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Impiegata delle Poste, nel riminese, rubava i soldi ai correntisti. Licenziata ora rischia il processo

La Procura della Repubblica di Rimini ha chiuso le indagini su due dipendenti delle Poste Italiane con l’accusa una di peculato e l’altra di favoreggiamento.

Secondo la ricostruzione fatta dal Pm Luca Bertuzzi, l’impiegata di un ufficio postale del riminese, avrebbe sottratto dai depositi postali o conto correnti circa 60mila euro. I fatti risalgono al 2015 quando alcuni titolari di depositi postali, quasi tutti anziani, hanno notato ammanchi ed anomalie. Più di una volta era stato chiesto conto all’impiegata di queste anomalie. Tutte le volte veniva data la giustificazione di un errore del terminale o del mancato collegamento, ma tutto si sarebbe risolto rapidamente. Alcuni correntisti della filiale postale si sono rivolta alla direttrice dell’Ufficio (indagata per favoreggiamento) per denunciare gli ammanchi sui loro libretti.

La direttrice, secondo l’accusa, invece di denunciare tutto ha cercato di bloccare ulteriori denunce ed ha evitato di informare i suoi superiori. Ci ha pensato una coppia di anziani che stanchi delle risposte evasive dell’impiegata e della direttrice della filiale hanno scritto alla direzione generale delle Poste Italiane ed hanno fatto denuncia degli ammanchi subiti.

Le ispezioni delle poste hanno confermato tutti gli ammanchi che i clienti avevano notato. Risalire all’autrice è stato semplice. Tutte le operazioni sospette erano partite dal terminale dell’impiegata, con le sue credenziali di accesso e mentre era al lavoro.

L’impiegata è stata licenziata con provvedimento della direzione centrale delle Poste. Ora rischia il processo. Nei prossimi giorni potrebbe arrivare la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Rimini per peculato per l’impiegata 50enne e di favoreggiamento per la direttrice 59enne.

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