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In Romagna 10 volte i casi di un anno fa ma un terzo di morti, Rimini sempre la peggiore

Anche nell’ultimo monitoraggio settimanale AUSL la provincia di Rimini conferma tutti i suoi record, purtroppo sempre negativi. Fra il 3 e il 9 gennaio risulta ancora la meno vaccinata della Romagna, quella dove ci sono stati più morti per covid e dove l’incidenza e la corsa del contagio sono più elevate. E’ inoltre il distretto con più sanitari sospesi perchè non vaccinati.

Nella settimana dal 3 al 9 gennaio in Romagna sono stati eseguiti 95.815 tamponi (molecolari e antigenici) registrando 39.243 nuovi casi positivi (41%). “Come la scorsa settimana si registra un deciso aumento dei nuovi casi sia in termini assoluti (+ 19.263) che percentuali in relazione alla diffusione della cosiddetta variante Omicron”, giuntaper ora al 39%, come rileva AUSL Romagna. In aumento il tasso d’incidenza totale dei nuovi casi negli ultimi sette giorni /100.000 abitanti in tutti i distretti.

gIl virus colpisce di più fra 12 e 29 anniRiguardo le fasce d’età, risultano più colpite quelle fra 20 e 29 anni e a seguire 12-19 anni.

La situazione nelle scuole vede la maggior parte dei casi concentrarsi nella fascia d’età 14-18 anni, mentre

risultanoSi registra un tasso di occupazione di posti letto da parte di pazienti affetti da COVID in aumento da più di dieci settimane ed in totale sono ricoverati 463 pazienti, di cui 39 in terapia intensiva.

“Considerando l’andamento dei nuovi casi, dei ricoveri totali, dei ricoveri in terapia intensiva e decessi da inizio pandemia – prosegue l’Azienda sanitaria – si vede come a differenza delle ondate precedenti l’aumento considerevole dei nuovi casi delle ultime settimane non ha corrispondenza di ricoveri e decessi in egual modo, grazie alla diffusione della vaccinazione”.

Questa settimana si sono verificati otto focolai nelle strutture ospedaliere nell’ambito di Ravenna, Rimini e Cesena.In provincia di Rimini anche focolai in residenze per anziani.

Complessivamente sono stati sospesi 267 operatori tra dipendenti e convenzionati in tutta l’azienda USL della Romagna, due in più rispetto alla scorsa settimana entrambi in provincia di Rimini.

“Come ci si aspettava la curva dell’epidemia sale ancora. – commenta Mattia Altini, direttore sanitario di Ausl Romagna – I dati settimanali confermano infatti un ulteriore balzo dei contagi su tutto il territorio romagnolo. Di pari passa cresce anche l’occupazione dei posti letto covid, soprattutto nei reparti di degenza ordinaria. Lo scenario però è migliore rispetto alle ondate precedenti. L’aumento considerevole dei nuovi casi nelle ultime settimane non ha corrispondenza di ricoveri e decessi in egual modo, grazie alla diffusione della vaccinazioni. Il livello di ospedalizzazione è quindi notevolmente più contenuto, anche se, con il virus che corre a ritmi così sostenuti, siamo pronti in caso di necessità ad aumentare i posti letto da dedicate ai malati covid che necessitano di cure ospedaliere”.

“La sfida – prosegue – sarà cercare di mantenere il non facile equilibrio tra servizi e spazi dedicati ai pazienti covid e attività ordinaria. Il livello di guardia insomma resta alto, siamo preoccupati ma non allarmati. Confidiamo nelle ultime misure messe in campo dalla Regione e dal Governo per contenere l’impatto determinato dall’avanzata di Omicron. La possibilità di effettuare gratuitamente il tampone rapido di fine isolamento e quarantena nelle farmacie del territorio che ringrazio per il prezioso supporto che ci hanno dato fin dall’inizio della pandemia e più che mai a partire da questi giorni, sarà certamente di grande aiuto. Sul fronte vaccinale, con l’introduzione dell’obbligo vaccinale per tutti i cittadini over50 e la certificazione rafforzata sempre più indispensabile, speriamo in un aumento della copertura vaccinale in tutte le fasce di età”.

“Cosa che è davvero necessaria, anche per ridurre i ricoveri che ricordiamo continuano a riguardare in prevalenza persone non vaccinate” conclude Altini.

 

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