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Italo Nicoletti, il re discreto di Riccione

Il ritratto/ricordo di Italo Nicoletti più lucido fu fatto dal Sindaco Massimo Masini, una settimana dopo la sua morte, sul settimanale Il Ponte del 3 gennaio 1997: “Con la scomparsa di Italo la Città di Riccione perde una delle figure più conosciute, stimate e autorevoli della sua storia recente, dalle qualità umane e personali che tutti noi rimpiangeremo a lungo. Italo è riuscito ad essere un vero protagonista senza protagonismo, pur avendo avuto per lunghi decenni ruoli e responsabilità dirette, personali e di primo piano, perché ha sempre tessuto la sua tela con discrezione e con instancabile e disinteressata attività protesa al bene della Città”.

Fu Masini, assieme al giornalista Marzio Cesarini, che gli affibbiò il soprannome di “Cardinal Richelieu”, grande politico francese che nei primi decenni del ‘600 rafforzò la monarchia ed operò per fare della Francia la più grande potenza d’Europa. Italo lavorò a fianco, consigliandoli, di diversi Sindaci riccionesi, da Biagio Cenni a Daniele Imola, per oltre trent’anni per il bene e la “grandezza” di Riccione.

1959. Riccione, ufficio del Comune. Da sinistra, Mario Masi, Italo Nicoletti

Ma Italo era nato a Rimini il 24 marzo 1930, in una famiglia contadina di Covignano. A sette anni, assieme alla famiglia si trasferì a Riccione all’Alba perché il padre Giovanni (per tutti però Gianni), grazie ad un forte rapporto di amicizia stretto durante la guerra con un dirigente della Cassa di Risparmio entrò come dipendente nella filiale di Riccione, in Via Ceccarini.

Nei primi anni del dopoguerra Italo si diplomò geometra presso l’istituto di Rimini e nel 1950 vinse un concorso per l’assunzione nel Comune di Riccione presso l’Ufficio Tecnico. Visse da qui gli anni della crescita urbanistica impetuosa di Riccione fra gli anni ’50 e ’60.

18 febbraio 1960. Riccione. Italo Nicoletti

Contemporaneamente però gettava le basi per divenire nel tempo uno dei maggiori protagonisti dello sport riccionese: nel 1953, a soli 23 anni, divenne segretario della Riccione Calcio, appena promossa nel campionato di Promozione. Ricoprirà questo incarico sino al 1978, gestendo la squadra, sotto vari Presidenti, in un alternarsi di promozioni e retrocessioni. Il massimo lo ottenne quando convinse Giuseppe “Bepi” Savioli a diventare Presidente (dal 1970 al 1976) portando la squadra in serie C nella stagione 1973/1974 (vi rimase sino alla stagione 1977/1978).

Per oltre vent’anni Italo, assieme a Manlio Muccini, gestì il mercato dei calciatori e garantì i conti in ordine del club riccionese. Nel 1966 e nel 1967 gestì le due visite del campione brasiliano Pelè a Riccione, qui arrivato grazie all’amicizia con l’industriale bavarese della birra Roland Ender di casa nella Perla Verde: la prima per sposarsi, la seconda in tournée con la sua squadra, il Santos. Ma tanti altri furono i grandi campioni che transitarono per Riccione in quegli anni in varie occasioni.

Ottobre 1965. Monaco di Baviera, OktoberFest. Da sinistra, Italo Nicoletti, (…), Biagio Cenni

Italo era un tifoso del Torino, del grande Torino, ma dal 1963 divise questa sua fede calcistica anche con l’Inter. In quell’anno, l’8 settembre, per l’inaugurazione del nuovo campo da calcio furono invitati i nerazzurri del patron Angelo Moratti (presidente del club dal 1955 al 1968), allenati dal “Mago” Helenio Herrera. Gli accordi prevedevano la ripartizione dell’incasso a metà fra Inter e Riccione. Stadio strapieno, grande spettacolo con 6 gol dell’Inter, introito notevole. Moratti, dopo la partita, soddisfatto del gioco della sua squadra e dell’accoglienza del pubblico, lasciò tutta la somma incassata al Riccione Calcio. Da qui la doppia fede sportiva di Italo.

