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Italia divisa in fasce fino a Pasqua, “al lavoro per riaprire cultura da marzo”

“Il sistema a fasce verrà mantenuto. Finora è stato scongiurato un lockdown generalizzato e questo deve essere l’obiettivo principale anche per le prossime settimane e per i prossimi mesi. State certamente notando un cambio di metodo. Ci siamo visti domenica e ci stiamo rivedendo oggi. Gli incontri saranno sempre piu frequenti e costanti. Prima importante novità: le nuove eventuali misure di chiusura non scatteranno più dalla domenica, ma dal lunedì successivo. Questo avevano chiesto le Regioni, e lo avevo condiviso, questo abbiamo ottenuto. Così aiutiamo anche le attività economiche che non perderanno il week end di lavoro”. Lo ha detto la neo-ministra degli Affari regionali, Mariastella Gelmini, durante l’incontro con le Regioni svolto in questa mattinata del 25 febbraio. ”

“Stiamo lavorando – ha aggiunto – per una graduale riapertura dei luoghi di cultura. Il ministro Franceschini ha avviato un confronto con il Cts per far in modo che, superato il mese di marzo, si possano immaginare riaperture con misure di sicurezza adeguate. È un percorso, non è un risultato ancora acquisito. Ma è un segnale che va nella giusta direzione”.

Ieri il ministro Speranza aveva comunicato al Senato che “a seguito della comparsa delle varianti e in conseguenza dell’emergere di focolai caratterizzati da intensa attività virale, sono state implementate diverse di queste zone rosse o arancioni rafforzate, anche a livello sub-regionale. Proprio negli ultimi giorni, infatti, è stata segnalata, da parte di cinque Regioni, la necessità di 25 zone rosse, alcune decise a causa dell’insorgere di focolai epidemici dovuti a variante inglese, altre alla presenza di variante brasiliana o sudafricana. Tali misure restrittive sono indispensabili”.

“Siamo consapevoli che queste comportano sacrifici – aveva proseguito Speranza – ma non c’è altra strada in questo momento per evitare un peggioramento del quadro epidemiologico. C’è tutto l’impegno del governo a promuovere congrui ristori per quelle attività economiche ed imprenditoriali che stanno pagando a caro prezzo le misure di contenimento e di mitigazione. Questo, a mio avviso, deve valere per le ordinanze nazionali, da me firmate settimanalmente, che d’ora in avanti andranno in vigore a partire dal lunedì, come per quelle sub-regionali- ha concluso- assunte sotto la responsabilità degli amministratori territoriali”.

Sempre ieri il ministro aveva annunciato che le nuove misure restruttive andranno avanti almeno fino al 6 aprile, quindi compresa la Pasqua che quest’anno cade il 4 aprile: “Il prossimo Dpcm varra’ dal 6 marzo al 6 aprile e la bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute”.

“Dire la verità al Paese – aveva spiegato – è un obbligo che tutti dobbiamo avvertire molto forte, anche quando queste verità sono scomode. I dati, come sempre, sono più chiari e precisi delle parole. In Europa, ci avviciniamo alla soglia di un contagiato ogni 10 abitanti e siamo a un deceduto ogni 530 abitanti. Un contagiato ogni 10 abitanti credo sia un dato che esprime da solo la forza e la pericolosità di questo virus che stiamo combattendo”. E ancora: “Nel mondo siamo a 112 milioni di casi confermati dall’inizio della pandemia e a 2,5 milioni di persone che hanno perso la vita. Senza dilungarmi in una serie troppo lunga di dati, tutti molto interessanti per capire fino in fondo la portata del fenomeno, mi limito a richiamare una notizia riportata nei giorni scorsi dai giornali di tutto il mondo, una notizia terribile nella sua drammatica evidenza: nella grande America, negli Stati Uniti d’America il virus ha provocato piu’ morti della prima e seconda Guerra mondiale e della guerra del Vietnam”.

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