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La Cassazione “ribalta” le norme sui rifiuti, regolamenti comunali da rifare?

La Corte Suprema di Cassazione è al vertice della giurisdizione ordinaria italiana. Tra le principali funzioni vi è quella di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale, il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni”. (Legge fondamentale sull’ordinamento giudiziario n.12 art.65).

Ebbene la Corte Suprema di Cassazione con ordinanza 21780/2018, ha stabilito e chiarito che: “non deve essere l’amministrazione comunale a provare che un garage, un’autorimessa o altro immobile siano produttivi di rifiuti.”

Il Comune, nell’applicazione della norma, la quale prevede la “presunzione di produzione del rifiuto e non la reale produzione del rifiuto”, norma che nel 2020 dovrebbe, uso il condizionale come sempre, cambiare attraverso il sistema di raccolta “porta a porta”, che ahimè ha già delle lacune in partenza, dicevo il Comune si avvale della presunzione di produzione di rifiuti per tutti gli immobili occupati, salvo prova contraria.

In deroga alle regole generali, spetta al contribuente l’onere della prova contraria, dimostrare anche in sede processuale, le cause di esclusione o di esonero dipendenti dall’inidoneità degli immobili alla produzione di rifiuti.

Non si esclude il pagamento della tassa per la mera destinazione dell’immobile ad autorimessa, in assenza del concreto accertamento dell’improduttività di rifiuti.

Con ulteriore ordinanza la 22124/2017, la Corte Suprema di Cassazione ha addirittura sostenuto che: “non sono esclusi dal prelievo neppure i parcheggi sotterranei.”

Anche queste unità immobiliari sono soggette al pagamento della tassa rifiuti. L’area adibita a posto auto non è esente, secondo la Suprema Corte, dalla possibilità di produrre rifiuti, non può essere esclusa dall’inesistenza di muri perimetrali che delimitano la singola area adibita a parcheggio.

Anche sulle unità immobiliari “vuote”, la Suprema Corte, ha ribadito che immobili “vuoti, privi di allacci alle reti idriche, elettriche, o di mobili e suppellettili”, sono soggetti al prelievo.

Secondo la Suprema Corte, il principio che tutti gli immobili devono essere tassati non subisce alcuna deroga neanche nei casi in cui il servizio di raccolta dei rifiuti non venga svolto in modo inefficiente, o anche quando vi siano delle condizioni che non permettono di usufruire del servizio, ad esempio una chiusura temporanea di una strada etc., in questo caso la tassa è dovuta in misura non superiore al 40%.

Molti regolamenti comunali prevedono esenzioni e riduzioni sulle casistiche che la Suprema Corte ha cassato, mettendo una pietra tombale su tali fattispecie, solo la politica a questo punto dovrà trovare una soluzione.

Leonardo Carmine Pistillo

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