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Indino a Pullè e Majolino: “Io al CAAR da oltre un anno, livore perché non hanno niente da dire”

Gianni Indino, presidente Confcommercio della provincia di Rimini replica immediatamente ai capogruppo di maggioranza Fabrizio Pullé di NOI Riccionesi e  Sara Majolino della Lista Civica Renata Tosi, che hanno tirato in ballo il suo ruolo nel CAAR, Centro agro-alimentare riminese, nella polemica sulla Notte Rosa da farsi o no.

“Rispondere a considerazioni politiche con un attacco personale – scrive Indino – basta già per capire che chi amministra Riccione non ha risposte per entrare nel merito della questione illustrando le proprie ragioni. Evidentemente di ragioni valide non ce ne sono. Questo mi dispiace più dell’attacco stesso, ancora una volta pretestuoso e strumentale. Non devo certo giustificarmi del mio lavoro, né delle mie idee, che esprimo in virtù del ruolo politico e apartitico che ricopro in qualità di presidente provinciale di Confcommercio-Imprese per l’Italia”.

E prosegue: “Il mio unico obiettivo, quello sempre ben presente ed esclusivo, è l’interesse delle migliaia di imprese che rappresento e del territorio in cui operano. Idee che a volte abbracciano quelle delle amministrazioni, altre volte ne sono lontane. Non ho mai risparmiato critiche né all’amministrazione riccionese, né a quella riminese, né ad altri Comuni quando ho ritenuto che le loro scelte o le loro parole non fossero adatte alla valorizzazione e allo sviluppo del nostro sistema imprenditoriale. Di esempi è inutile farne: ne sono piene le cronache giornalistiche degli ultimi anni”.

“Entrando nel merito della mia nomina a presidente del CAAR, su una cosa Pullè ha ragione: non ho mai lavorato nell’agroalimentare, esattamente come i manager di Trenitalia non hanno mai guidato una locomotiva. Mi stupisce questo livore quando questi atti sono pubblici da oltre un anno, ma non il metodo strumentale con cui è stato esposto. Appartengo ad un’associazione di categoria, come il mio predecessore al CAAR e credo di essere al pari suo anche un buon dirigente. I fatti sono lì a dimostrarlo e questo, senza retorica, dovrebbe bastare anche ai miei più accaniti delatori”.

“Purtroppo però, invece di dare risposte a questa crisi clamorosa per cui serve mettere in campo tutte le forze possibili e la massima unione di intenti, siamo qui a perdere tempo ed energie in liti da cortile che la meravigliosa Riccione non meriterebbe. Se l’amministrazione è ostile ai giovani tanto da chiedere la soppressione della fermata dei treni a Riccione nei giorni della Pink Week perché non in grado di gestire i flussi turistici giovanili che a Riccione sono sempre stati di casa, dovrebbe appendere la fascia al chiodo invece di addossare le responsabilità alle altre istituzioni o cercare di affossare il lavoro degli altri”, conclude Gianni Indino.

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