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Imprese culturali a Rimini, Unioncamere: “Fondamentali per cambiamento e innovazione”

 “Nel giorno della riapertura, tanto attesa, di musei, cinema, teatri, sale concerto, ecc., abbiamo pensato fosse importante presentare i dati del Rapporto “Io sono cultura 2020”, elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere italiana, in collaborazione con Regione Marche. I dati sono riferiti al 2019 e quindi non tengono conto della crisi causata dalla pandemia. Sono, però, dati appena resi disponibili e che inquadrano perfettamente la situazione. Rappresentano, quindi, una fonte informativa indispensabile per studiare l’impatto delle “imprese culturali e creative”, una realtà fino ad ora poco osservata, ma che merita azioni di sostegno concrete nello scenario pandemico attuale, che ha inciso in modo particolarmente negativo su questo importante comparto – commenta Alberto Zambianchi, presidente della Camera di commercio della Romagna –. I numeri del Rapporto dimostrano che la cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del “made in Italy”.

Cultura e sono asset dello sviluppo capaci di generare importanti ricadute economiche e sono anche “driver di cambiamento e di innovazione”, perché imprimono una spinta propulsiva allo sviluppo sociale, culturale e identitario. Purtroppo, questo Rapporto evidenzia anche che in Italia, nel 2020, i due terzi delle imprese hanno subito una consistente riduzione dei propri fatturati.

Neppure i nostri Territori sono stati risparmiati e la pandemia ha avuto pesanti effetti negativi sulle imprese, sull’occupazione e sulla produzione di valore aggiunto. Va, inoltre, tenuto conto del fatto che nella ripresa, che tutti auspichiamo forte e diffusa, le regole di distanziamento e il calo dei flussi turistici avranno come conseguenze immediate una riduzione delle presenze. Occorre, quindi, programmare iniziative che stimolino la naturale alleanza tra cultura e turismo, affinché si sprigioni un circuito virtuoso che porti benefici a entrambi i settori. Sottolineo, che i nostri Territori – e le loro Istituzioni -, consapevoli della situazione e delle tante difficoltà, stanno promuovendo la realizzazione di percorsi che identificano “la cultura” come un vero e proprio motore di sviluppo e hanno avviato progetti di riqualificazione e valorizzazione del proprio patrimonio, che supportano anche le nuove forme di turismo. Considerata l’importanza di questi asset, la Camera di commercio della Romagna ha inserito a pieno titolo tra le sue linee strategiche per lo sviluppo della competitività del territorio, sia la crescita dell’attrattività turistica, sia quella dei sistemi di produzione culturale”.

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Nel 2019 nel sistema aggregato Romagna – Forlì-Cesena e Rimini le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 3.697 unità: il 48,8% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 38,2% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,9% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,1% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Nel dettaglio, le imprese del “core cultura” hanno un’incidenza, sul totale delle imprese attive, del 4,5%, in linea con il dato dell’Emilia-Romagna (4,6%) e dell’Italia (4,5%).

Rispetto al 2018, nell’area Romagna si rileva un incremento dello 0,6% delle imprese del “core cultura”, a differenza della stabilità regionale e in linea con la variazione positiva nazionale (+0,5%); in aumento sia le industrie creative (+1,3%) sia le attività di performing arts e arti visive (+1,1%), stabili le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico, mentre calano le industrie culturali (-0,5%).

Riguardo al lavoro, si riscontrano 11,2 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 8,7 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti); i 19,9 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in crescita annua del 2,2%, hanno un’incidenza, sul totale degli occupati in Romagna, del 5,7% (5,8% in Emilia-Romagna, 5,9% in Italia). Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 514 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 458 milioni di euro; i 972 milioni di euro di valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale e Creativo, in crescita annua dello 0,8%, hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto prodotto in Romagna, del 4,6% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in provincia di Rimini

Nel 2019 in provincia di Rimini le imprese del “core cultura” (ovvero, attività produttive che generano ricchezza e occupazione e che sono direttamente riconducibili ai settori culturali e creativi), ammontano a 1.799 unità: il 49,8% del totale sono attività afferenti al mondo dei servizi (architettura, design e comunicazione), il 37,4% attività di produzione di beni e servizi culturali replicabili (audiovisivo e musica, videogiochi e software, editoria e stampa), il 12,6% attività di performing arts e arti visive (quelle legate a beni e servizi culturali non riproducibili, tipo gli spettacoli dal vivo) e lo 0,2% attività connesse alla conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Nel dettaglio, le imprese del “core cultura” hanno un’incidenza, sul totale delle imprese attive, del 4,5%, in linea con il dato dell’Emilia-Romagna (4,6%) e dell’Italia (4,5%).

Rispetto al 2018, in provincia si rileva un incremento dello 0,6% delle imprese del “core cultura”, a differenza della stabilità regionale e in linea con la variazione positiva nazionale (+0,5%); in aumento le industrie creative (+1,6%), stabili sia le industrie culturali (-0,1%) sia le attività che si prendono cura e valorizzano il patrimonio storico e artistico, mentre calano le attività di performing arts e arti visive (-1,3%).

Riguardo al lavoro, si riscontrano 5,6 mila occupati nelle imprese del “core cultura” e 4,2 mila occupati nelle imprese del “creative driven” (imprese che, pur non facendo parte della filiera, impiegano contenuti e competenze culturali per accrescere il valore dei propri prodotti); i 9,8 mila occupati del sistema produttivo culturale e creativo, in crescita annua dello 0,9%, hanno un’incidenza, sul totale degli occupati provinciali, del 6,0% (5,8% in Emilia-Romagna, 5,9% in Italia).

Nella classifica nazionale, stilata su 107 province, nel 2019 Rimini occupa il 17° posto per peso degli occupati del S.P.C.C. sul totale dell’economia locale, in miglioramento di due posizioni rispetto al 2018 (19°).

Per quel che concerne, invece, la ricchezza prodotta, il valore aggiunto delle imprese del “core cultura” ammonta a 252 milioni di euro mentre quello delle imprese del “creative driven” si attesta a 214 milioni di euro; i 466 milioni di valore aggiunto del sistema produttivo culturale e creativo, in crescita annua dello 0,8%, hanno un’incidenza, sul totale del valore aggiunto provinciale, del 5,0% (5,1% in Emilia-Romagna, 5,7% in Italia).

Nella classifica nazionale, sempre su 107 province, nel 2019 Rimini occupa il 29° posto per peso della ricchezza prodotta dal S.P.C.C. sul totale dell’economia locale, in peggioramento di una posizione rispetto al 2018 (28°).

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