Metà anni ’60. La formazione del Riccione Calcio. Primo a sinistra, Italo Nicoletti

Il 23 ottobre 1960 sposava a Riccione Pasquina Fabbri, per tutti Rosita (1939-2009). I quattro fratelli Fabbri, tutti camionisti, nel corso degli anni ’50, costruirono per i figli quattro alberghi. Rosita, con la famiglia, e poi con Italo gestì dal 1957 l’Hotel Gambrinus, in Via Zandonai, nei pressi del porto. Dal matrimonio nacquero Luca (nel 1961) e Mariagrazia (nel 1966) che oggi gestiscono assieme il Gambrinus. Rosita è stata una grande fotografa ed ha pubblicato, fra il 1987 e il 2009, sei volumi di immagini e testi dedicati a Riccione e alla Valconca ed allestito 19 mostre fotografiche.

Settembre 1966. Riccione. Da sinistra, Helmut Schön (1915-1996), straordinario allenatore della Germania dal 1964 al 1978, Bepi Savioli, Italo Nicoletti

Nelle elezioni comunali del 22 novembre 1964 il PCI elesse 17 consiglieri su 30, e in coalizione con il PSIUP (che aveva eletto 2 consiglieri), il 12 gennaio 1965 elessero Sindaco Biagio Cenni. Il nuovo Sindaco volle Italo come suo segretario. Lo sarà per tutti i dieci anni del suo incarico sino a giugno 1975. Italo consigliava, leggeva tra le righe, considerava le conseguenze di ogni mossa. L’uomo della diplomazia riccionese. Furono lui e Mario Masi, Segretario del Comitato Comunale del PCI riccionese, i tutor del Sindaco Cenni, coloro che quando Biagio si arrabbiava e si ritirava sull’Aventino, lo riportavano in Comune aiutandolo a superare problemi e difficoltà. Il decennio da Sindaco di Biagio Cenni fu per Riccione un periodo straordinario, di crescita economica, turistica, urbanistica. La città venne infrastrutturata, ordinata dal nuovo Piano Regolatore del 1968. Fu un Sindaco importante che contribuì a fare di Riccione una delle città alla moda per le vacanze estive.

Il 23 agosto 1967 Riccione rappresentò l’Italia nell’edizione inglese, svoltasi a Blackpool, della popolare trasmissione televisiva “Giochi senza frontiere”. Capo delegazione fu nominato Italo Nicoletti. Riccione partecipò ai Giochi pan-europei altre tre volte: nel 1971, nel 1975 e nel 1989.

23 agosto 1967. Blackpool (Gran Bretagna). La squadra riccionese a “Giochi senza Frontiere”. Da destra Italo Nicoletti, l’Assessore Tiziano Solfrini

Italo non si iscrisse mai al PCI. Fu, come allora si diceva, un compagno di strada del percorso politico e amministrativo del PCI riccionese. Lo votò, collaborò con i suoi dirigenti e con i Sindaci comunisti. Partecipò a gran parte delle scelte, ma preferì sempre non essere vincolato da regole di partito. Italo era un grande conoscitore di uomini, sapeva individuare, anche aiutandoli, i cavalli vincenti, fossero essi atleti o politici.

Pochi mesi dopo la elezione a Sindaco di Terzo Pierani, il 21 luglio 1975, Italo andò in pensione. Un pensionato baby. Voleva dedicare più tempo, oltre che alla gestione dell’albergo, al mondo sportivo riccionese. Oltre che segretario della Riccione Calcio, nel 1966 era diventato consigliere del Moto Club Berardi. Nel 1979 divenne ispettore della Lega professionisti della serie C. E poi nel 1981 divenne Presidente della Polisportiva.

1967. Riccione. La squadra del Santos in tournée. Da sinistra, Italo Nicoletti, Pelé, Biagio Cenni, Bepi Savioli

Trasformò questa associazione, nei suoi oltre vent’anni di presidenza (sino alla morte nel 1996), in una grande realtà sportiva, promotrice di infinite attività: svariati atleti e campioni ne hanno vestito i colori sociali. Italo credeva fermamente nel valore educativo dello sport ed il suo impegno per promuoverlo è sempre stato massimo. Arrivarono così i grandi appuntamenti sportivi, anche grazie allo sviluppo degli impianti sportivi realizzati negli anni di Pierani Sindaco. A Roma, nelle Federazioni sportive, Italo lo conoscevano tutti, aveva una straordinaria capacità nel gestire le relazioni con loro. La Polisportiva passò da 300 iscritti a oltre cinquemila, con dodici discipline sportive.

