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“La donna a Riccione fa a gara a chi ce l’ha più lungo!”

A distanza di qualche giorno dalla giornata dedicata alle donne, dall’alto della mia veneranda età e di fatti mai sbandierati ai quattro venti che dimostrano quanto mi sia dedicata al sociale ma prima ancora alla mia famiglia, da cui derivo e che mi ha educata a non ostentare mai (a fare ma in silenzio, sopratutto)… sono qui a rimproverare le sue ipotetiche figlie.

Concedetemelo e non vi offendete anzi ritenete questo mio “rimprovero” come solo una anziana e, credo, buona madre saprebbe fare rivolgendosi proprio alle donne come me!

La donna unisce non divide.
La donna ama non proclama.
La donna ispira non adira.
La donna ha la facoltà di educare il mondo come cita un antico proverbio africano:
“Chi educa un bambino educa un uomo,
chi educa una donna educa un popolo.”

Esiste quella che è diventata una deriva riccionese che vede, sopratutto le donne, alcune sia chiaro ma che hanno il potere emulativo in quanto esposte, a destra come a sinistra e questo è evidente a tutti che risultano apparire come il riflesso di un dispotismo e, conseguente, atteggiamento antifemminile.

Differenza sostanziale per chi sa comprendere ciò che intendo. Eh già perché la femminista oggi ha deviato ciò per cui le donne del passato hanno rivendicato la propria libertà!

Oggi stanno esagerando in aggressività e, conseguente, allontanamento dell’uomo da loro per cui distruzione della coppia e della famiglia che dovrebbe essere la prima cellula sociale. Dovrebbe….

Specchio dei tempi?
Di una società che vede sempre più donne trasformarsi e, dunque, scimmiottare l’uomo nella sua atavica fame di potere e competizione non certo intesa come “correre insieme”?

Dov’è finita la donna?
Quella di stampo romagnolo nota per “vendere l’ombra” per cui proteggere, educare all’accoglienza, gentilezza e propensione all’unione più che ostentazione del proprio ego?

È indubbio che stiamo assistendo ad un imbarbarimento della società civile e questo, dispiace! Lo scrivo a malincuore e lo addebito al popolo femminista che ribadisco non ha più colore politico.
Quasi tutte omologate in gara tra loro ed in lotta con gli uomini.

Obiettivo? Dimostrare ciò enunciato nel titolo di questa mia riflessione che è sicuramente un’esternazione forte ma di cui me ne prendo tutta la responsabilità. Non me ne vogliate ma ad una certa, si ha la libertà e disinibizione di dire esattamente ciò che si pensa.

Voglio sollecitare, con questa che non è solo una provocazione, le donne della mia città a riprendere contatto con la loro autentica natura quella che le ha sempre viste in prima linea anche quando erano dietro.

L’arzdora romagnola sa di non essere mai dietro… lo fa credere ma così non è mai stato e l’uomo lo ha sempre saputo!
Fatta questa premessa che è estendibile a tutte: dal mondo sociale a quello politico, mi tocca essere dura anche e, soprattutto, con chi governa Riccione quindi rappresenta la città per cui l’aspetto femmini….?

Quando leggo di una sindaca, da me sostenuta quindi votata, e del suo assessore nonché parlamentare, donna, che donano di tasca loro, soldi agli ambulanti nonostante le casse comunali piene… a me viene in mente solo un atteggiamento che rimanda a quello dei fuochi d’artificio e neve finta sparata in faccia a chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena!

Capisco che è (mal) costume comune in ogni dove nel mondo non solo in Italia, che i voti si comprino anche così ma io in quanto donna, ahimè, giunta ormai al termine della mia vita ed oggi più che mai distanziata, non lo accetto ne accetterò mai!

La parola “politica”, quando si indica un modalità termina con una vocale.
Torniamo, dunque, all’antico fare femminile che ci ha sempre contraddistinte!

Luisa Goldoni

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