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La Diocesi lancia un “Piano Marvelli” per la ricostruzione di Rimini

Si chiama “Piano Marvelli”, come l’assessore della ricostruzione di Rimini dopo la guerra, morto a 28 anni e poi proclamato Beato. Perché siamo in un altro dopoguerra, anche se di genere diverso. E la Chiesa riminese intende fare la sua parte. Non solo nell’aiutare le tante persone fragili e le situazioni di precarietà, che l’emergenza coronavirus ha fatto emergere ancora più numerose, ma anche a ricostruire una comunità così profondamente scossa.

Tre le parole d’ordine: “accogliere, accompagnare e integrare”. Sostenute dalle parole del vescovo di Rimini monsignor Francesco Lambiasi.

Parole forti che hanno quasi il tono dell’anatema: “Guai a noi!”, ripete il presule nel presentare il progetto della sua Diocesi.

“Guai a noi – ammonisce monsignor Lambiasi – se ci illudiamo che andrà tutto bene, che ce la faremo, senza che cambiano nulla. Perché nulla sarà e dovrà essere come prima. Se pensiamo che alle persone bastino le parole e non le relazioni. Se non saldiamo la catena fra le generazioni e soprattutto ai due estremi, i giovani e i più anziani. Guai a noi se non guardiamo questi giovani con sguardo nuovo. E abbiamo visto che quando si è trattato di sostituire venti anziani volontari della Caritas, di giovani ne sono arrivati duecento. Che in 80 mila si sono impegnati nel servizio civile nazionale. Come aveva detto il profeta Gioele: ‘I vostri anziani faranno sogni e i vostri giovano avranno visioni’. Guai agli slogan del facile successo che promettono facili felicità, Ai ‘a me mi pare, a me mi piace, a me mi va’, quando invece abbiano bisogno di verità e non di un’opinione, di bene e non di piacere, di libertà per tutti”. Che questo non sia il tempo della fine, ma di un nuovo inizio”.

Il direttore della Caritas diocesana Mario Galasso e il vescovo di Rimini Mons. Francesco Lambiasi

Il piano Marvelli parte dai 300 mila euro destinati dalla CEI alla Diocesi di Rimini come contributo per l’emergenza pandemia. A questi soldi si spera possano aggiungersi le donazioni. PerchÉ i campi di intervento sono tanti e vasti. L’emergenza lavoro, su cui interverrà il Fondo per il Lavoro attivato per la crisi precedente nel 2013 (da allora ha trovato un’occupazione per 180 persone). All’emergenza economica provvederà l’associazione Famiglie Insieme con il microcredito, per il quale le banche locali sono già state contattate.

E’ stato creato un comitato di dieci garanti guidato dal vescovo stesso: ne fanno parte il Prefetto di Rimini Alessandta Camporota, il presidente del Tribunale di Forlì Rossella Talia, gli imprenditori Maurizio Focchi e Paolo Maggioli e i rappresentanti dei comuni di Rimini e Riccione, corrispondenti ai due distretti sanitari, e un referente dell’unione dei comuni del Rubicone per le parrocchie che fanno parte della diocesi riminese nel territorio di Forlì-Cesena: Savignano, Sogliano, Borghi e San Mauro. Per ciascuna di queste tre aree sono state nominate altrettante responsabili della Caritas: Antonella Mancuso per il distretto Rimini sud; Elisabetta Manuzzi per l’area dei comuni del Rubicone; Paola Bonadonna, per il distretto Rimini nord. Saranno loro a tenere i rapporti con gli enti locali per verificare le situazioni di bisogno e spartirsi i compiti: dove non potrà arrivare un Comune arriveranno loro, e viceversa.

Mario Galasso con Antonella Mancuso, Elisabetta Manuzzi, Paola Bonadonna

“Se a Rimini non si muore di fame, si può certamente morire di solitudine”, sottolinea il direttore della Caritas diocesana Mario Galasso. Quindi le persone sole e fragili vanno accompagnate, ma prima di tutto individuate, il che non è sempre semplice. Lo si è visto durante il lockdown e ora che tante situazioni difficili sono emerse non si può lasciarle di nuovo nell’oblio. Di qui il ruolo decisivo delle 54 Caritas parrocchiali nel raccogliere le segnalazioni dei singoli territori.

Durante il periodo di quarantena la sola mensa diocesana di Rimini è arrivata a servire 150 pasti al giorno. Ora si è tornati ad una cinquantina, poco di più che prima dell’epidemia. “Ma delle 270 persone che sono venute in quel periodo – spiega Galasso – ne abbiamo trovate 120 che prima ci erano del tutto sconosciute. Ora non possiamo abbandonarle”.

DATI DALL’1/3/2020 AL 11/06/2020

PERSONE INCONTRATE: 2.553 di cui 52,2% italiani nel 2019 nello stesso periodo gli italiani erano il 42,6%.

Delle 2.553, 631 nuove, di cui 54,8% italiane.

Se si considerano anche i familiari delle persone assistite arriviamo a circa 5.000 persone in difficoltà in soli 3 mesi, su tutto il territorio diocesano.

INTERVENTI

 

 

mensa

16.027

Caritas diocesana + Riccione + Cattolica

giro nonni

8.367

 

pacchi viveri

3.799

 

viveri a domicilio

533

 

emporio

442

 

Per le donazioni, il codice IBAN presso la banca Intesa San Paolo  è:

IT31R0306909606100000103439

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