Ancora altri incarichi nel mondo sportivo: dal 1984 al 1986 diventa consigliere regionale della FIDAL (federazione dell’atletica leggera). Nel 1986, in attesa che Rimini diventasse provincia, viene nominato fiduciario del CONI circondariale sino al 1994, quando fu poi nominato Commissario del CONI provinciale.
Nell’estate del 1996, pochi mesi prima della morte, il Segretario Generale del CONI Mario Pescante gli assegnò la medaglia di bronzo al Valore Sportivo.

1990 ca. Riccione, Vallechiara. Da sinistra, Marzio Cesarini, Italo Nicoletti, (…)

La Polisportiva dal 1997 organizza e gli ha intitolato il Trofeo Internazionale di Nuoto, la più importante manifestazione del settore a Riccione e tra le più rilevanti per il nuoto agonistico a livello nazionale. E il Comune gli ha intitolato, nel Consiglio Comunale del 13 ottobre 2003, l’insieme degli impianti sportivi presenti a Riccione: “Centro Sportivo Italo Nicoletti”.

Primi anni ’90. Riccione. Da sinistra, Edmo Vandi, Attilio Cenni, Italo Nicoletti

Dopo la vita amministrativa e lo sport, il turismo. Non per ultimo, perché comunque gestiva con la famiglia il Gambrinus, ma insieme. Perché le tre attività per Italo si stringevano assieme.
Nel 1985 viene eletto Presidente dell’Azienda di Soggiorno di Riccione e lo rimarrà sino al suo scioglimento nel 1986 quando diventa poi membro del Consiglio di Amministrazione della nuova APT circondariale e delegato dello IAT di Riccione (ricoprirà questi incarichi sino al 1992). In questi anni getterà le basi dei grandi numeri turistici a Riccione abbinando sport e turismo, con appuntamenti nazionali ed internazionali nelle varie discipline sportive.

1990. Riccione. Italo e Rosita Nicoletti

Inoltre nel 1985 diventa il segretario dell’Associazione Amici di Riccione, fino al 1995 quando ne diventerà il Presidente. Suo compito era promuovere l’immagine della Città. Italo fu l’ideatore e il principale organizzatore di questa associazione, che fu il motore degli accordi fra Comune e Fondazione Cassa di Risparmio per l’acquisizione e la ristrutturazione di Villa Mussolini.

Italo morì all’Ospedale di Riccione, dopo una lunga battaglia contro il cancro, la sera di Natale, il 25 dicembre 1996. Il funerale si tenne il 28 dicembre presso la Chiesa di San Martino in Viale Diaz, sotto una nevicata che ricoprì la tantissima gente presente: della Polisportiva, del turismo, dell’Amministrazione Comunale, i tanti amici. Gli rivolsero l’ultimo saluto un rappresentante della Polisportiva e la figlia Mariagrazia.

1991. Riccione, davanti all’ingresso del Comune. Da sinistra, Alberto Tomba, Martina Colombari, Italo Nicoletti

Il Sindaco Masini il giorno prima, nel saluto di fine anno in Comune, lo aveva così ricordato: “Ammiravo la sua discrezione. Italo era protagonista di tante scelte, senza apparire mai, lasciando il primo piano ad altri. Ha sempre guardato alla sostanza, senza mai cadere nell’apparenza, nel supremo rispetto delle istituzioni”. La pagina riccionese de Il Resto del Carlino, annunciandone la morte, il 27 dicembre intitolò a tutta pagina “Nicoletti, addio a un ‘re’ discreto. Se ne va il padre dello sport riccionese. La storia di una vita dietro le quinte”.

Primi anni ’90. Riccione, Comune. Da sinistra, il Sindaco Massimo Masini, il delegato IAT Riccione Italo Nicoletti

Paolo Zaghini

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