci sono tutti i Comuni della Vallata del Conca. In passato non era mai successo. Ma ci sono molte, troppe divisioni in particolare sul trasferimento delle funzioni. Divisioni che penalizzano alla fine tutti i partecipanti: tanto per intenderci se una decisione non è presa all’unanimità (cosa che non avviene quasi mai oggi) le risorse che fluiscono all’Unione da Regione e Stato sono inferiori a quelle che potremmo ottenere. L’Unione governerebbe 28.000 abitanti, se essa fosse una realtà politico-amministrativa coesa.
Lo dico chiaramente: l’Unione deve proseguire e garantire i servizi comuni (possibilmente ampliandoli). Per farlo deve però darsi una consistente riassettata. Ad esempio le funzioni trasferite devono poter contare anche sul personale necessario per farle funzionare. E ci deve essere il personale necessario: ad esempio noi abbiamo 13 vigili urbani per tutti gli 8 Comuni, quando lo standard in rapporto alla popolazione dice che dovrebbero essere almeno 25. E così è per tanti altri servizi.
Se la volontà politica invece non accetta di darsi una nuova riassettata, allora si ponga fine a questa agonia che non è utile a nessuno e si lavori su proposte alternative: ad esempio l’associazione di servizi fra diverse realtà comunali. Una finalità limitata, che non risponderebbe, comunque, in maniera efficiente a bisogni di aggregazione per la gestione di servizi sul territorio. E’ chiaro che a questo punto verrà anche a mancare un progetto politico che guardi avanti per un governo unitario della Vallata del Conca, ma non solo, ancora più grave, verranno a mancare molte risorse.
Se è questo che si vuole lo si dica e ognuno pagherà il prezzo necessario per questa scelta».

Lei è nuovamente Sindaco di Saludecio dal 2014. Quali sono le sue priorità per questi due ultimi anni del suo mandato?

«In questo ultimo anno, dopo l’esito del referendum, abbiamo lavorato per concretizzare quanto avevamo scritto nel nostro programma. Sono progetti concreti per Saludecio e per le sue frazioni. E li stiamo concretizzando, pur nelle difficoltà di bilancio (che peraltro non riguardano solo noi ma tutti i comuni italiani). Direi che sono 4 i progetti a cui stiamo lavorando e mettendo in dirittura di arrivo:

  • la realizzazione della “Casa delle colline”, uno spazio fuori di Porta Nuova a Saludecio, in cui allestire una vetrina dei prodotti di eccellenza, agricoli e industriali, del territorio;
  • i lavori per la messa a norma sismica del Palazzo Comunale;
  • dopo l’acquisto effettuato dalla Curia di un terreno e di un immobile a S. Ansovino, realizzarvi un centro sociale e appartamenti in collaborazione con l’ACER;
  • reperire a S. Maria del Monte un immobile da destinare a centro aggregativo a favore della frazione.

Naturalmente grande attenzione è rivolta da questa Giunta ai temi della scuola e della cultura (in particolare al potenziamento del nostro Centro Lettura). Credo di poter dire che arriveremo all’appuntamento elettorale del 2019 con un consuntivo importante da presentare ai nostri cittadini».

12 luglio 2017. Rimini, Piazza Tre Martiri. Omaggio ai tre Caduti riminesi a Fossoli, di cui uno Renato Mancini era nato a Saludecio. Da sin. l’Assessore riminese Mattia Morolli, il Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Antonella Beltrami, il Sindaco di Saludecio Dilvo Polidori

12 luglio 2017. Rimini, Piazza Tre Martiri. Omaggio ai tre Caduti riminesi a Fossoli, di cui uno Renato Mancini era nato a Saludecio. Da sin. l’Assessore riminese Mattia Morolli, il Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Antonella Beltrami, il Sindaco di Saludecio Dilvo Polidori

Claudia Filippetti

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