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Inchiesta appalti, il Partito Democratico di Rimini contro la Lega: “Sciacalli e approfittatori”

Mentre tiene banco la questione inerente l’indagine Acquarena – Tecnopolo, in attesa dell’udienza preliminare in programma martedì 24 settembre al Tribunale di Rimini, va in scena il “processo” politico tra i diversi schieramenti. Nella giornata di ieri il capogruppo della Lega in consiglio Marzio Pecci aveva evocato il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Un j’accuse cui l’amministrazione stessa aveva ventilato di rispondere con una querela. Nel pomeriggio di oggi, con una nota, il Pd di Rimini condanna duramente l’attacco arrivato dai banchi della Lega, in particolare dal capogruppo Marzio Pecci.

Sciacalli e approfittatori. Chi usa le questioni di carattere giudiziario per interessi di partito può essere definito solo in questo modo. Gli esponenti della Lega, tra cui il capogruppo Marzio Pecci, affermando che la menzogna impera nella politica del Pd e urlando al coinvolgimento del sindaco Gnassi, non stanno facendo altro che strumentalizzare per fini politici la faccenda dell’inchiesta Tecnopolo – Acquarena. Parole e accuse che confermano l’abitudine dei politici della Lega di usare metodi meschini, facendo leva su fatti oggetto d’indagine (e quindi ancora da accertare) per attaccare il Comune di Rimini e il Pd utilizzando parole trite e ritrite. Lo stesso schema messo in atto per il caso di Bibbiano, a dimostrazione dell’assenza di argomenti e della povertà d’inventiva. Non sono altro che accuse pretestuose, generate da un atto di vendetta politica (le rivelazioni dell’ex assessore Biagini), alimentate per colpire un’amministrazione che giorno dopo giorno sta costruendo un domani migliore per la sua città. 

Ci permettiamo di dare un consiglio ai “compagni” della Lega: forse sarebbe meglio che contassero fino a 10 prima di parlare, visto che in “casa loro” le cose non sembrano andare proprio benissimo. E’ di ieri, infatti, la notizia che alla sindaca di Riccione, Renata Tosi, è stato notificato l’avviso della conclusione delle indagini, che va a sommare a un presunto abuso edilizio l’ipotesi del reato di abuso d’ufficio, in seguito ad alcuni interventi effettuati nella sua abitazione.

Per quanto riguarda l’inchiesta Tecnopolo Acquarena, e così le accuse rivolte dalla Lega al Pd e ai suoi amministratori, noi ribadiamo la massima fiducia nell’istituzione giudiziaria, in attesa dello svolgimento delle indagini. La stessa fiducia che riponiamo nell’amministrazione  e nelle istituzioni del Comune di Rimini, convinti delle operazioni di rinnovamento che si stanno portando avanti per la città. Sulla base di queste convinzioni, nel caso in cui giungessero offese a carattere diffamatorio anche nei prossimi giorni, non esiteremo a querelare i responsabili”.

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