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Invasione di Noci di Mare, pesca a rischio in Adriatico

La chiamano “Noce” ma non cresce sugli alberi. Sembra una medusa ma non lo è. Di sicuro, la Noce di Mare è nell’elenco delle 100 tra le specie invasive più dannose al mondo. E questa estate, per la prima volta, ha fatto la sua comparsa in modo massiccio sulle coste dell’Adriatico. A Ferragosto si è verificata un’invasione massiccia nelle acque di Pesaro. Dalla fine di luglio la sua massiccia presenza nella Laguna di Marano e Grado, tanto da intasare le reti e rendere la pesca praticamente impossibile.

Ora l’allarme è stato lanciato a livello mondiale dalla rivista americana New Scientist. Però da tempo il fenomeno preoccupava i biologi marini, ma anche i pescatori, e non solo per la questione delle reti. Perché?

La Noce di Mare è originaria dell’Atlantico, ma negli ultimi decenni è arrivata nel Mar Nero, negli estuari del Baltico e perfino nel Mar Caspio, introdotta con l’acqua di zavorra delle navi. È poi dilagata nell’Egeo, da cui ha risalito l’Adriatico. Trovandosi benissimo: infatti predilige acque poco profonde ed eutrofizzate. Inoltre è resistentissima ai cambi di temperatura. Le prime segnalazioni risalgono a una ventina d’anni fa, ma solo ora si è vista in queste quantità. Nel frattempo, sempre quest’estate, alcuni esemplari sono stati avvistati anche nel Tirreno, fino alle coste toscane.

Ma come mai è così temuta? Non certo per le punture ai bagnanti: la Noce di Mare non è urticante e non rilascia sostanze tossiche.  Quel che allarma è quanto accaduto soprattutto nel Mar Nero e nel Caspio. La Noce di Mare si nutre di zooplancton (piccoli crostacei, larve, uova di piccoli pesci) e in quelle acque ne ha fatto strage: si calcola che per colpa sua nel Mar Caspio le microcreature siano diminuite addirittura dell’80%. Il problema è che lo zooplancton è il nutrimento base per moltissime specie di pesci. Chi ne ha risentito di più sono stati finora i pescatori del Mar Nero, che hanno visto crollare la produzione ittica, soprattutto quelle di sardine.

L’Adriatico è ancora uno dei mari più pescosi – e quindi redditizi – del mondo. Se da noi si verificasse qualcosa di analogo, sarebbero dolori. Ma non è detto che sarà così. I biologi ancora non hanno chiarito come mai nel Mare Nero la proliferazione sia stata così massiccia e le conseguenze tanto disastrose, mentre altrove i danni sono stati tutto sommato limitati. Forse perché in alcuni mari le Noci di Mare hanno incontrato predatori che si nutrono proprio di lei. Oppure per la concorrenza di altri mangiatori di plancton.

Come riconoscerla? È lunga una decina di centimetri, dal corpo completamente trasparente e dotato di lunghe ciglia che usa per muoversi e catturare le prede. Composta quasi totalmente di acqua, è uno “ctenoforo”, gruppo di cui fanno parte circa 100 specie marine. E, va ripetuto, non rappresenta alcun pericolo diretto per l’uomo. Ma le coseguenze indirette di troppe Noci son facili da immaginare.

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