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Intervista a Mariano Gennari, il primo sindaco 5 Stelle della Romagna, due anni dopo

Un venerdì sera di agosto, con la luna calante sopra Gabicce, finisce a notte fonda con Mariano Gennari che sul palco si congratula coi Rangzen. “Indipendenza” significa in tibetano il titolo del gruppo di Claudio Cardelli e dei suoi figli, l’eclettico vocalist Ricky e il raffinato chitarrista Francesco che col loro travolgente concerto di tre ore della musica che ha fatto la storia del rock, hanno riempito la Piazza Primo Maggio. Il legame con Cattolica del gruppo è Radio Talpa e lo è Claudio, presidente dell’associazione Italia-Tibet che presto porterà a Cattolica, Pesaro e Urbino il Dalai Lama, cittadino onorario dal 1994 di Rimini, prima città d’Italia a dare il riconoscimento politico al capo spirituale del Tibet in esilio, già Premio Nobel per la Pace.

Cattolica, prima città della Romagna amministrata da una maggioranza dei 5Stelle. La mia telefonata a Mariano Gennari, suonava più o meno così: accetti un’intervista per Chiamamicitta.it… “A Chiamamipd, vorrai dire? E’ così che lo chiamiamo noi”. E io a spiegargli che è una testata libera ed io una giornalista freelance, oltre che radicale prestata al Pd. Così con tutte le carte scoperte in tavola, Mariano Gennari precisa da dove viene lui.

“Sono stato cresciuto ed educato dal mio nonno paterno, un comunista vero, rigoroso, molto noto a Cattolica che è perfino andato a Roma a restituire la tessera a Togliatti perché secondo lui non si occupava abbastanza di controllare chi nel partito faceva soprattutto i propri interessi. E prima che ai 5Stelle oltre al Pci di Berlinguer il mio voto è andato ai radicali”. Affinità, dunque.

L’ecologia, il mare, ci accomuna. Si congratula per la nascita dell’associazione Basta Plastica in Mare.

“Sai che da noi in Comune l’ordine del giorno contro l’abuso della plastica è passato all’unanimità. Già stiamo occupandoci di eleminare bicchieri e bottigliette usa e getta, in tutti gli uffici comunali. E’ un tema fondamentale della nostra epoca, sul quale porre urgentemente dei correttivi. Soprattutto per noi che viviamo di mare. Lavoreremo insieme – mi dice – sentirò i pescatori e i mitilicoltori… che qui a Cattolica sono forti. Faremo un tavolo comune. Dobbiamo cambiare passo. E’ tutto diverso dalla nostra gioventù, quando le cozze, le vongole, il nostro pesce, lo incontravamo subito, tuffandoci qui non dovevamo fare altro che raccoglierlo, noi che abbiamo la fortuna di essere sotto Gabicce e il San Bartolo. Ora ce n’è sempre meno. La pesca a strascico ha fatto danni irreparabili. La flora e la fauna marina erano rigogliosi, belli e in salute. Non c’era alcun bisogno di allevare artificiosamente e pescare raschiando i fondali, disperdendo plastica nel nostro mare, come accade ora per le mitilicolture. Il mare è patrimonio e risorsa inestimabile, dobbiamo amarlo e proteggerlo, noi per primi.”

Mariano Gennari sei sindaco da due anni a Cattolica, e alcuni dicono che non vedono nulla, che tu a differenza di Gnassi non hai un’idea di città.

“Bene parliamone. Ti racconto quanti pesantissimi fardelli mi sono ritrovato. Tra mutui mai pagati e cause milionarie che incombevano sul bilancio della nostra città: con la Cassa di Risparmio di Cesena, per la Regina Maris di 8 milioni dal ’97. I 7 milioni di swap del 2003, derivati BNL. Poi Bus Terminal, il debito pregresso di 25 milioni più la causa in corso… e Villa Fulgida, il Porto fermo da anni. Ora però stiamo risanando e guardando al futuro. Abbiamo già la vasca di laminazione e nel 2021 con i primi 2 milioni e 600 mila euro insieme ad Hera, Atersir e Sis mettiamo mano al piano d’ambito ottimizzato. Cioè le fogne. Depurando le acque che vanno al mare come voi state facendo a Rimini. Perché se il tubone che scarica al largo ora salvaguarda la balneazione, non lo fa però col mare. E a noi questo interessa, per cui le risorse impiegate nel 2027 diventeranno 8 milioni per la separazione delle reti.”

