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Inerzia della Regione Emilia Romagna sui fondi per la non autosufficienza

Come ho già abbondantemente evidenziato negli articoli precedenti, e nello specifico in quello riguardante l’uso dei fondi FRNA, per finanziarie voci di spesa come: spese di cancelleria, stampa di libricini, manifestazioni di ballo, spese per pulizia etc., ad oggi non risulta che nessun membro della Giunta Regionale e relativi Consiglieri, abbiano sollevato il problema o si siano adoperati ad attivare controlli su come i distretti sanitari, e nello specifico quello di Rimini Nord, presieduto dal Vice Sindaco Gloria Lisi, se i progetti attivati siano meritevoli di ricevere tali fondi e come utilizzano questi fondi.

Chiamata in causa sul tema specifico, attraverso un post su Fb, quello dei controlli ad esempio, la Consigliera Regionale Nadia Rossi, risponde che le richieste avanzate, sono solo affermazioni, probabilmente non le ritiene prive di fondamento, eppure negli articoli pubblicati sono chiaramente esposti fatti, numeri e cifre. Invitavo anche l’assessore al Bilancio Emma Petitti ad attivarsi con gli strumenti e nelle sedi opportune, ma ahimè nulla si è mosso in questi due mesi circa.

La buona politica, egregia Nadia Rossi, deve farsi carico anche di controllare su come i fondi destinati all’assistenza domiciliare per anziani e disabili sono utilizzati, da chi ha il compito finale di spenderli, non ci si può limitare solo a stanziare fondi senza poi controllarne come siano spesi, per poi chiedere una compartecipazione alla spesa da parte di soggetti deboli sia economicamente che fisicamente.
La buona politica, egregia Nadia Rossi, dovrebbe avere una cabina di regia unica a livello regionale, che esprima un parere vincolante sull’attivazione dei progetti, ogni ente decide in modo autonomo cosa fare e come farlo, attivando progetti, che a parere dello scrivente, nulla hanno a che fare con l’assistenza domiciliare.

La buona politica, egregia Nadia Rossi, dovrebbe ascoltare le reali necessità degli utenti, ma a quanto pare sono tutti animati da buone intenzioni, ma allo stato pratico gli utenti subiscono decisioni prese dall’alto senza poter in nessun modo avere titolo di proferir parola.
Grazie alle novità volute dalla Dott.ssa Gloria Lisi, avvallate dai sindacati, oggi molte persone hanno rinunciato all’assistenza domiciliare, non perché non necessaria, ma “strozzati” da burocrazia dai tagli agli stessi e dai costi che persone con redditi medio bassi non possono permettersi, devono decidere se farsi assistere o mangiare o pagare le bollette, cosa che a quanto pare arriverà anche per gli assegni di cura.

Vengono approvate leggi contro la povertà e reddito d’inclusione e tra i requisiti trovi Isee non superiore a 20.000,00 euro ed altre variabili consultabili sul sito https://welforum.it/wp-content/uploads/2017/09/MLPS-slide-su-REI.pdf , per aiutare le famiglie in difficoltà. mentre per poter ricevere l’assistenza domiciliare a titolo gratuito devi avere un Isee inferiore ai 7.500,00 euro e non essere proprietario di immobili. Il parametro di proprietà è voluto fortemente dal Dott. Mazzotti, a quanto pare, il quale percepisce dal Comune di Rimini emolumenti lordi pari a 106.000,00 c.a. all’anno e non è dato sapere quanto percepisce come capo del Comitato di Distretto Sanitario di Rimini Nord; facile vincere così.

Sul tema dell’introduzione del parametro di proprietà per l’erogazione o meno dell’assistenza domiciliare, voci di corridoio affermano che vi sia anche una validazione operativa da parte della Dott.ssa Galimberti, nominata come responsabile della nuova Unità Operativa per la non autosufficienza dal 01.04.2018, mentre il Dott. Mazzotti è in attesa di essere riconfermato a capo del comitato di Distretto Sanitario di Rimini Nord, nomina non ancora effettuata solo per la mancata convocazione del comitato.

Gli articoli sino ad oggi scritti su questo tema, pare abbiano sortito l’effetto di rimandare l’applicazione dei nuovi parametri al 2019. Anche se pare che si vogliano stipulare accordi con le banche, per far in modo che gli anziani e disabili, proprietari di immobili, per avere l’assistenza domiciliare accedano a finanziamenti agevolati; rasenteremmo l’assurdo. Continuerò a vigilare e a denunciare pubblicamente queste pratiche, che seppur consentite dalla legge, non sono moralmente accettabili per i nostri anziani e i nostri disabili, i quali devono finalmente avere l’attenzione e il trattamento dignitoso che una società civile deve riservargli.

Leonardo Carmine Pistillo

La nuova scheda parametri comprese le voci di proprietà immobiliare:

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