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La democrazia versione Sensoli: chiudere i giornali che non parlano di lei

L’inizio di un anno è sempre complicato. Si cerca di lasciare alle spalle ciò che non ti piaceva dell’anno appena trascorso e sperare in un anno migliore. I soliti propositi di fine anno.

Sinceramente non mi sarei aspettato di essere catapultato della realtà quotidiana in così poco tempo. Due post sulla pagina FB di Raffaella Sensoli hanno avuto questo effetto. Raffaella Sensoli è una consigliera regionale dei 5 Stelle di Rimini. Due scritti (post) di una violenza e arroganza antidemocratica inaudita.

Il primo scritto recita: ”Leggendo l’articolo di oggi di Sallusti su Di Maio e Di Battista sono sempre più convinta che i fondi all’editoria vadano tagliati”. Il secondo è ancora peggiore: ”Noto con piacere che il direttore del Corriere Romagna segue la mia pagina e, soprattutto, legge con attenzione i miei post su Facebook. Negli ultimi tempi avevo il vago sospetto che non fosse proprio così visto lo spazio, sempre ridotto ai minimi termini, che il suo giornale riserva alle proposte, ai risultati e agli interventi per il territorio riminese e non che il MoVimento 5 Stelle sta ottenendo sia al governo che in Regione. Spazi che, mi si permetta di dirlo, non sono mai avari quando, al contrario, a parlare sono “autorevoli” esponenti della maggioranza che governa la nostra regione……”

Neanche la peggiore arroganza del potere italiano (governi Berlusconi) ha mai attaccato in questo modo l’informazione. La consigliera regionale decide cosa si deve scrivere sui quotidiani, misura quanto spazio le viene dato sui giornali.

Ebbene, in un paese democratico, la realtà è diversa da ciò che pensa Raffaella Sensoli. Non è lei, consigliera regionale, a giudicare ciò che viene scritto sul suo operato. E’ esattamente il contrario. Se ne deve fare una ragione.

Lo dico per esperienza. Con il Corriere di Romagna non ho mai avuto particolari feeling durante le mie esperienze da amministratore. Dal mio punto di vista, mi sono spesso lamentato (in privato) di come molte volte venivo trattato. Ma non mi sono mai permesso né di pensare e tanto meno di esternare ciò che sta dicendo Raffaella Sensoli.

In modo neanche tanto educato, il pensiero esternato dalla rappresentante regionale dei 5 Stelle di Rimini è semplice. Se vuoi essere un giornale locale che racconta il proprio territorio non puoi avere la “spada di Damocle del finanziamento pubblico”. Te ne liberiamo noi. L’omicidio perfetto: per renderti libero dai condizionamenti ti faccio chiudere.

Questa la realtà. Senza un contributo pubblico, tanti quotidiani locali sono destinati alla chiusura. Non i giornali di partito e non quelli dei grandi gruppi editoriali (Sallusti incluso), cui già altri governi (senza aspettare i 5 Stelle) hanno già tolto i finanziamenti pubblici  da anni . A chiudere saranno le piccole testate locali gestite da giornalisti in cooperativa, quelli che tutti i giorni fanno il lavoro più umile eppure tanto prezioso. Si tratta di deprimere la nostra democrazia, impoverire un territorio, spegnere dei punti di vista sgraditi e mortificare tante professionalità.

Nessuno, tanto meno un giornale, ha la verità in tasca. E tanto meno un consigliere regionale. Cui non dovrebbe essere necessario ricordare che la democrazia esiste solo se c’è un confronto fra “verità” diverse, così come la libertà di stampa si misura con la pluralità delle voci in edicola.

Lei consigliera Sensoli si deve vergognare. Dietro ad una presunta libertà di stampa si cela la peggior censura che la democrazia nel nostro Paese abbia mai conosciuto.

Maurizio Melucci

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