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In Germania i pit-bull non sono graditi

Sono già due le volte che in canile entrano dei pit-bull in seguito a rinunce di proprietà per un motivo molto particolare: il loro padrone ha dovuto stabilirsi in Germania per lavoro. In alcune regioni della Germania, infatti, non vogliono questa razza perché considerata pericolosa. Quindi chi deve andare in queste regioni (o Länder) in modo permanente è costretto, se ha un cane simil pit-bull ad ‘abbandonarlo’. Sul web troverete lista di razze e regioni. Non solo simil pit-bull ma varie tipologie di molosso. A Monaco di Baviera le maglie della legge sono un po’ più larghe: il cane non deve avere 18 mesi, e può entrare con un certificato caratteriale ‘negativo’ che attesta che non è pericoloso, appena il cane avrà compiuto all’età sopra citata, deve essere sottoposto ad una ulteriore perizia comportamentale da parte di esperti. Regole ferree anche per i turisti. Possono portare i cani, ma devono avere tre diversi documenti: certificato di razza, e delle vaccinazioni e certificato caratteriale (perizia comportamentale). Altre regioni sono: Baden – Wurttemberg; Brandenburg (dove si trova Berlino); Amburgo e Assia. Ma la Germania non è l’unico paese ad aver messo un divieto simile; tra gli altri: Inghilterra, Svizzera, Portogallo e Danimarca. È comprensibile che in questo momento in cui il mercato dal lavoro è in crisi, qualcuno cerchi possibilità altrove, magari in uno stato dell’Ue come la Germania dove le possibilità sono decisamente più ghiotte, anche se il prezzo da pagare è alto: si lasciano parenti e amici ma anche l’amato cane. Ma se la Germania ha dimostrato di essere molto più avanti di noi su molte cose, tra questi il mercato del lavoro, appunto, c’è da chiedersi come mai non riesca a comprendere che un qualsiasi cane può diventare pericoloso, anche i loro amato Pastore Tedesco, che non c’è in nessuna lista di nessuna regione, se non gestito con responsabilità. In questi casi non si dovrebbe generalizzare, ma valutare caso per caso, perché non è giusto imporre che una famiglia debba separarsi dal proprio cane. Basterebbe, ad esempio, a trasferimento avvenuto, imporre un corso con un educatore cinofilo per valutare e nell’eventualità correggere il cane, e la relazione. Le soluzioni ci sono, basta trovarle! E come sempre bisogna attendere che le associazioni animaliste internazionali e/o tedesche si muovano perché queste leggi cambino. Si presume che tale regole siano state imposte dopo una serie di eventi, accaduti anni fa, in cui dei simil pit-bull lasciati incustoditi o mal gestiti hanno aggredito delle persone, apparentemente senza motivo.
Giovanna Foschi

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