Dunque è un problema di disponibilità economiche?

“Certo, anche. Ovvio che in un recente passato (il governo precedente s’intende ndr) con un sindaco come Andrea così abile sui progetti e gli eventi cultural-turistici, a Rimini le risorse vi sono cadute a pioggia, così poi gli ho detto, scherzando: ora è finita la pacchia, eh! E lui ovviamente “mi ha mandato”. No il problema di Cattolica è che i sindaci che mi hanno preceduto si sono sempre avvalsi di strumenti vecchi. Superati. Vale per Cecchini, ma anche per Micucci e Pazzaglini che avevano Daniele Fabbri, bravissimo dirigente e caro amico, ma non vocato alle nuove metodologie. La mancata innovazione della macchina amministrativa ha pesato. Mentre io tra le mie prime azioni mi sono voluto garantire la collaborazione di Baldino Gaddi, portandolo via alla Tosi da Riccione. So che anche la Raggi lo avrebbe voluto a Roma. Ma a noi serviva qualcuno in grado di dare una spinta in più. Gaddi ha una grande cultura nelle più avanzate tecniche di management pubblico, tant’è che ha al suo attivo importanti pubblicazioni. Così stiamo trasformando da dentro il sistema, per questo da fuori si vede ancora poco. Ma abbiate fiducia. Stiamo arrivando. La stagione turistica di quest’anno che segue alla crescita dello scorso anno che come sappiamo tutti, era dopata dalle disgrazie altrui, è un’ulteriore conferma di crescita. E per la 22° volta abbiamo ricevuto la bandiera blu di Goletta Verde”.

Altra critica che ti fanno è che sei politicamente solo.

“Argomento che nasce dal fatto che come sempre accade in una squadra c’è chi è più forte e motivato, e con cui hai più affinità, e chi meno. Ho due assessori molto in gamba. E’ con Fausto (Battistel) forse proprio perché lui è un grillino della prima ora (un po’ fondamentalista, ndr?) ed io dell’ultima, dunque più dialogante, ci troviamo spesso in disaccordo. La mia mentalità è più libera non contro ma per… Ero già con Di Maio e governativo, forse perché non essendo stato consigliere 5Stelle, prima di essere eletto, non ho mai fatto un giorno di opposizione. Non mi risulta difficile ammettere di essere orgoglioso di appartenere a una regione come l’Emilia-Romagna. Bonaccini ha lavorato bene sui servizi, la sanità in particolare, e allora siccome lui non veniva da me, sono andato io da lui. Per ragionare e ottimizzare, insieme. Credo sia utile alla comunità collaborare con i migliori, riconoscendo le competenze dove ci sono. Io mi terrei Gnassi sempre al Turismo perché sa farlo, però vorrei che il Pd smettesse di ragionare da poltronificio, sistemando, a prescindere dalle abilità effettivamente riconosciute “i suoi” di qua e di là. Anche a me qualcuno ha chiesto se avevo dei nomi da dare per gli enti partecipati, ma io ho risposto che non ne avevo.”

E qui interviene Elena moglie di Mariano Gennari, interessante per vivacità e stile…

“Sì perché lui è così, indipendentemente dall’appartenenza al Movimento. Accettando di candidarsi e fare il Sindaco da quel che guadagnava col suo lavoro, un budget annuale importante che a me permetteva di crescere la famiglia senza occuparmi del lato economico, ha dovuto sospendere il suo impegno di responsabile commerciale di grandi aziende vitivinicole la cui necessità era di averlo perennemente a disposizione. Così ora anche io ho dovuto costruirmi una vera professione, ma non mi dispiace in effetti. Insieme a Roberta, la mia amica di sempre, riforniamo i migliori ristoranti di pesce d’Italia (e anche fuori)… ”.

Di mitili?, chiedo io preoccupata (perché dobbiamo tentare di risolvere l’annoso problema delle calze di plastica che le mitilicolture disperdono). Ed Elena tassativa: “No, no, di ostriche e crudités”.

Foto di copertina: il sindaco Mariano Gennari ed il concerto dei Rangzen in piazza 1°maggio il 3 agosto

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