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Innovazione a Rimini, i ragazzi di EthicJobs

Nella nostra città si assiste da qualche tempo ad una sorta di contagioso fermento creativo. Forse per la presenza dell’Università e anche per la particolare congiuntura economica che vede la nascita di idee e proposte in direzione bottom-up, dal basso verso l’alto, cioè dalle persone e dalla collettività verso la res publica, si assiste alla nascita di numerose attività a carattere imprenditoriale e non solo.

Le iniziative sono tante e diverse tra loro per natura, ma hanno come denominatore comune quello di avere una forte valenza social-culturale e di espandersi rapidamente anche sui social network.

Una in particolare ci ha colpito. Si chiama Ethicjobs e nasce dall’intraprendenza di un gruppo di neolaureati nel nostro Ateneo.

Fra i promotori, Luca Carrai, che viene da Castiglione della Pescaia in provincia di Grosseto ed ha 27 anni.

Luca, perché ti trovi a Rimini?

«Sono arrivato qui per motivi di studio e l’anno scorso mi sono laureato in Tourism Economics and Management. Nel campus di Rimini si respira un’atmosfera internazionale e la città mi è subito sembrata all’avanguardia sotto molti aspetti».

Adesso cosa stai facendo?

«Subito dopo la laurea mi sono interessato al mondo delle startup immergendomi in una realtà territoriale che mi pareva briosa e frizzante. Infatti, già durante gli anni del corso di studi, insieme ad alcuni colleghi, abbiamo fondato l’Associazione Slash, la prima del campus Riminese. Uno degli scopi di questa Associazione era quello di entrare in contatto con il territorio e lo abbiamo raggiunto organizzando diverse iniziative e partecipando ad altre in ambito cittadino. Personalmente ho poi messo a frutto queste esperienze vincendo un bando per il finanziamento di nuove idee imprenditoriali presso il Cescot. Poi, sono stato finalista a SmartInno, iniziativa organizzata nell’ambito delle attività portate avanti dal piano strategico del Comune di Rimini».

E l’idea di Ethicjobs come è nata?

«Nel novembre dello scorso anno, facendo sintesi delle esperienze vissute ho avuto una specie di intuizione. Volevo cercare di risolvere i problemi di tutti affrontandoli secondo un punto di vista insolito, provando a creare nuovi strumenti e conoscenze partendo dalle variabili causa ed effetto».

Cioè?

«Ethicojobs è un modo nuovo di affrontare le questioni del mondo del lavoro, uno strumento per tentare di innalzare gli standard qualitativi della vita delle persone che possono essere misurati con indici relazionali e sociali e non più solo con il PIL».

Quale valore aggiunto potrebbe creare Ethicjobs per il nostro sistema turistico?

«Il benessere, oltre che dai canali tradizionali come il movimento fisico, il mangiare sano, l’essere circondati da un ambiente gradevole e non inquinato, passa anche attraverso noi stessi e da come stiamo mentre facciamo il nostro lavoro. Quindi ben vengano la riqualificazione della città a sostegno della gradevolezza ambientale e del wellness diffuso, se unite ad uno sforzo comune verso il miglioramento delle condizioni lavorative di ciascuno di noi. Ethicjobs mette a disposizione dei consumatori uno strumento per premiare le realtà virtuose, ovvero le aziende e gli esercizi commerciali che hanno dipendenti “felici”».

Posso chiederti perché non sei andato all’estero come hanno fatto o stanno facendo tanti tuoi coetanei?

«Ho pensato di farlo, ma se andiamo tutti all’estero, chi rimane qui a cercare di migliorare le cose?! In ogni caso posso sempre farlo tra qualche anno…».

Che cos’è l’etica per te?

«È una sovrastruttura mentale inconscia che dovrebbe essere condivisa per natura. È quella vocina che, se la sai ascoltare, ti dice quello che è giusto fare, è il bene comune e la consapevolezza di come devono andare le cose. Capire come deve andare il mondo e cercare di andare a favore di vento. L’etica lavorativa è composta da tante variabili, anche relazionali: il rispetto, la legalità, l’amore per il prossimo, la visione globale, l’empatia, eccetera…».

Come vedi il futuro?

«Come giovane uomo lo vedo bello, roseo, pieno di soddisfazioni ma anche di emozioni, di gioie e di soddisfazioni.
Come AD di Ethicjobs lo vedo duro, pieno di ostacoli e difficile, ma il nostro gruppo di lavoro terrà saldi i propri principi e le proprie convinzioni, consapevole dei propri valori e di essere sulla giusta strada: una strada etica che passo dopo passo ci porterà a costruire il futuro che desideriamo o quanto meno a dare il nostro piccolo contributo per un mondo migliore».

www.ethicjobs.com

Marco Sanchini

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