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Inizia la scuola ed è sempre più cara

Quest’anno, mediamente per i libri scolastici più 2 dizionari si spenderanno 531,70 euro per ogni ragazzo, il +0,4% rispetto allo scorso anno (calcolo effettuato prendendo in considerazione le diverse classi delle scuole medie inferiori, licei ed istituti tecnici).  Le spese saranno particolarmente elevate per gli alunni delle classi prime. Sono i dati pubblicati dalla Regione Emilia Romagna sulla base delle indagini svolte dalle associazioni dei consumatori.

Dunque, nonostante i reiterati tentativi di contenere i costi per l’istruzione, questi continuano a lievitare, anche se all’incirca in linea con il tasso di inflazione.

Nel dettaglio:

  • uno studente di prima media spenderà mediamente per i libri di testo più 2 dizionari 485,20 euro (il +0,2% rispetto allo scorso anno). A tali spese vanno aggiunti 514,00 euro per il corredo scolastico ed i ricambi durante l’intero anno, per un totale di 999,20 euro.
  • Un ragazzo di prima liceo spenderà per i libri di testo più 4 dizionari 797 euro (il -0,2% rispetto allo scorso anno), più i 514 euro  per il corredo scolastico ed i ricambi, per un totale di ben 1.311 euro.

Inoltre le spese per i libri continuano a superare in molti casi i tetti di spesa fissati dal Ministero.

È dunque indispensabile adottare misure concrete che consentano alle famiglie di risparmiare: incentivando al massimo l’editoria elettronica (un dizionario online può costare anche 8 euro); rendendo disponibili in rete gli aggiornamenti per le nuove edizioni, senza obbligare l’alunno ad acquistare necessariamente un testo nuovo; ampliando i prestiti dei testi da parte delle scuole.

A proposito di editoria elettronica, oggi i testi scolastici sono spesso corredati da supporti informatici che si traducono in costi ulteriori, trattandosi di cd-rom. Una tecnologia che la condivisione di contenuti sul web ha reso già desueta e costosa: il tempo passa velocemente in questi campi.

Forse la scuola dovrebbe dunque anche interrogarsi su come utilizzare le tecnologie con cui i ragazzi hanno più familiarità. Insomma, invece di vietare a priori gli smartphone nelle scuole, sarebbe tempo di capire come semmai poterli utilizzare in un percorso didattico.

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